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Suuns - Pie IX

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Non ho mai ben capito la storia dell'NSFW, o forse non ho mai conosciuto un posto di lavoro in cui fosse lecito perdere tempo guardando videoclip o pagine web sexually related, purchè non si vedano esplicitamente i capezzoli, le vulve e i peni.
Perchè di questo si tratta: due persone che fanno sesso vestite, senza inquadrature sui genitali, sono contenuto safe for work. O sbaglio?

Beh, qui fate attenzione, si vedono delle tette nude.

Quel porcellone di Frédérique Bérubé, l'uomo dal nome contenente il maggior numero di accenti acuti del mondo, realizza un video a immagini intermittenti rigorosamente in bianco e nero, dove una ragazza nuda si muove sensualmente mentre i Suuns suonano.

L'effetto è ossessivo e si sposa perfettamente con l'alienante ritmo di "Pie IX", un pezzo Suicidiano se non fosse che sopra al disturbante tappeto elettronico si stendono "veri strumenti" (batteria e chitarra elettrica).
Zeroes QC, debutto su Secretly Canadian, è un album discontinuo, il cui suono non si è ancora fatto organico, e tra le sue 11 tracce si alternano esperimenti post punk e pezzi più compiutamente indie rock.

Canzone 7.3
Video 6.8


Born Ruffians - The Ballad Of Moose Bruce

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Elegantissimo ralenti in bianco e nero per il nuovo video degli indie rocker canadesi Born Ruffians. Girato tre mesi fa, ritrae The Chris Hero (una sorta di celebrità, a quanto pare) e Marcus Marquez nell'atto di uno dei gesti tecnici più classici e spettacolari del professional wrestling, il moonsault (o back flip splash). In realtà ci sarebbero anche uno head stomp e un elbow smash, ma le inquadrature e il tempo dedicati alla mossa finale sono tali da permetterci di concentrarci solo su questo.
Il mondo ha imparato a rispettare il wretling professionistico grazie a Mickey Rourke e Darren Aronofsky, ma The Wrestler sacrificava tecnica ed estetica sull'altare di uno stile naturalistico che evidenziasse il dramma personale. Là camera a mano e illuminazione low-key, qua il contrario. Le riprese sono state effettuate su una Olympus I-Speed 3, macchina solitamente usata per i crash test e adoperata a 20.000 fotogrammi per secondo. Qui l'immagine mira all'esaltazione del movimento e della sua perfezione. Dirigono Brian Hamelin e Christian Kelly per Vulture Culture Films, società di produzione canadese. Il video è girato allo Squared Circle Training, maggior scuola di wrestling dell'Ontario.

I Born Ruffians pure vengono dall'Ontario e condividono con i due registi la passione per questo sport quest'arte. Suonano indie rock, nè più nè meno. Tratta dal loro terzo album, "The Ballad Of Moose Bruce" sviluppa tensione non risolta attraverso il pulsare di basso e cassa; su di essa si delineano le parti melodiche, che curiosamente coniugano una radice folk e una postpunk. Ballata atipica.

Canzone 6.8
Video 7.8


The Thermals - Never Listen To Me

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Vi ricordate otto anni fa quando Movimenta era la meglio webzine, voi scaricavate solo i due generi che vi piacevano veramente e gli album d'esordio erano davvero folgoranti? Oggi è tutto un gioco stanco dove occorre pomparsi a vicenda per non perdere il desiderio, e invece di alzarci in piedi ci accontentiamo di battere un piede per terra da seduti.
A quei tempi i Thermals infilavano un brano perfetto dopo l'altro, sia sui tempi vivaci che sugli andanti. Avevamo imparato More Parts Per Million a memoria perchè lo ascoltavamo tutti i giorni, e ogni volta era un piacere vedere che non ci facevano perdere nemmeno un secondo in cazzate. Era tutto lì e subito. C'era una volta il punk.
Nel 2010 non è più così: invece che due secondi ce ne vogliono addirittura venti per arrivare al cantato; il volume delle chitarre si abbassa per far spazio alle strofe; i tempi sono lenti per non dire morti; nessuno ha più voglia di gridare. Che mestizia.
"Never Listen To Me" inzia con un giro di basso che sembra un pezzo di Lenny Kravitz, poi Hutch Harris dice piano due cose, cazzeggia un po' con la chitarra e il ritornello non arriva mai. Prima del cambio di tonalità c'è una specie di assolo (!). La melodia è esibita, mentre un tempo serviva a contraddire il suono. Dura 4 minuti e 30 secondi... Piuttosto compratevi un'altra copia di More Parts Per Million ("Brace And Break" e "I Know The Pattern" per convincervi).

Il video è sentimentale e nostalgico, girato in 8 e 16 mm su pellicole Kodachrome scadute. Ritrae i Thermals che suonano e cantano a Cathedral Park, Portland, mentre delle tipe ballano in controluce, quasi fosse il tramonto. Metafore della vita.
Dirige Lance Bangs, già regista di "No Culture Icons" e "Now You See" (oltre che di mille cose di Pavement, Sonic Youth, etc.).

Canzone 5.5
Video 6.7


Destroyer - Kaputt

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Sono emozionatissimo, stavolta mi sa che arrivo sul pezzo prima di tutti.
Il risultato è che non so neanche cosa dire. E se lo dico balbetto. Infine, Kaputt, l'album in uscita a fine gennaio su Merge Records, è già leakkato (che brutta parola...) fuoriuscito (quasi) filtrato (no) trapelato (vabbè) e l'hanno ascoltato tutti tranne me.
Visto che siete così bravi, fatelo voi il mio lavoro: è bello l'album?
Vabbè, questa era facile, Dan Bejar non sbaglia mai. Rispondete a quest'altra: come mai il titolo dell'album? Buio totale?
Viene da Kaputt di Curzio Malaparte. Minchia, che cultura che c'ho.
Con quanti musicisti Dan Bejar porterà l'album in tour?
No, di più. Di più. Otto.
E infine, come suona quest'album?
Come Barry-White-meets-New-Order, giusto. Ok, questa è più soggettiva, accetto anche le vostre risposte (ammetto anche di aver sentito qualcosina sul tubo). La title-track è proprio così, col basso funky, i saxofoni e gli arrangiamenti ariosi da grossa produzione soul e i suoni elettronici da new wave. Tanta roba, tutta piacente.

Il video ha i colori filtrati molto retrò, tante belle ragazze, luce abbagliante e un protagonista indimenticabile che sembra le versione sfigata del Corey Feldman dei bei tempi. Man mano che andiamo avanti le immagini si fanno più surreali, com'è giusto che sia per accompagnare il pastiche musicale dei Destroyer. Il palloncino è la ciliegina sulla torta. Non so chi sia il regista, ma appena lo scopro giuro che ve lo faccio sapere.

Canzone 7.3
Video 7.4


Joan As Police Woman - The Magic

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Qualche settimana fa ho concesso dignità di autore di questo blog a Barry, che è un ragazzo intelligente ma non si applica. Gli avevo dato carta bianca e suggerito un paio di video che io non avevo voglia di fare. Barry invece, dopo 10 minuti di entusiasmo, ha preferito continuare a postare le cose che scopriva su Facebook. Furbo.
E adesso che mi son tolto il sassolino dalla scarpa, mi vendico pure. Questo video l'avrebbe sicuramente voluto fare lui che ha addirittura Joan Wasser tra i likes di Facebook. Invece lo faccio io che tra i likes non ce l'ho, e i motivi per cui le voglio bene sono più che altro i suoi gradi di separazione (zero) con altre persone. Due in particolare: Jeff Buckley e Ben Perowsky.
Lei è bravissima, per carità, però le canzoni che conosco si contano sulle dita di una mano, massimo una e mezza. Ce n'erano un paio cazzute (di canzoni, non di mani/dita) che mi deliziavano, ma non ho mai approfondito oltre. Una è questa, l'altra non la trovo.

Questa nuova "The Magic" è il primo singolo tratto dall'album The Deep Field, in uscita fra tre settimane su PIAS. Lei racconta il disco in una bella serie di video (uno, due e tre), grazie alla quale scopriamo che il secondo motivo per cui lei mi piaceva, ovvero Ben Perowksy, non c'è più. Al suo posto c'è Parker Kindred (chicazz'è?, ho pensato). Si parte col piede sbagliato...
Per fortuna la canzone "spacca", come direi se avessi dieci anni di meno. Si basa su un semplice sincopato di basso e batteria, funky senza strafare, su strofe vagamente ruffiane verso certo pop da classifica e su un delizioso tappetino Wurlitzer. Le fughe soul del ritornello risolvono le giornate. C'è pure del graziosissimo sporco verso la parte "assoli". Molto orecchiabile. Brava Giovanna, brava.

Il video è praticamente perfetto. Ci sono tutti gli elementi necessari per realizzare un video perfetto, che come Barry potrebbe spiegarvi, sono fondamentalmente uno: i culturisti seminudi.
Come se non bastasse, qui fanno anche cose bellissime: testare gli ammortizzatori di una Volkswagen dell'84, fare la pedicure a Joan, pettinarla e inchiodare dei pesci ai quadri. Surreale e divertentissimo. Dirige Ben Reed.

Canzone 7.4
Video 8.6


Broken Social Scene - Texico Bitches

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Cominciamo in scioltezza la settimana con un bel video di un gruppo che piace a tutti. Non sono tra i miei preferiti, ma i Broken Social Scene il loro mestiere lo fanno bene. Poi comunque sono tantissimi, ti menano come e quando vogliono. Meglio volare bassi.
L'ultimo Forgiveness About Rock è uscito a maggio (su Arts and Crafts) e la cosa più bella è che è prodotto da John McEntire, quello dei Tortoise e dei Sea and Cake. "Texico Bitches" è un pezzo indie rock senza fronzoli, orecchiabile come il grosso dell'album, ma trascurabile rispetto a perle come "All To All" o "Sentimental X's", insomma quelle dove cantano le tipe.

Thibaut Duverneix dirige un video simpatico dove invece che fare la guerra si fa l'amore. Seminudi, sull'erba e innaffiati di petrolio. Bene, a noi il pudore tanto non piace.

Viva Emily Haines, comunque.

Canzone 6.3
Video 7.3


Canadians - Yes Man

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Alla prima visione-ascolto di questo pezzo dell'ultimo album dei Canadians mi sono depresso un po'. Perchè non mi diceva proprio un cazzo, diciamolo. Allora sono andato a leggermi un paio di recensioni per capire se perdere altro tempo con The Fall Of 1960 (questo il nome dell'album) e a sentire Ondarock e Indieforbunnies ne valeva la pena. Ho anche scoperto che potevo ascoltarlo per intero sul sito dell'etichetta. Dopo aver appurato la qualità dell'album ho riascoltato il pezzo senza guardare e ho capito tutto: è il video che non va.
"Yes Man" è un brano molto semplice, ma a cui non mancano le melodie giuste per renderlo radiofonico. Rimane uno dei meno originali del disco, a mio parere.

E veniamo alla nota dolente.. Sono solo io oppure effettivamente i video con le band che suonano sono nel 90% dei casi insostenibili? Inoltre ho la sensazione che in Italia li facciano tutti così.. Peccato, perchè all'inizio con il meta-video-Vimeo mi ero pure incuriosito. Poi solo noia. Dirige Ivan Vania, che per i Bartok il video senza musicisti l'ha saputo fare.

Ah, qua sotto vi metto pure il widget con cui ascoltare tutto The Fall Of 1960. Prego.

Canzone 6.3
Video 5.0




Sufjan Stevens - Too Much

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Se c'è qualcosa che mi può far venire voglia di credere a Gesù anche per un istante solo, quello è Sufjan Stevens. Ho passato l'adolescenza (cioè il periodo di tempo da quando ho scoperto Sufjan Stevens fino ad adesso) a pensare che "To Be Alone With You" fosse una delle canzoni d'amore più belle del mondo e invece è una canzone su Gesù, che fregatura. Immagino a qualcuno faccia piacere, io di solito canto il ritornello e mugugno il resto. Vabbè.
Dopo due album dimenticabili (A Sun Came, ma soprattutto Enjoy Your Rabbit), il Sufjan aveva inanellato un trio di dischi spettacolari, perfetti (Michigan, Seven Swans e Illinois): c'era tutto quello che si poteva desiderare, dai pezzi minimali solo accordi acustici e voce sussurrante fino agli arrangiamenti barocchi realizzati con grande varietà di strumenti. Poi sono venute un po' di cose che abbiamo trascurato (gli outtakes, il disco natalizio, etc.).
Un mese e mezzo fa, invece, trascorsi cinque anni da Illinois, è uscito il vero nuovo album, The Age Of Adz. Avete presente quando dicevo che Enjoy Your Rabbit è un album dimenticabile? L'ho scritto perchè è fatto di sola musica elettronica (e perchè è basato sugli animali dell'oroscopo cinese, ma pazienza). Ecco, con The Age Of Adz Sufjan è andato a recuperare proprio l'elettronica e ha riempito il disco di distorsioni, sintetizzatori, battiti dubstep e glitches. Il risultato è spiazzante, di una complessità rara, fatta di questi suoni ritrovati e di una scrittura schizofrenica. Da un lato c'è l'anima cantautoriale, ci sono le canzoni, le melodie; da un altro ci sono le dissonanze e le partiture orchestrali degne di tanta musica classica contemporanea; e, infine, le strutture elettroniche, onnipresenti.
"Too Much" è forse uno dei pezzi più accessibili e contemporaneamente più eterogenei. Mostra perfettamente le qualità (e i difetti?) dell'album. Schizofrenicamente mi fa impazzire di gioia e un attimo dopo mi frustra. Boh.

Il video invece mi frustra e basta: fra tutte le cose che questo pezzo è, sicuramente non è electrohiphop da ballare in discoteca o vedere su Mtv, così come il video mi farebbe pensare. Ma forse mi sbaglio io. Diretto da Deborah Johnson.

Canzone 7.0 ?
Video 4.0


Mirah - The Forest

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Mirah è una delle migliori amiche di Phil Elverum, o Elvrum come si chiamava prima di cambiare cognome. Botte di vita, eh. Comunque quello dei Microphones e dei Mt. Eerie. Una conoscenza del genere nel mondo dell'indie-rock fa curriculum, anche perchè dall'amicizia si passa a cose come "lui produce i dischi a lei" e chissà cos'altro (nessuna malizia che lei è lesbica). Così è anche per (a)spera, uscito nel 2009 su K Records, ma stavolte le tracce da lui prodotte sono solo tre.
"The Forest" non è una di queste, anche se si potrebbe pensare il contrario: la batteria di Phil, infatti, entra a un minuto dall'inizio trasformando quella che era una ballata elettrica alla Cat Power in un pezzo propriamente rock. La tensione aumenta, le plettrate sulla chitarra suonano più distorte e tra strofe più quadrate e aperture mariachi coi cori si arriva alla marcetta che chiude il brano. Bello, continuamente cangiante.

Il video lo trovo bruttino: il balletto è terribile, privo di ironia; le scene suonate sono inutili. Si salvano un paio di dissolvenze, un po' l'atmosfera. La cosa più bella sono le location: almeno è ambientato in una foresta, come da titolo. Diretto da Lauryn Siegel.

Canzone 6.9
Video 5.2


Wolf Parade - Yulia

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Iniziamo coi Wolf Parade una doppietta Sub Pop, la label di Seattle che forse più di ogni altra è l'Istituzione Indie per eccellenza (Nirvana, Soundgarden, Mudhoney nel passato; Postal Service, The Shins, Iron & Wine nel presente).
I Wolf Parade forse non sono ancora un'Istituzione Indie, ma avevano tutti i documenti in regola per diventarlo: sono un supergruppo formato da membri di Sunset Rubdown, Handsome Furs, Swan Lake, Frog Eyes, Hot Hot Heat e chissà quanti altri; il loro debut album Apologies To The Queen Mary, uscito nel 2005, è solitamente presente nelle classifiche dei migliori album del decennio; loro hanno il look adatto. Purtroppo proprio tre giorni fa hanno deciso di mettersi in pausa a tempo indeterminato, il che diminuisce le vostre probabilità di vederli in concerto nel bar sotto casa e innamorarvi seduta stante (non che ce ne fossero molte di più quattro giorni fa).
Comunque. "Yulia" è presa dal loro terzo album Expo 86, considerato dalla critica come il loro più riuscito a livello di songwriting, poichè se prima la band si divideva in più anime (quelle dei diversi compositori), qui sviluppa finalmente un sound omogeneo. La canzone ne dimostra tutto l'impatto, con chitarre che si aggiungono a chitarre (adoro l'incessante e delicato sottofondo "noise" distinguibile solo verso l'inizio).

Il video è anche più bello della canzone. Racconta di un cosmonauta sovietico dal ciuffo biondissimo e della sua amata che ne segue il lancio nello spazio sul televisore. Qualcosa va storto e lo capiamo perchè la trasmissione si interrompe e viene sostituita da contadine che ballano. Il cosmonauta si toglie il casco (brillante di bellissimi riflessi 2001odisseanellospazieschi) e l'amata se lo mette prima di tuffarsi nella luce anche lei. Girato da Scott Coffey.

Canzone 6.7
Video 7.9


Arcade Fire - The Suburbs

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Cominciamo col dire che non ero un fan sfegatato degli Arcade Fire. Per anni non ho capito come si potesse diventare la band indie rock più famosa del pianeta con singoli come "Neighborhood #1 (Tunnels)": chi aveva pazienza per dinamiche così lente? Chi poteva aspettare fino ai 3/4 di canzone per raggiungere il massimo di intensità? Non io, pensavo. Poi invece sono successe un po' di cose: un giorno mi è capitato di sentire "Neighborhood #2 (Laïka)" mentre cercavo su Youtube qualcosa del film Into The Wild; un altro mi son fermato ad ascoltare la sigla di Otto e Mezzo; e infine è uscito il trailer di Where The Wild Things Are con "Wake Up" come colonna sonora. E io sono crollato: adesso Funeral è un disco che non può mancare neanche dalla mia auto.
"The Suburbs" è la prima traccia dell'omonimo terzo album uscito questo agosto. L'album è più controllato dei precedenti, si chiude in forme più semplici senza per questo risultare più accessibile. È un disco di piaceri sottili, da guadagnarsi attraverso più ascolti. Così è la title-track, pigra nel suo incedere tra accordi di chitarra acustica e di pianoforte, ma tormentata nel falsetto del ritornello. Gli archi e i lamenti della chitarra elettrica gettano definitivamente ombre sulla luce dell'inizio.

E si intona perfettamente il video diretto da Spike Jonze. Piccola premessa: sono sempre stato un fan sfegatato di Spike Jonze (ok, magari i video di skateboard non rientrano tra i miei interessi; diciamo a partire dai Weezer). L'unico difetto del video è che mi lascia un'insaziabile voglia di vedere di più. Fortunatamente pare che il video sia un edit di un cortometraggio girato da Jonze in collaborazione con gli AF e il 20 dicembre, con la sua pubblicazione, dovremmo godere pienamente. Non so voi, ma per me questo è all'incirca il video perfetto: ogni scena, ogni movimento, ogni messa a fuoco, ogni più piccolo dettaglio è degno della massima cura, sempre in armonia coi temi della narrazione. E la narrazione è la stessa per video e canzone, sia a livello di contenuti che a livello di forme e toni. Non capita così spesso.

Meraviglioso.

Canzone 7.7
Video 9.3


Here We Go Magic - Casual

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"Casual" è un pezzo di Pigeons, il secondo disco degli Here We Go Magic uscito 5 mesi fa su Secretly Canadian (la stessa di Antony & the Johnsons, Damien Jurado, Jens Lekman e Jason Molina). Decisamente tra i migliori dischi indie rock dell'anno, suona come Sufjan Stevens che canta nei Vampire Weekend.

Il video è diretto da Peking, duo composto da Nat Livingston Johnson e Gregory Mitnick. Per girarlo hanno usato 12 galloni di sangue e liquido amniotico animale. Probabilmente scomparirà da Youtube in un paio di giorni.

Canzone 6.9 (ce n'è di più belle nel disco.. "Collector")
Video 8.1