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Moby - Sevastopol

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Leggo su Spinner che il 17 maggio corrente anno uscirà il nuovo album di Richard Melville Hall, al secolo Moby. Si chiamerà Destroyed e lui lo definisce "broken down melodic electronic music for empty cities at 2 a.m". Che poesia!

In anteprima sul suo sito si trova un EP gratuito contenente tre tracce, per ciascuna delle quali è stato girato un video. "Sevastopol", la prima, è un brano strumentale dal sapore un po' retrò, con base techno bella metallica e tanto synth che espande il suono (se volete qua potete ammirare un po' della sua strumentazione). Mi piace.

Il video è girato da Moby stesso in 36 ore di viaggio New York-São Paulo-New York. Nulla di che, ma per stavolta ci va bene così.

Canzone 7.7
Video 6.0


I'm From Barcelona - Get In Line

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Giuro che volevo scrivere una cosa tipo: "quando è troppo è troppo". Oppure: "basta, c'è un limite a tutto".
Invece vincono loro.

Da giovane compravo Metal Shock e mi ricordo che un giorno Gianluca Grazioli mi convinse a comprare qualche disco death metal scrivendo "in Svezia hanno il segreto della melodia".
Aveva ragione, e vale anche per gli I'm From Barcelona. Il nuovo disco Forever Today esce il 19 aprile su Mute Records.

Video inutile.

Canzone 8.2
Video 5.0


Iron And Wine - Tree By The River

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Il primo video tratto da "Kiss Each Other Clean", il nuovo album di Iron And Wine, è diretto da Tim Rutili dei Califone.
Proprio così, Tim è anche un regista. Forse non ve ne siete accorti, ma All My Friends Are Funeral Singers è stato presentato al Sundance Film Festival l'anno scorso, proprio di questi tempi. Dicono sia influenzato da David Lynch, che originalità. Attualmente su IMDB vanta un punteggio di 5.3 e, se nonostante questo vi fa voglia, ecco il trailer.

Il video per "Tree By The River" racconta una storia d'amore attraverso la proiezione di una serie di Super 8 su pareti di legno, corpi nudi e altre superfici non convenzionali. Discorsi banali su pelle e pellicola. Di solito appena vedo immagini sgranate e vintage da Super 8 faccio \(^0^)/, che è un'emoticon di giubilo insegnatami da Barry. Stavolta mantengo un po' di snobismo dovuto al fatto che Tim Rutili è un musicista che si reinventa film-maker, mentre se il regista fosse stato un perfetto sconosciuto probabilmente ci avrei creduto di più.

La canzone è boh. Troppo pop. Già al precedente The Sheperd's Dog avevo arricciato il naso. Qua si conferma l'idea che Sam Beam non abbia voglia di fare quello che io vorrei facesse. Ovvero il cantautore voce e chitarra. O perlomeno del folk.

Canzone 5.2
Video 6.5


Led Bib - Is That A Woodblock?

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Voi non potete immaginare la gioia nello scovare finalmente un Video Jazz.
Giorni, settimane, mesi passati a setacciare la rete alla ricerca di qualcosa che sia allo stesso tempo meritevole, nuovo e cazzuto. Invece niente. In mezzo all'indiepoprock e l'electrosynthhouse c'è poco altro, e gli esemplari jazz sono più rari di una mosca bianca.

Che poi, ve lo dico, io l'indiepoprock lo ascolto solo per poter umiliare quelli che nel 2010 mi dicono "ah, ho scoperto un tizio che si chiama Soj.. Stev.. Sufjan Stevens". Giuro, è successo due mesi fa. Metti che non ascolto più niente e che fra tre mesi non posso ferire con sprezzante condiscendenza un amico che scopre in ritardo James Blake.
Con l'electrosynthhouse il discorso è simile: serve per stare al passo con quelli che la ascoltano davvero ed evitare di essere umiliato per contrappasso.
Il 90% del tempo, però, ascolto Ken Vandermark e William Parker. E Matthew Shipp.
Solo che loro i video non li fanno. Il che è una cosa logica e razionale, se si pensa ai meccanismi di commercializzazione del jazz e al mercato che ha. E io nel frattempo soffro in silenzio, al massimo guardo un'intervista qui e uno spezzone di concerto là.

Oggi però festeggio: in occasione dell'uscita (fra due settimane) del quinto album Bring Your Own, i Led Bib hanno fatto un video. Non è la prima volta, in verità: un anno e mezzo fa era comparso quest'altro ad accompagnare un pezzo di Sensible Shoes, l'album finalista al Mercury Prize 2009 che ha regalato loro un po' di meritata celebrità (si fa per dire).
I Led Bib hanno un suono freschissimo, che a solide basi tra rock, jazz e funk (basso invece che contrabbasso) sovrappone i suoni elettronici e noise della tastiera. A dominare il tutto, l'interplay unico dei due alto-saxofonisti, fatto di tanti unisoni e tanti ostinati. Il risultato è jazz eccitante, avventuroso e libero senza che ci sia bisogno di sfociare nella free improvisation.

Però. Non sono pienamente convinto della scelta di questo pezzo per il video: temo che l'assalto in grande stile d'apertura si interrompa troppo presto (30 secondi!), e che l'ascoltatore rischi di perdersi nel magma elettrico da cui emerge l'assolo di sax (contradditoriamente "classico"). Per avere forme più rassicuranti occorre aspettare altri due minuti, quando charleston e basso prendono a incalzarci dimostrando ottimamente le qualità dinamiche del quintetto. La chiusura riprende il tema inziale, ma ci lascia un vago senso di insoddisfazione perchè si conclude altrettanto rapidamente. Forse "Is That A Woodblock?" è un pezzo dall'equilibrio troppo azzardato per fare da biglietto da visita per l'album.

Il video è un'animazione dai diversi stili, difficile da descrivere, ma ben calibrata sui ritmi del brano. Non un capolavoro, tuttavia interessante per la varietà di tecniche e per qualche trovata visiva. Realizzato da Yui Hamagashira, animatrice giapponese trapiantata a Londra che si diletta pure come illustratrice e fotografa.

Canzone 7.5 (sarebbe un 8 se non fossi in disaccordo con la scelta)
Video 7.2

PJ Harvey - The Words That Maketh Murder

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Scusate, mi ero perso la notizia: ogni traccia dal nuovo album di Polly Jean Harvey avrà un video d'accompagnamento. A saperlo subito avrei dedicato un post anche al video del primo pezzo, The Last Living Rose, uscito ormai oltre un mese fa. Ma poichè non mi aveva detto molto avevo deciso di tralasciare (il video, non il brano).

Ora, però, val la pena di interpretare quelle immagini come tessere di un puzzle che si completerà quando ne avremo tutti e dodici i pezzi. Tanti sono i cortometraggi che il fotografo Seamus Murphy ha girato nel corso di un viaggio di 5.000 miglia (son tante, fateci caso) attraverso l'Inghilterra. Si compone allora una cartografia fotografica che alle immagini aggiunge pochissimo suono, pochi movimenti e zero effetti. Lo stile è quello del reportage, ottenuto tramite l'approccio al suo paese come se fosse terra straniera da parte di un fotogiornalista di fama internazionale, celebre per il suo lavoro in Aghanistan e Medio Oriente. Murphy è vincitore di sei World Press Photo Awards e di un World Understanding Award. Qua potete scoprire il suo lavoro e qua potete leggere un'introduzione ai dodici cortometraggi. Visioni di rara limpidezza.

Della musica di Polly potrei parlarne per ore, ovviamente da un punto di vista personale. Vi racconterei di quanto io sia spontaneamente maschilista in musica, e di come le artiste/musiciste femmine che mi piacciono davvero si contino sulle dita delle mani di un monco. Che ci posso fare? Polly è tra di loro (altrimenti mica tiravo fuori questo discorso). Probabilmente sta pure più in alto delle altre, ma dovrei pensarci su un po'.
Vi racconterei anche di come l'ho ascoltata la prima volta con Nick Cave, di come mi sono innamorato di lei attraverso la fidanzata delle superiori, del sesso con To Bring You My Love, etc. Però stamattina ho altre cose da fare. Vi basti il numero qua sotto. Facciamo che vale anche per "The Last Living Rose".

Ah, solo due cose.
La prima: John Parish, Mick Harvey, Mark Ellis.
La seconda: non fate confusione, lo strumento che suona Polly è un autoharp, non uno zither.

Canzone 8.3
Video 8.0
(l'opera complessiva)

That Fucking Tank - Mr Blood

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Abbiamo già spiegato in occasione del video di Joan As Police Woman che all'interno del genere "video musicale" c'è un sottogenere non abbastanza stimato, di cui non ci stancheremo mai di parlare: quello "video musicale con culturista seminudo". Potete considerare tutti i post estranei all'argomento come contorno rispetto al focus del blog.

Perchè ci piacciono i video di questo tipo?
Perchè riteniamo il corpo del culturista uno dei segni più fruttuosamente polisemici della musicovideografia contemporanea (e in generale della cinematografia). In particolare, ci interessa il corpo maschile palestrato come critica e parodia della mercificazione e sessualizzazione del corpo femminile, proprio all'interno del genere "video musicale". Senza voler fare del moralismo d'accatto, diciamolo: non se ne può più di tette e culi. E non per i problemi ideologici che sottende quel tipo di immagine, ma per la saturazione a cui si è giunti. Non c'è più nulla da aggiungere.
C'è invece tanto da aggiungere sul corpo maschile palestrato. A noi piace il rovesciamento delle gerarchie maschio-femmina e vestito-svestito. Ci piace l'ambiguità sessuale prodotta dall'iperbolizzazione del mascolino. Ci piace il culturismo come modificazione, come coltivazione, come autoformazione; come allegoria biopolitica della "cura del Sè" foucaultiana. Ci piace lo scarto, la sorpresa, gli effetti che questo corpo sa ancora produrre.

Prendiamo il video qua sopra.
Tralasciamo i dettagli tipo ambientazione, fotografia, recitazione ed effetti speciali... Pensiamo invece:
- al bombardamento di immagini sessualizzate dell'inizio;
- alla costrizione e all'impotenza infantile davanti allo schermo multiplo;
- al corpo maschile ipertrofico che produce orgasmicamente le immagini;
- alla sessualizzazione degli oggetti a cui è ridotta la famigliola del mondo esterno;
- alla dilatazione dello sguardo (la famigliola) di fronte al corpo libero dalla mercificazione (il furgone);
- alla ribellione che avviene tramite fuga dentro lo schermo prima, e femminilizzazione del corpo poi;
- alla contro-eiaculazione che termina la produzione di immagini;
- infine, alla "maternità" rivoluzionaria che chiude il video, in un'utopia dove il corpo si sottrae all'identificazione di genere.

Ok, sono un sacco di fregnacce, ma il video è fantastico.
Non perfetto. Per esempio non mi convincono alcune soluzioni formali forse un po' acerbe, oppure la sensazione di "troppo didascalico". Ma il gran ritmo e l'originalità della visione sostengono l'opera. Diretto e prodotto da JakOMat (Jack King e Matt Green).

Mi perdonino i That Fucking Tank, ma di loro so veramente pochissimo. So che sono in tour, proprio in questo momento, con gli italiani In Zaire (Claudio Rocchetti + GI Joe). Sono un duo inglese chitarra (accordata baritonalmente) e batteria, e suonano tra math (non troppo) e noise (non troppo) rock. Strumentale. Pare che dal vivo spacchino. "Mr Blood" è tratta da Tanknology, album del 2009 uscito su Gringo Record (ma non temete, il video è davvero nuovissimo).

Canzone 7.3
Video 8.5


Hercules & Love Affair - My House

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L'attesissimo (non da me) secondo album del duo newyorchese Hercules & Love Affair esce esattamente fra tre settimane ed è già prenotabile qui di fianco su Amazon (paraculismi).
Il primo album, omonimo, non era pane per i miei denti, ma un perchè ce l'aveva. Non chiedetemi quale, non lo so. Magari la voce di Antony. Magari i suoni vintage, il sapore settantiano. Oppure le divagazioni più astratte.
Questo nuovo primo singolo il perchè non ce l'ha, a meno che non sentiate la nostalgia delle compilation Hit Mania Dance della prima metà degli anni '90. Non siamo così distanti dai suoni del 2008, ma ancora il 9.1 su Pitchfork non c'è stato e io mi permetto di fare lo sbruffone. Perderò la credibilità quando mi beccherete a ballarla. La voce fuori tempo massimo è di Shaun J. Wright, uno sconosciuto notato da Andy Butler in mezzo al pubblico di suo concerto in virtù delle sue treccine alla Rick James. Dice Butler: "That guy is who we're playing the show for tonight, because he looks like he gets it like no one else gets it". Benissimo, I don't get it.

Invece il video sì, lo capisco. Le immagini coincidono con le note. Sono da primi anni '90 i movimenti, gli effetti visivi, il montaggio, costumi, ambientazione... Tutto. Un tocco geniale sono i break pubblicitari, le pause e i disturbi analogici della trasmissione. Lo so, sono incoerente: qua col video colgo l'ironia, lì con la musica sono in imbarazzo per quello che mi sembra reazionario. Facciamocene una ragione.
Dirige Price James, che se ho capito bene è questo qua.

Canzone 5.2
Video 7.8


Blondes - Virgin Pacific

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Come quasi tutti gli esordienti di questi tempi i Blondes sono due e fanno elettronica. Metà fa dubstep. Loro invece fanno elettronica leggera, quadrata, un po' atmosferica. Chiamiamola dance intima, perchè è fatta sì per ballare ma più che altro con gli amici nella propria cameretta. Oppure d'estate sul patio, ma quando c'è ancora luce. Se io esagero, figuratevi che la loro etichetta li pubblicizza così: "this is probably the closest anyone has gotten to translating the shape of a heart into electronic wave forms". Dance da ascoltare senza fretta.

Camilla Padgitt-Coles si occupa del video, suscitando nel mio cuore a forma di onda elettronica emozioni contrastanti. Ieri, quando l'ho visto, riflettevo così:
"Ma pensa se sei davanti alla tv, capiti per caso su MTV, scopri che c'è un programma con un'ottima programmazione di musica elettronica e all'improvviso il telecomando si rompe mentre parte questo video... Cosa fai? Tiri le testate contro il televisore finchè non sfondi il vetro dello schermo e arrivi al tubo catodico?
Oggi sono meno incarognito e penso che i presupposti qui sopra fossero sbagliati: perchè cazzo un video/pezzo del genere dovrebbe passare su MTV? Il contesto è diverso. Occorrerà piuttosto pensare a un locale minimal-fusion con poca luce, dove i colori e le bande televisive rischiarino il giusto. O magari ai visual di un live-set sognante. E allora viva le immagini di Camilla Parker-Bowles o comecazzosichiama, che parlano proprio di spiagge, alberghi bianchi e mari e cieli dello stesso colore. Insomma, di balearic sound.

Canzone 7.3
Video 7.1


David Lynch - Good Day Today + I Know

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Forse non avevate sentito la notizia, ma poco più di un mese e mezzo fa sono usciti due singoli di David Lynch. No, non il leader del movimento neonazista American Front, bensì quello che fa i film in California. E che è amico di neonazisti. Vabbè, se non avete sentito neanche quella notizia (qui il video), cosa ci state a fare su Internet?
Tornando a noi, il David Lynch a cui vogliamo bene ha pubblicato due singoli electro attraverso l'etichetta indipendente Sunday Best Recordings.
La cosa strana è che sono anche belli. "Good Day Today" ha il suono di sintetizzatore proprio come piace a me, soffice ed elegante tipo i Booka Shade. "I Know" invece è un blues elettronico che coniuga il Nick Cave eroinomane con, boh, Tricky? Niente di trascendentale, però di roba più brutta di questa e fatta da gente che lo fa per lavoro, ne esce parecchia.
Non è la prima volta che Lynch fa cose in ambito musicale (come non pensare a quel capolavoro che è Dark Night Of The Soul?), ma stavolta la cosa ha un nonsoche di più serio. Tipo che se l'anno prossimo invece che al Festival di Venezia lo trovassi a Dissonanze non mi stupirei.

Ma veniamo al dunque.
Per entrambi i pezzi, David Lynch, che con la telecamera ci sa fare, ha chiesto al Web attraverso concorso di girargli i video. La competizione ha premiato due videomaker su 450 iscrizioni. Arnold De Parscau e Tamar Drachli oltre alla gloria imperitura hanno vinto 2000 sterline.

1. Arnold De Parscau - Good Day Today


Arnold, che è uno studente 22enne, ha girato il video con una Canon EOS 5D (economica, eh?) e altro materiale preso in prestito a scuola. Il video è (forse un po' banalmente, visto che la scelta è stata compiuta proprio dal regista di Eraserhead) derivativo: i simboli freudiani, la mostruosità della famiglia, la materializzazione dell'inconscio, la permeabilità tra reale e inconscio... Tutto molto lynchiano. C'è la violenza, manca solo il sesso (manca davvero?). Insomma, il video è fatto benissimo e contrappunta perfettamente la regolarità e apparente ordinarietà del brano musicale. Ribadisco: stupisce la scelta... Allora tanto valeva girarselo da soli, no, David?

Canzone 6.4
Video 8.1


2. Tamar Drachli - I Know


Forse leggermente meno lynchiano il video di "I Know". Non so leggere l'ebraico, ma questo dovrebbe essere il suo sito. Israeliana 28enne, Tamar ha girato il video su una Canon EOS 7D per risparmiare (le tirano dietro, io ne ho 5) e con sola luce naturale. Pazzesco cosa si riesca a fare con una macchina fotografica nel 2010.
La regia è più complessa, fatta di movimenti con la camera a mano, close-up, dettagli, continui tagli del montaggio e cambi di ritmo. Trama metacinematografica, dove un uomo cerca di riportare indietro con un telecomando la donna che l'ha lasciato. Anche il possesso del corpo da parte del medium è molto lynchiano, e nel video le scene in questo senso più estreme sono le migliori. Fantastico.

Canzone 7.0 (anche se lui ha una voce veramente orribile)
Video 8.6


Destroyer - Kaputt

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Sono emozionatissimo, stavolta mi sa che arrivo sul pezzo prima di tutti.
Il risultato è che non so neanche cosa dire. E se lo dico balbetto. Infine, Kaputt, l'album in uscita a fine gennaio su Merge Records, è già leakkato (che brutta parola...) fuoriuscito (quasi) filtrato (no) trapelato (vabbè) e l'hanno ascoltato tutti tranne me.
Visto che siete così bravi, fatelo voi il mio lavoro: è bello l'album?
Vabbè, questa era facile, Dan Bejar non sbaglia mai. Rispondete a quest'altra: come mai il titolo dell'album? Buio totale?
Viene da Kaputt di Curzio Malaparte. Minchia, che cultura che c'ho.
Con quanti musicisti Dan Bejar porterà l'album in tour?
No, di più. Di più. Otto.
E infine, come suona quest'album?
Come Barry-White-meets-New-Order, giusto. Ok, questa è più soggettiva, accetto anche le vostre risposte (ammetto anche di aver sentito qualcosina sul tubo). La title-track è proprio così, col basso funky, i saxofoni e gli arrangiamenti ariosi da grossa produzione soul e i suoni elettronici da new wave. Tanta roba, tutta piacente.

Il video ha i colori filtrati molto retrò, tante belle ragazze, luce abbagliante e un protagonista indimenticabile che sembra le versione sfigata del Corey Feldman dei bei tempi. Man mano che andiamo avanti le immagini si fanno più surreali, com'è giusto che sia per accompagnare il pastiche musicale dei Destroyer. Il palloncino è la ciliegina sulla torta. Non so chi sia il regista, ma appena lo scopro giuro che ve lo faccio sapere.

Canzone 7.3
Video 7.4


Joan As Police Woman - The Magic

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Qualche settimana fa ho concesso dignità di autore di questo blog a Barry, che è un ragazzo intelligente ma non si applica. Gli avevo dato carta bianca e suggerito un paio di video che io non avevo voglia di fare. Barry invece, dopo 10 minuti di entusiasmo, ha preferito continuare a postare le cose che scopriva su Facebook. Furbo.
E adesso che mi son tolto il sassolino dalla scarpa, mi vendico pure. Questo video l'avrebbe sicuramente voluto fare lui che ha addirittura Joan Wasser tra i likes di Facebook. Invece lo faccio io che tra i likes non ce l'ho, e i motivi per cui le voglio bene sono più che altro i suoi gradi di separazione (zero) con altre persone. Due in particolare: Jeff Buckley e Ben Perowsky.
Lei è bravissima, per carità, però le canzoni che conosco si contano sulle dita di una mano, massimo una e mezza. Ce n'erano un paio cazzute (di canzoni, non di mani/dita) che mi deliziavano, ma non ho mai approfondito oltre. Una è questa, l'altra non la trovo.

Questa nuova "The Magic" è il primo singolo tratto dall'album The Deep Field, in uscita fra tre settimane su PIAS. Lei racconta il disco in una bella serie di video (uno, due e tre), grazie alla quale scopriamo che il secondo motivo per cui lei mi piaceva, ovvero Ben Perowksy, non c'è più. Al suo posto c'è Parker Kindred (chicazz'è?, ho pensato). Si parte col piede sbagliato...
Per fortuna la canzone "spacca", come direi se avessi dieci anni di meno. Si basa su un semplice sincopato di basso e batteria, funky senza strafare, su strofe vagamente ruffiane verso certo pop da classifica e su un delizioso tappetino Wurlitzer. Le fughe soul del ritornello risolvono le giornate. C'è pure del graziosissimo sporco verso la parte "assoli". Molto orecchiabile. Brava Giovanna, brava.

Il video è praticamente perfetto. Ci sono tutti gli elementi necessari per realizzare un video perfetto, che come Barry potrebbe spiegarvi, sono fondamentalmente uno: i culturisti seminudi.
Come se non bastasse, qui fanno anche cose bellissime: testare gli ammortizzatori di una Volkswagen dell'84, fare la pedicure a Joan, pettinarla e inchiodare dei pesci ai quadri. Surreale e divertentissimo. Dirige Ben Reed.

Canzone 7.4
Video 8.6


Mogwai - How To Be A Werewolf

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In questi giorni sono pigro. Sarà che avrei un sacco di altre cose da fare, ma la voglia di nuovi post latita. Questo mi ero ripromesso di farlo da un po', non posso più rimandare. Sarò comunque laconico.

Vi riassumo la storia. James Bowthorpe è un tizio che ha fatto il giro del mondo in 174 giorni. Antony Crook è un fotografo che quest'estate l'ha seguito in Norvegia per girare un corto sul "non mollare mai". I Mogwai sono la band i cui demo Crook ascoltava durante la ricerca delle location. Finisce che i Mogwai per il corto registrano un versione leggermente diversa del pezzo "How To Be A Werewolf" che sarà contenuto in Hardcore Will Never Die But You Will, in uscita a gennaio. Tutto questo l'ho letto qui.

Detto ciò, i Mogwai son bravi ma non li ascolto da anni. Non mi servono più. Le immagini del video sono perfette. Essendo canzone e video una cucita sull'altro (o viceversa), il risultato è esteticamente impeccabile. Rimane però un po' leggerino.

Canzone 6.3
Video 7.0