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Beatrice Antolini - Piece Of Moon

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Non chiedetemi perchè il disco qua di fianco costa 35 euri (almeno in questo momento), non lo so.

Beatrice Antolini c'è gente che la ama e gente che la odia. Pare che se la tiri. Pare anche che le sue interviste siano imbarazzanti. Pare anche che la sua musica non abbia la dimensione internazionale necessaria per meritarsi le copertine che le hanno dedicato. Queste e altre cose le ho lette a commento della recensione del suo ultimo album Bioy su Rockit. Io l'album non l'ho ascoltato e vi dico che non ho neanche intenzione di farlo ("Piece Of Moon" non me la fa venire), però lei l'ho vista suonare qualche anno fa all'Arteria di Bologna e mi era sembrata meglio della media (italiana), che non sarà un complimentone ma è meglio che niente.
"Piece Of Moon" è ricca di idee e soluzioni non necessariamente originali ma meglio della media. Suona tutto lei. Come Bert Spazzacamino. Non è vero, dal vivo ha la band. Peccato. Il pezzo (di luna) sa comunque di irrisolto, non c'è troppa sostanza sotto.

Il video è un collage di immagini animate, fotografie e brevi riprese montate caoticamente (non so da chi). Il risultato è un po' kitsch, ma poi penso che non mi va mai bene niente, e allora diciamo che è psichedelico. Meglio della media, insomma.

Che in Italia però è abbastanza bassa.

Canzone 6.6
Video 6.2


Born Ruffians - The Ballad Of Moose Bruce

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Elegantissimo ralenti in bianco e nero per il nuovo video degli indie rocker canadesi Born Ruffians. Girato tre mesi fa, ritrae The Chris Hero (una sorta di celebrità, a quanto pare) e Marcus Marquez nell'atto di uno dei gesti tecnici più classici e spettacolari del professional wrestling, il moonsault (o back flip splash). In realtà ci sarebbero anche uno head stomp e un elbow smash, ma le inquadrature e il tempo dedicati alla mossa finale sono tali da permetterci di concentrarci solo su questo.
Il mondo ha imparato a rispettare il wretling professionistico grazie a Mickey Rourke e Darren Aronofsky, ma The Wrestler sacrificava tecnica ed estetica sull'altare di uno stile naturalistico che evidenziasse il dramma personale. Là camera a mano e illuminazione low-key, qua il contrario. Le riprese sono state effettuate su una Olympus I-Speed 3, macchina solitamente usata per i crash test e adoperata a 20.000 fotogrammi per secondo. Qui l'immagine mira all'esaltazione del movimento e della sua perfezione. Dirigono Brian Hamelin e Christian Kelly per Vulture Culture Films, società di produzione canadese. Il video è girato allo Squared Circle Training, maggior scuola di wrestling dell'Ontario.

I Born Ruffians pure vengono dall'Ontario e condividono con i due registi la passione per questo sport quest'arte. Suonano indie rock, nè più nè meno. Tratta dal loro terzo album, "The Ballad Of Moose Bruce" sviluppa tensione non risolta attraverso il pulsare di basso e cassa; su di essa si delineano le parti melodiche, che curiosamente coniugano una radice folk e una postpunk. Ballata atipica.

Canzone 6.8
Video 7.8


Crystal Fighters - At Home

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Dopo circa mezza giornata a pensare che si trattasse dei Crystal Castles, ho capito che no, erano degli altri. Mi ha fregato il fermo immagine Vimeo: ero convinto fosse la regazzina in copertina sull'ultimo disco del duo americano.
I Fighters invece sono cinque, vengono dalla Spagna e sono così freschi da non avere ancora una pagina Wikipedia. Vitaminic li definisce rivelazione e vi regala i biglietti per i loro concerti in Italia, oltre che un picture disc (non vorrei suggerire inquietanti paragoni, ma anche Adolf Hitler faceva i picture disc: eccone uno).
Ma bando alle ciance: i Crystal Fighters fanno elettronica con strumenti baschi e sintetizzatori. Il loro disco d'esordio Star Of Love è disponibile in streaming su Soundcloud. Altrimenti potete ammirarne l'eclettismo in questa live performance da Jools Holland.
[Piccola digressione scevra di giudizi. Jools Holland è stato fondatore e tastierista degli Squeeze ("Cool For Cats", per rinfrescarvi la memoria), poi artista solista, poi presentatore televisivo di uno show musicale su BBC Two, secondo canale nazionale britannico. Vi invito a guardare la lista di ospiti del programma in 19 anni di attività e poi a pensare alla RAI.]

"At Home" è un pezzo melodico, quasi troppo, le cui sonorità anni 80 prevalgono sulla matrice "indiepop coi cori". Probabilmente la cosa più lontana dai miei gusti dell'intero album. Meglio le cose electro-techno oppure quelle latine, e il bello è che le due cose non sono mutualmente esclusive ("Follow", "Plage").

Nel video, girato con perizia, i cinque spagnoli vagano per una casa abbandonata facendo sfoggio delle loro facce, una dall'espressione più furba dell'altra (scherzo, i mentalmente disabili sono solo due). Ridono e giocano nel giardino, rompono oggetti e lanciano bastoni nello stagno... Ah, l'irrefrenabile desiderio di gettare cose nell'acqua: chi me lo sa spiegare? Poi trovano un tesoro in una cassa e proprio quando la aprono la telecamera si ritira pudicamente dietro un angolo. Chissà cos'era la nebbiolina bianca che fuoriusciva.
Dai, passabile. Dirige Ferry Gouw, illustratore, musicista e videomaker indonesiano dal curriculum già invidiabile avendo lavorato con Simian Mobile Disco, Bloc Party, Bryan Ferry, Vampire Weekend...

Canzone 6.1
Video 6.8


Solvent - Formulate

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Solvent è Jason Amm, zimbabw-canadese che con tanti sintetizzatori fa i dischi su Ghostly International. Il nuovo album si chiama Subject To Shift e, poichè è uscito a maggio, è inutile che io faccia finta di non averne sentito parlare. Quindi dirò che quasi tutte le recensioni puntano il dito verso lo "shift" del titolo. Il cambiamento invece è leggerissimo, puramente a livello di toni. C'è giusto un po' più di cattiveria. L'intelaiatura è la stessa: synth pop dai suoni conservatori, voci filtrate e molta regolarità. L'evoluzione interna dei pezzi si gioca solo a livello di arrangiamento e melodia dei synth. Una volta ogni tanto, quando ci si è distratti, si viene richiamati all'attenzione da un beat irregolare.
Ai due estremi della "varietà" di questo disco, ci sono "Loss For Words", di cui è uscito un video mesi fa, e questa "Formulate". Là, la voce pulita e i suoni sono morbidi. Qua invece l'accento è sul ritmo, più che sulla melodia. Meglio qua. La sensazione è che si tratti di un remix di un pezzo originale anni '80. Molta droga. Si sfocia perfino in distorsioni noise.

Dal video mi aspettavo decisamente di più. Avendo letto che era basato su "studio footage", volevo un po' più visionarietà rispetto a questi due effetti da Windows Movie Maker. Invece no, è un montaggio di tre inquadrature a cui vengono applicati filtri/sovrapposizioni/cose inutili e molto poco cool. Materiale buono per lavorarci su almeno il triplo. Non bravo, Jonathan Morris. Pure il tuo tumblr fa cagare.

Canzone 6.6
Video 4.6

David Lynch - Good Day Today + I Know

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Forse non avevate sentito la notizia, ma poco più di un mese e mezzo fa sono usciti due singoli di David Lynch. No, non il leader del movimento neonazista American Front, bensì quello che fa i film in California. E che è amico di neonazisti. Vabbè, se non avete sentito neanche quella notizia (qui il video), cosa ci state a fare su Internet?
Tornando a noi, il David Lynch a cui vogliamo bene ha pubblicato due singoli electro attraverso l'etichetta indipendente Sunday Best Recordings.
La cosa strana è che sono anche belli. "Good Day Today" ha il suono di sintetizzatore proprio come piace a me, soffice ed elegante tipo i Booka Shade. "I Know" invece è un blues elettronico che coniuga il Nick Cave eroinomane con, boh, Tricky? Niente di trascendentale, però di roba più brutta di questa e fatta da gente che lo fa per lavoro, ne esce parecchia.
Non è la prima volta che Lynch fa cose in ambito musicale (come non pensare a quel capolavoro che è Dark Night Of The Soul?), ma stavolta la cosa ha un nonsoche di più serio. Tipo che se l'anno prossimo invece che al Festival di Venezia lo trovassi a Dissonanze non mi stupirei.

Ma veniamo al dunque.
Per entrambi i pezzi, David Lynch, che con la telecamera ci sa fare, ha chiesto al Web attraverso concorso di girargli i video. La competizione ha premiato due videomaker su 450 iscrizioni. Arnold De Parscau e Tamar Drachli oltre alla gloria imperitura hanno vinto 2000 sterline.

1. Arnold De Parscau - Good Day Today


Arnold, che è uno studente 22enne, ha girato il video con una Canon EOS 5D (economica, eh?) e altro materiale preso in prestito a scuola. Il video è (forse un po' banalmente, visto che la scelta è stata compiuta proprio dal regista di Eraserhead) derivativo: i simboli freudiani, la mostruosità della famiglia, la materializzazione dell'inconscio, la permeabilità tra reale e inconscio... Tutto molto lynchiano. C'è la violenza, manca solo il sesso (manca davvero?). Insomma, il video è fatto benissimo e contrappunta perfettamente la regolarità e apparente ordinarietà del brano musicale. Ribadisco: stupisce la scelta... Allora tanto valeva girarselo da soli, no, David?

Canzone 6.4
Video 8.1


2. Tamar Drachli - I Know


Forse leggermente meno lynchiano il video di "I Know". Non so leggere l'ebraico, ma questo dovrebbe essere il suo sito. Israeliana 28enne, Tamar ha girato il video su una Canon EOS 7D per risparmiare (le tirano dietro, io ne ho 5) e con sola luce naturale. Pazzesco cosa si riesca a fare con una macchina fotografica nel 2010.
La regia è più complessa, fatta di movimenti con la camera a mano, close-up, dettagli, continui tagli del montaggio e cambi di ritmo. Trama metacinematografica, dove un uomo cerca di riportare indietro con un telecomando la donna che l'ha lasciato. Anche il possesso del corpo da parte del medium è molto lynchiano, e nel video le scene in questo senso più estreme sono le migliori. Fantastico.

Canzone 7.0 (anche se lui ha una voce veramente orribile)
Video 8.6


Shugo Tokumaru - Linne

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"Il comunismo è il potere sovietico più l'elettrificazione di tutto il paese", diceva un grand'uomo.
Siamo certi di rispettare il suo pensiero se decliniamo la frase come "la musica bella è la musica più l'elettronificazione" (insomma, per riassumere: Lenin-musica elettronica sì; Thatcher-musica elettronica no).
Il primo corollario è: "Il theremin è potere sovietico più musica più elettronificazione". So che quest'ultima è una brutta parola, ma in compenso il theremin è un bellissimo strumento. Il mondo ne deve l'invenzione a Lev Sergeevič Termen, pietroburghese che ai tempi della Rivoluzione la pensava proprio come Lenin (per il quale ebbe l'occasione di suonare al Cremlino nel 1922).
Tutto questo serve a giustificare storicamente questo principio critico: se in una canzone c'è il theremin, questa prende automaticamente uno 0.7 di voto in più.

In "Linne" di Shugo Tokumaru c'è, e quindi quella che sarebbe una canzone non particolarmente inventiva, un po' lagnosa e circa 1 minuto troppo lunga, riesce comunque a strappare un 6.7 grazie ai mirabili secondi che vanno da 1:44 a (mi pare) 2:06, e che salvano il pezzo nell'ultima parte cantata dopo la pausa. Canzone malinconica, ma non particolarmente memorabile. Tratta da Port Authority, pubblicato su Souterrain Transmissions.

Il video disegna silhouette nere su sfondo dai colori autunnali. Un bambino, mentre gioca il suo cane, salta in una pozza d'acqua e si perde in un mondo sommerso. Quando si risveglia porta ancora il mare negli occhi (che poesia!). E quando il piano cambia di tonalità e lui poggia la mano sul capo del bassotto, io piango.

Canzone 6.7
Video 6.9


Cocoon - Oh My God

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Occhio, questi sono francesi.
Per di più sono più giovani di me. Di solito non ci bado o non mi capita di leggerlo, e quindi credo di essere ancora in tempo per sfondare. Un adolescente, tipo. Invece non lo sono e non so neanche suonare quindi forse è meglio che basta. Come nel calcio, che la metà dei giocatori di serie A avrà meno di 25 anni. Io invece ho iniziato tre mesi fa. Faccio il portiere in una squadra della peggior divisione del campionato amatoriale CSI. Sono bravissimo, eh, però ormai in serie A non ci arrivo più.
Così come un disco come questi Cocoon ormai non lo faccio. Pazienza, anche se quest'album è già disco d'oro in Francia. Suonano canzoncine semplici semplici: due accordi arpeggiati, la ragazzina che preme sette tasti di pianoforte (in 3 minuti), gli archi dietro che glieli ha arrangiati qualcun altro, le melodie già sentite e risentite. E la produzione delle grandi occasioni.
Vorrei stroncare, insomma. Però funziona, mi sa che il disco finisce che lo consumo volentieri.

Il video non ho ancora deciso. Mi piacciono i disegni? No, non tanto. Però non trovo che nel complesso tratteggi una desolazione efficacissima? Già. E l'animazione che praticamente non esiste? Quella mi urta un po'. Però il panda che sgranocchia bambù al drive-in? Gli voglio bene. E quindi? Sei e mezzo. Diretto da lui e lui.

Canzone 6.8
Video 6.5


Mogwai - How To Be A Werewolf

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In questi giorni sono pigro. Sarà che avrei un sacco di altre cose da fare, ma la voglia di nuovi post latita. Questo mi ero ripromesso di farlo da un po', non posso più rimandare. Sarò comunque laconico.

Vi riassumo la storia. James Bowthorpe è un tizio che ha fatto il giro del mondo in 174 giorni. Antony Crook è un fotografo che quest'estate l'ha seguito in Norvegia per girare un corto sul "non mollare mai". I Mogwai sono la band i cui demo Crook ascoltava durante la ricerca delle location. Finisce che i Mogwai per il corto registrano un versione leggermente diversa del pezzo "How To Be A Werewolf" che sarà contenuto in Hardcore Will Never Die But You Will, in uscita a gennaio. Tutto questo l'ho letto qui.

Detto ciò, i Mogwai son bravi ma non li ascolto da anni. Non mi servono più. Le immagini del video sono perfette. Essendo canzone e video una cucita sull'altro (o viceversa), il risultato è esteticamente impeccabile. Rimane però un po' leggerino.

Canzone 6.3
Video 7.0


Broken Social Scene - Texico Bitches

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Cominciamo in scioltezza la settimana con un bel video di un gruppo che piace a tutti. Non sono tra i miei preferiti, ma i Broken Social Scene il loro mestiere lo fanno bene. Poi comunque sono tantissimi, ti menano come e quando vogliono. Meglio volare bassi.
L'ultimo Forgiveness About Rock è uscito a maggio (su Arts and Crafts) e la cosa più bella è che è prodotto da John McEntire, quello dei Tortoise e dei Sea and Cake. "Texico Bitches" è un pezzo indie rock senza fronzoli, orecchiabile come il grosso dell'album, ma trascurabile rispetto a perle come "All To All" o "Sentimental X's", insomma quelle dove cantano le tipe.

Thibaut Duverneix dirige un video simpatico dove invece che fare la guerra si fa l'amore. Seminudi, sull'erba e innaffiati di petrolio. Bene, a noi il pudore tanto non piace.

Viva Emily Haines, comunque.

Canzone 6.3
Video 7.3


Neon Indian - Mind, Drips

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Questo ormai l'avrete già visto e sentito tutti. Avrete anche già letto dei sintetizzatori video e del fatto che in quest'occasione vengono usati per la prima volta. Al massimo io posso dirvi che potete ordinarli su questo sito, che il tizio che l'ha girato si chiama Lars Larsen e che in Danimarca c'è un calciatore che ha il suo stesso nome.
Questo calciatore gioca nello Skive IK, squadra di Skive, cittadina di circa 20.000 abitanti situata nel bel mezzo della penisola dello Jutland. Se volete andarci vi consiglio di cercare un volo per Aarhus che si trova a soli 90 km da Skive.
Ok, non c'entra.
È che a me gli effetti col sintetizzatore di questo video non dicono niente. La cosa che mi emoziona di più è il buco nel letto. Poi magari fra 100 anni Lars Larsen varrà come i fratelli Lumière. Lars Larsen l'artista multimediale, non il calciatore.

La canzone non mi dispiace e l'album da cui è tratta è stato giudicato uno dei migliori dell'anno, ma si parla dell'anno scorso. Io non l'ho neanche sentito. Ormai è troppo tardi.
Mi sento inadeguato.

Canzone 6.4
Video 5.2


P.S.
Se volete sapere qualcosa dell'album leggetene qui o qui.

Tame Impala - Expectation

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Ieri dicevo che non mi piacciono i video dove la gente suona, oggi lo ribadisco. È mia ferma convinzione che sia meglio pensare ad altro, a meno che tu non sia Michel Gondry e abbia effettivamente una qualche idea per movimentare la performance. Che poi non è vero, non bisogna per forza essere Michel Gondry. È sufficiente dire «magari ci penso altri tre minuti», quando si decide di girare un video musicale con le riprese del gruppo che suona. In questo caso Clemens Habicht ci ha pensato altri due minuti e 50 secondi e se n'è uscito con la trovata della telecamera a 360 gradi, della foresta appena fuori da Parigi e dei bengala per fare luce rossa di notte. Mmh, non lo so se è abbastanza.. Direi che si salva perchè intonato con la psichedelia dei Tame Impala.

"Expectation" è uno dei pezzi più concreti di un grande debut album, Innerspeaker, che a fine dell'anno sarà sicuramente presente in molte top ten. Uscito a maggio su Modular Recordings è un disco un po' derivativo, dal sound fortemente sessantiano, ma capace di durezza stoner-rock e di melodie WayneCoyniane. Assolutamente da ascoltare per intero. La mia preferita? Forse "The Bold Arrow Of Time".

Canzone 6.8
Video 6.0


Canadians - Yes Man

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Alla prima visione-ascolto di questo pezzo dell'ultimo album dei Canadians mi sono depresso un po'. Perchè non mi diceva proprio un cazzo, diciamolo. Allora sono andato a leggermi un paio di recensioni per capire se perdere altro tempo con The Fall Of 1960 (questo il nome dell'album) e a sentire Ondarock e Indieforbunnies ne valeva la pena. Ho anche scoperto che potevo ascoltarlo per intero sul sito dell'etichetta. Dopo aver appurato la qualità dell'album ho riascoltato il pezzo senza guardare e ho capito tutto: è il video che non va.
"Yes Man" è un brano molto semplice, ma a cui non mancano le melodie giuste per renderlo radiofonico. Rimane uno dei meno originali del disco, a mio parere.

E veniamo alla nota dolente.. Sono solo io oppure effettivamente i video con le band che suonano sono nel 90% dei casi insostenibili? Inoltre ho la sensazione che in Italia li facciano tutti così.. Peccato, perchè all'inizio con il meta-video-Vimeo mi ero pure incuriosito. Poi solo noia. Dirige Ivan Vania, che per i Bartok il video senza musicisti l'ha saputo fare.

Ah, qua sotto vi metto pure il widget con cui ascoltare tutto The Fall Of 1960. Prego.

Canzone 6.3
Video 5.0




Mirah - The Forest

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Mirah è una delle migliori amiche di Phil Elverum, o Elvrum come si chiamava prima di cambiare cognome. Botte di vita, eh. Comunque quello dei Microphones e dei Mt. Eerie. Una conoscenza del genere nel mondo dell'indie-rock fa curriculum, anche perchè dall'amicizia si passa a cose come "lui produce i dischi a lei" e chissà cos'altro (nessuna malizia che lei è lesbica). Così è anche per (a)spera, uscito nel 2009 su K Records, ma stavolte le tracce da lui prodotte sono solo tre.
"The Forest" non è una di queste, anche se si potrebbe pensare il contrario: la batteria di Phil, infatti, entra a un minuto dall'inizio trasformando quella che era una ballata elettrica alla Cat Power in un pezzo propriamente rock. La tensione aumenta, le plettrate sulla chitarra suonano più distorte e tra strofe più quadrate e aperture mariachi coi cori si arriva alla marcetta che chiude il brano. Bello, continuamente cangiante.

Il video lo trovo bruttino: il balletto è terribile, privo di ironia; le scene suonate sono inutili. Si salvano un paio di dissolvenze, un po' l'atmosfera. La cosa più bella sono le location: almeno è ambientato in una foresta, come da titolo. Diretto da Lauryn Siegel.

Canzone 6.9
Video 5.2


CocoRosie - Gallows

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Io le CocoRosie non le sopporto. C'è poco da fare, a delle voci così mi vien solo voglia di tirare degli schiaffi. La musica mi piace anche, scrivono belle canzoni con ottimi arrangiamenti, i suoni sono sempre interessanti. Ma proprio non riesco.
Questa "Gallows" però mi ha convinto: inizia con un rintocco di pendolo e con un arpeggio appena accennato che pian piano cresce d'intensità quando le due sorelle attaccano a cantare. La linea vocale è semplice, loro sussurrano e io non mi innervosisco. Al ritornello salgono di tonalità, rischiano, ma il loro lamento si sposa perfettamente con l'andamento e il tema della canzone.

Forse sono stato convinto più dal video che dalla musica (il disco e la canzone non hanno riscontrato grandissimo successo). L'ha girato con colori gelidi Emma Freeman, film-maker australiana che ha diretto anche qualcos'altro per le CocoRosie. Alterna immagini delle sorelle Casady che cantano seminude, qualche frammento in stop-motion e immagini di due loro alter-ego ottocentesche alle prese con un giovanotto tatuato. Lo sfasamento dei piani temporali ci lascia qualche incertezza circa la storia, ma non può che essere una tragedia: "gallow" è il patibolo e il giovanotto ci finisce, mentre noi realizziamo con inquietudine che le voci vengono dall'aldilà.

Canzone 6.2
Video 7.8


Wolf Parade - Yulia

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Iniziamo coi Wolf Parade una doppietta Sub Pop, la label di Seattle che forse più di ogni altra è l'Istituzione Indie per eccellenza (Nirvana, Soundgarden, Mudhoney nel passato; Postal Service, The Shins, Iron & Wine nel presente).
I Wolf Parade forse non sono ancora un'Istituzione Indie, ma avevano tutti i documenti in regola per diventarlo: sono un supergruppo formato da membri di Sunset Rubdown, Handsome Furs, Swan Lake, Frog Eyes, Hot Hot Heat e chissà quanti altri; il loro debut album Apologies To The Queen Mary, uscito nel 2005, è solitamente presente nelle classifiche dei migliori album del decennio; loro hanno il look adatto. Purtroppo proprio tre giorni fa hanno deciso di mettersi in pausa a tempo indeterminato, il che diminuisce le vostre probabilità di vederli in concerto nel bar sotto casa e innamorarvi seduta stante (non che ce ne fossero molte di più quattro giorni fa).
Comunque. "Yulia" è presa dal loro terzo album Expo 86, considerato dalla critica come il loro più riuscito a livello di songwriting, poichè se prima la band si divideva in più anime (quelle dei diversi compositori), qui sviluppa finalmente un sound omogeneo. La canzone ne dimostra tutto l'impatto, con chitarre che si aggiungono a chitarre (adoro l'incessante e delicato sottofondo "noise" distinguibile solo verso l'inizio).

Il video è anche più bello della canzone. Racconta di un cosmonauta sovietico dal ciuffo biondissimo e della sua amata che ne segue il lancio nello spazio sul televisore. Qualcosa va storto e lo capiamo perchè la trasmissione si interrompe e viene sostituita da contadine che ballano. Il cosmonauta si toglie il casco (brillante di bellissimi riflessi 2001odisseanellospazieschi) e l'amata se lo mette prima di tuffarsi nella luce anche lei. Girato da Scott Coffey.

Canzone 6.7
Video 7.9


Uffie - Difficult

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Anche di lei non dovrebbe esserci bisogno di parlare: nel senso che, se uno ci pensa, non è bello parlare di una ragazzina di 23 anni nata a Miami ed emigrata a Parigi che a 19 anni ha firmato un contratto per la Ed Banger e da allora è la musa dei dj francesi di quel giro lì. Vabbè, ma sono io che rosico. E neanche vorrei essere la musa dei dj francesi. Poi comunque lei è già divorziata con un figlio, avrà i suoi problemi.
"Difficult" è il quarto singolo tratto da Sex Dreams and Denim Jeans, il suo primo e unico album che, uscito a giugno 2010, raccoglie anche pezzi pubblicati nel 2006. È prodotto da SebastiAn (e quindi i suoni sono notevoli), dura 2 minuti e 53 secondi (e quindi non fa in tempo ad annoiare pur essendo ripetitivo) ed è totalmente inoffensivo. Peccato, perchè sul disco ci son cose decisamente più interessanti: questa con Pharrell Williams, per esempio, oppure quest'altra prodotta da Mr. Oizo.

Il video è meglio, tiene desta l'attenzione con le continue variazioni. C'è Uffie che continua ad attraversare un corridoio di scuola, spingendo a terra ragazze con vinili in mano. A un certo punto compare Freddie Mercury. Il pavimento del corridoio è a scacchi. L'hanno diretto dei film-maker francesi chiamati AB/CD/CD.

Canzone 6.0
Video 6.4

Here We Go Magic - Casual

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"Casual" è un pezzo di Pigeons, il secondo disco degli Here We Go Magic uscito 5 mesi fa su Secretly Canadian (la stessa di Antony & the Johnsons, Damien Jurado, Jens Lekman e Jason Molina). Decisamente tra i migliori dischi indie rock dell'anno, suona come Sufjan Stevens che canta nei Vampire Weekend.

Il video è diretto da Peking, duo composto da Nat Livingston Johnson e Gregory Mitnick. Per girarlo hanno usato 12 galloni di sangue e liquido amniotico animale. Probabilmente scomparirà da Youtube in un paio di giorni.

Canzone 6.9 (ce n'è di più belle nel disco.. "Collector")
Video 8.1