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Solvent - Formulate

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Solvent è Jason Amm, zimbabw-canadese che con tanti sintetizzatori fa i dischi su Ghostly International. Il nuovo album si chiama Subject To Shift e, poichè è uscito a maggio, è inutile che io faccia finta di non averne sentito parlare. Quindi dirò che quasi tutte le recensioni puntano il dito verso lo "shift" del titolo. Il cambiamento invece è leggerissimo, puramente a livello di toni. C'è giusto un po' più di cattiveria. L'intelaiatura è la stessa: synth pop dai suoni conservatori, voci filtrate e molta regolarità. L'evoluzione interna dei pezzi si gioca solo a livello di arrangiamento e melodia dei synth. Una volta ogni tanto, quando ci si è distratti, si viene richiamati all'attenzione da un beat irregolare.
Ai due estremi della "varietà" di questo disco, ci sono "Loss For Words", di cui è uscito un video mesi fa, e questa "Formulate". Là, la voce pulita e i suoni sono morbidi. Qua invece l'accento è sul ritmo, più che sulla melodia. Meglio qua. La sensazione è che si tratti di un remix di un pezzo originale anni '80. Molta droga. Si sfocia perfino in distorsioni noise.

Dal video mi aspettavo decisamente di più. Avendo letto che era basato su "studio footage", volevo un po' più visionarietà rispetto a questi due effetti da Windows Movie Maker. Invece no, è un montaggio di tre inquadrature a cui vengono applicati filtri/sovrapposizioni/cose inutili e molto poco cool. Materiale buono per lavorarci su almeno il triplo. Non bravo, Jonathan Morris. Pure il tuo tumblr fa cagare.

Canzone 6.6
Video 4.6

Numero6 - Maledetta

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Allegra e sbarazzina questa "Maledetta". Si parte con gran ritmo, tra batteria e dialogo di fiati, poi dopo due battute subito la strofa, ultra-orecchiabile e accattivante. Poi io ho già usato troppi aggettivi e allora dico che il ritornello mi delude un pochino, troppo italiano, troppa melodia. Nel complesso, però, si spera un giorno di diventare vecchi e portar la moglie o il marito in balera a ballare delle cose così, rimembrando i bei tempi che furono. O no? Forse fin troppo ritmo, rischia di uscire l'anca. Vabbè, "danzeremo come dei coglioni", come cantano loro.
Dicono che i Numero6 abbiano un talento assoluto per scrivere grandi canzoni pop, ma dicono anche che l'album I Love You Fortissimo sia troppo ripetitivo e prevedibile. Giudicate da soli:


Stefano Bozzetta riprende (bene) i Numero6 che suonano. Due tizi hanno la maschera.
Nient'altro da aggiungere.
Ah sì, che qui potete scaricare "Maledetta" gratis (in cambio di un tweet). Fatelo.

Canzone 7.2
Video 4.6


Sufjan Stevens - Too Much

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Se c'è qualcosa che mi può far venire voglia di credere a Gesù anche per un istante solo, quello è Sufjan Stevens. Ho passato l'adolescenza (cioè il periodo di tempo da quando ho scoperto Sufjan Stevens fino ad adesso) a pensare che "To Be Alone With You" fosse una delle canzoni d'amore più belle del mondo e invece è una canzone su Gesù, che fregatura. Immagino a qualcuno faccia piacere, io di solito canto il ritornello e mugugno il resto. Vabbè.
Dopo due album dimenticabili (A Sun Came, ma soprattutto Enjoy Your Rabbit), il Sufjan aveva inanellato un trio di dischi spettacolari, perfetti (Michigan, Seven Swans e Illinois): c'era tutto quello che si poteva desiderare, dai pezzi minimali solo accordi acustici e voce sussurrante fino agli arrangiamenti barocchi realizzati con grande varietà di strumenti. Poi sono venute un po' di cose che abbiamo trascurato (gli outtakes, il disco natalizio, etc.).
Un mese e mezzo fa, invece, trascorsi cinque anni da Illinois, è uscito il vero nuovo album, The Age Of Adz. Avete presente quando dicevo che Enjoy Your Rabbit è un album dimenticabile? L'ho scritto perchè è fatto di sola musica elettronica (e perchè è basato sugli animali dell'oroscopo cinese, ma pazienza). Ecco, con The Age Of Adz Sufjan è andato a recuperare proprio l'elettronica e ha riempito il disco di distorsioni, sintetizzatori, battiti dubstep e glitches. Il risultato è spiazzante, di una complessità rara, fatta di questi suoni ritrovati e di una scrittura schizofrenica. Da un lato c'è l'anima cantautoriale, ci sono le canzoni, le melodie; da un altro ci sono le dissonanze e le partiture orchestrali degne di tanta musica classica contemporanea; e, infine, le strutture elettroniche, onnipresenti.
"Too Much" è forse uno dei pezzi più accessibili e contemporaneamente più eterogenei. Mostra perfettamente le qualità (e i difetti?) dell'album. Schizofrenicamente mi fa impazzire di gioia e un attimo dopo mi frustra. Boh.

Il video invece mi frustra e basta: fra tutte le cose che questo pezzo è, sicuramente non è electrohiphop da ballare in discoteca o vedere su Mtv, così come il video mi farebbe pensare. Ma forse mi sbaglio io. Diretto da Deborah Johnson.

Canzone 7.0 ?
Video 4.0