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Crystal Fighters - At Home

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Dopo circa mezza giornata a pensare che si trattasse dei Crystal Castles, ho capito che no, erano degli altri. Mi ha fregato il fermo immagine Vimeo: ero convinto fosse la regazzina in copertina sull'ultimo disco del duo americano.
I Fighters invece sono cinque, vengono dalla Spagna e sono così freschi da non avere ancora una pagina Wikipedia. Vitaminic li definisce rivelazione e vi regala i biglietti per i loro concerti in Italia, oltre che un picture disc (non vorrei suggerire inquietanti paragoni, ma anche Adolf Hitler faceva i picture disc: eccone uno).
Ma bando alle ciance: i Crystal Fighters fanno elettronica con strumenti baschi e sintetizzatori. Il loro disco d'esordio Star Of Love è disponibile in streaming su Soundcloud. Altrimenti potete ammirarne l'eclettismo in questa live performance da Jools Holland.
[Piccola digressione scevra di giudizi. Jools Holland è stato fondatore e tastierista degli Squeeze ("Cool For Cats", per rinfrescarvi la memoria), poi artista solista, poi presentatore televisivo di uno show musicale su BBC Two, secondo canale nazionale britannico. Vi invito a guardare la lista di ospiti del programma in 19 anni di attività e poi a pensare alla RAI.]

"At Home" è un pezzo melodico, quasi troppo, le cui sonorità anni 80 prevalgono sulla matrice "indiepop coi cori". Probabilmente la cosa più lontana dai miei gusti dell'intero album. Meglio le cose electro-techno oppure quelle latine, e il bello è che le due cose non sono mutualmente esclusive ("Follow", "Plage").

Nel video, girato con perizia, i cinque spagnoli vagano per una casa abbandonata facendo sfoggio delle loro facce, una dall'espressione più furba dell'altra (scherzo, i mentalmente disabili sono solo due). Ridono e giocano nel giardino, rompono oggetti e lanciano bastoni nello stagno... Ah, l'irrefrenabile desiderio di gettare cose nell'acqua: chi me lo sa spiegare? Poi trovano un tesoro in una cassa e proprio quando la aprono la telecamera si ritira pudicamente dietro un angolo. Chissà cos'era la nebbiolina bianca che fuoriusciva.
Dai, passabile. Dirige Ferry Gouw, illustratore, musicista e videomaker indonesiano dal curriculum già invidiabile avendo lavorato con Simian Mobile Disco, Bloc Party, Bryan Ferry, Vampire Weekend...

Canzone 6.1
Video 6.8


Benoît Pioulard - Lasted

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Se non sapete chi è Thomas Meluch, in arte Benoît Pioulard, avete scaricato-comprato-ascoltato gli album sbagliati negli ultimi anni. In particolare avete segato di brutto gli ascolti del 2006, anno in cui è uscito il suo primo album su Kranky Records, Précis. "Triggering Back" fu il mio pezzo di quei 12 mesi.
Adesso avete l'occasione di essere un po' più tempestivi con Lasted, terza fatica giunta dopo un paio di settepollici. Altro capolavoro, coniuga come nient'altro forze centrifughe e centripete: da una parte l'intimismo e l'introspezione di un cantautorato a bassa fedeltà, fatto di registrazioni casalinghe e di semplici accordi folk; dall'altra, le fughe verso i paesaggi sonori continuamente evocati da field recordings, droni, suoni trovati.. Pop e musique concrète, uno la morte dell'altra.
La title-track in questione è uno dei pezzi più orecchiabili del disco e bisogna concentrarsi per cogliere i rumori (altrove dominanti) di fondo che ne moltiplicano la trama.

Il video è diretto da Church & Steak, duo di filmmaker(s) (non so mai se usare la esse per i plurali se sto scrivendo in italiano.. cosa dice la Crusca?) composto da Josh Lowman e Rinee Shah. È ispirato a La Jetée (se non sapete cos'è, avete segato di brutto le vostre visioni nel 1962), ma se questo non l'avessi letto non me ne sarei accorto. In ogni caso, è un corto d'animazione in bianco e nero, colto e suggestivo a sufficienza.

Canzone 7.2
Video 7.6


Patrick Kelleher & His Cold Dead Hands - Wintertime's Doll

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Questo video ve lo posto per due motivi: il primo, che è una bella canzone; il secondo, che mi ha fatto così male agli occhi che ho pensato fosse giusto vendicarmi su qualcun altro. Sì, perchè è girato giocando sulla mescolanza additiva di colori e sembra di star guardando un film 3D negli anni 80 senza occhialini blu-rossi. Mi riporta indietro nel tempo fino a quando da piccolo andavo a Gardaland a guardare i documentari sottomarini nel cinema tridimensionale. Se andate sulla pagina di Gardaland su Wikipedia lo trovate ancora, fra le attrazioni rimosse.. Nostalgia. Grazie, Sophie Gateau, per avermi regalato un momento d'infanzia.

Dicevo che è bella anche la canzone. "Wintertime's Doll" sta su You Look Cold, disco d'esordio di Patrick Kelleher uscito nel 2009 su Osaka Recordings. È un pezzo folk-tronico, tutto metronomo digitale e violini straziati. Ottimo.

Canzone 7.3
Video 6.8