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Erykah Badu - Gone Baby, Don't Be Long

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Pochi stimoli per curare il blog in questi giorni. Faccio un'eccezione solo per Fly-Lo che ha girato il suo secondo videoclip.

Stavolta ci si annoia un pochino, ma bisogna ammettere che visivamente l'animazione è straordinaria. Con due soli colori e tanta post-produzione (di Beeple, già regista del grandissimo video di "Kill Your Co-Workers") viene disegnato un paesaggio futuristico che sa di catena di montaggio aerospaziale. La testa di Erykah Badu scorre su un nastro trasportatore attraverso una fabbrica, mentre intorno veniamo incuriositi dal disegno degli elementi meccanici. Bellissimi effetti simil-pellicola e luci.

Il pezzo è R&B. Che altro vi devo dire. Troppo. Quasisufficienza strappata con le unghie.

Canzone 5.9
Video 7.2


J. Dilla: Still Shining Documentary

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James Dewitt Yancey è morto cinque anni fa esatti per arresto cardiaco. Soffriva di porpora trombotica trombocitopenica, un raro disordine del sistema circolatorio caratterizzato dalla coagulazione spontanea di piastrine e conseguente formazione di microtrombi nei vasi sanguigni di dimensioni più ridotte; il tutto complicato da lupus.
Aveva pubblicato da pochi giorni Donuts, (forse) il suo capolavoro.

Tre giorni fa sarebbe stato il suo trentasettesimo compleanno e per l'occasione il filmmaker Brian Atkins ha pubblicato su web un "documentario" realizzato a partire dal 2006, dal suo funerale. Sul suo tumblr Atkins scrive
This is not a “J.Dilla 101” documentary.
Non sono d'accordo: se Dilla è conoscibile attraverso il suo ultimo disco (non postumo), e lo è, allora è anche conoscibile attraverso questo tributo dedicato a chi già lo conosceva. Come Donuts è una raccolta di frammenti "sperimentali" (cosa in J Dilla non lo è?) prodotti a partire dal soul della sua infanzia a Detroit, così questo Still Shining è un collage di frammenti. C'è Dilla che parla, Dilla che suona, Bilal che parla di Dilla, Common che parla di Dilla, Questlove che parla di Dilla, Pete Rock che parla di Dilla, Erykah Badu che parla di Dilla, etc...

Io vorrei tantissimo scrivere un bel pezzo chilometrico su di lui, sul perchè sia così influente, sul perchè ce ne riempiamo così tanto la bocca anche noi che altro hip hop non ne ascoltiamo. Vorrei capire se mi piace perchè capisco il suono o se capisco il suono perchè mi piace. E se il suono di J Dilla sia veramente da capire o se sia meglio un ascolto che non lo segmenti nelle sue parti soul, funk, electro... Vorrei sapere tutto questo e vorrei dirvelo.

Ma ve lo dicono meglio loro che l'hanno amato e hanno lavorato con lui: Common, che guarda Dilla mettere su un LP e pensa "I'm blessed" per averlo come produttore (minuto 29:05); Questlove, che vi spiega la complessità di un beat di J Dilla (18:46); Moni Love, che semplicemente descrive la sua musica dicendo "whenever you listen to a Jay Dee beat you get the feelgood" e vi dà una dimostrazione di cosa "the feelgood" sia (8:05). E, a costo di essere patetici, ve lo fanno capire sua madre e sua figlia che al funerale tengono insieme il tempo di un suo beat (35:31).

Oppure, come dice un altro tizio a metà video, "let the music speak for itself": "Workinonit".

Bilal - Levels

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Dall'acclamatissimo terzo album di Bilal, il video di "Levels", diretto dall'acclamatissimo Flying Lotus (anche-conosciuto-come Steven Ellison).
Avendo appena ascoltato per la terza volta di seguito Airtight's Revenge, il disco di cui sopra, ve lo dico: ci sono alte probabilità che possa essere uno dei vostri dischi dell'anno 2010. Diciamo che è il lato luminoso di Cosmogramma, poichè partendo dalla stessa matrice J Dilliana (Bilal è parte dei Soulquarians) si concentra sulle forme più convenzionali per realizzare una gemma neo soul, mentre Fly-Lo aveva portato il suono oltre i suoi limiti.
"Levels" è uno dei pezzi più sperimentali e, probabilmente per questo, il mio preferito. Tanta elettronica, il basso di Thundercat-Stephen Brunner, distorsioni, riverberi, ritmo percussivo e accordi jazz di pianoforte. Tutto quel che c'è nell'ampio spettro tra il bebop e l'avanthop. E ribadisco che stiamo parlando di un disco soul. Capolavoro.

Il video si ispira esplicitamente a quello girato da Special Problems per Mmm Hmm di Flying Lotus, trait d'union principale la presenza di Thundercat in entrambi i pezzi. Il bassista ricompare anche nel video con lo stesso copricapo pellerossa. Il paesaggio "spaziale" è simile ma i toni fricchettoni-psichedelici, quasi non fossero sufficienti nel primo video, sono qui calcati all'inverosimile, tanto che si fa fatica a scorgere la produzione dietro la post-produzione. Avant-visionario.

Ah, qui potete ascoltare il remix firmato Fly-Lo e qui quello a firma KenBts. che compaiono sull'EP di Levels.

Canzone 9.1 (il mio primo voto oltre il 9!)
Video 7.5

Flying Lotus - Zodiac Shit

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La Warp forse non è più l'etichetta più cool del mondo, l'IDM ormai puzza un po' di stantio e Aphex Twin ha 40 anni. Ma nonostante le trenodie cantate in rete, almeno due dei dischi migliori di quest'anno sono pubblicati da loro: Gonjasufi (che a me non ha fatto impazzire) e l'ultimo Flying Lotus. Cosmogramma non è perfetto, ma è un mirabile viaggio multidirezionale che tocca hip-hop, free-jazz, house, funk e chi più ne ha più ne metta. Impossibile estrarne "canzoni", anche se la presenza di Thom Yorke parrebbe suggerire il contrario. Tra sampling di scuola J Dilla e massiccia presenza di strumenti suonati dal vivo, l'album significa molto di più della somma delle sue parti.
"Zodiac Shit" da sola non descrive abbastanza. Suona come un collage alla Dj Shadow, ovvero una solida base ritmica che viene espansa da un campionamento orchestrale.

Il video replica perfettamente la continua mutevolezza del suono, la sua costruzione, il suo continuo rimandare ad altro, dentro o fuori i confini del disco. Le animazioni di Adam Fuchs, in arte Lilfuchs, raccontano uno zodiaco animale in cui tutto è diverso da se stesso, in cui linee e colori si piegano e modificano per descrivere paesaggi mentali. Così come fanno i dischi di Steven Ellison, in arte Flying Lotus.

Canzone 8.3 (perchè frammento del disco)
Video 7.5


Kid Cudi - Mojo So Dope

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Allora, di lui non abbiamo neanche bisogno di parlarne: l'abbiamo già amato per i singoli in compagnia delle superstar dell'indie (MGMT e Ratatat) o dell'electro (Crookers-remix e Guetta). Gli vogliamo bene perchè si mette le t-shirt dei Queen, gli occhiali da nerd e i jeans stretti. Adesso ha anche deciso di mollare l'hip-hop e darsi al rock, dopo aver venduto mezzo milione di copie del primo disco solo negli Stati Uniti e dopo aver già superato le 200.000 con Man on the Moon II: The Legend of Mr. Rager (uscito il 9 novembre).
Da quest'ultimo è tratta "Mojo So Dope", pezzo meno spumeggiante di altri singoli, ma ancora una volta stupefacente per la musicalità del rhyming e la semplicità degli arrangiamenti: tra tre accordi di pianoforte e un sample continuo di questo pezzo pop orchestrale, al secondo ascolto si è fregati. C'è poco da fare, è un furbacchione. Il resto del disco procede su toni simili, magari con più elettronica e qualche pezzo più movimentato. Forse leggermente inferiore al precedente, ma aspettiamo che salti fuori e diventi famosissimo un qualche remix da ballare, poi giudicheremo meglio. Intanto continuiamo ad ascoltarlo.

Il video non è male, si vede lui che fuma, beve le cose e le sputa, salta sul palco o nelle camere d'albergo o nei backstage. Insomma, Jason Goldwatch lo segue durante il tour. Niente di eccezionale, ma lo si guarda con affetto perchè pensiamo che sia la sua vita reale.
In realtà mancano i pezzi con la cocaina.
E poi c'ha il cappellino dei Cleveland Indians, mentre io tengo per i Baltimore Orioles. Un punto in meno.

Canzone 7.1
Video 6.3


P.S.
Scusate per aver detto "rhyming".