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Moby - Sevastopol

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Leggo su Spinner che il 17 maggio corrente anno uscirà il nuovo album di Richard Melville Hall, al secolo Moby. Si chiamerà Destroyed e lui lo definisce "broken down melodic electronic music for empty cities at 2 a.m". Che poesia!

In anteprima sul suo sito si trova un EP gratuito contenente tre tracce, per ciascuna delle quali è stato girato un video. "Sevastopol", la prima, è un brano strumentale dal sapore un po' retrò, con base techno bella metallica e tanto synth che espande il suono (se volete qua potete ammirare un po' della sua strumentazione). Mi piace.

Il video è girato da Moby stesso in 36 ore di viaggio New York-São Paulo-New York. Nulla di che, ma per stavolta ci va bene così.

Canzone 7.7
Video 6.0


Beatrice Antolini - Piece Of Moon

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Non chiedetemi perchè il disco qua di fianco costa 35 euri (almeno in questo momento), non lo so.

Beatrice Antolini c'è gente che la ama e gente che la odia. Pare che se la tiri. Pare anche che le sue interviste siano imbarazzanti. Pare anche che la sua musica non abbia la dimensione internazionale necessaria per meritarsi le copertine che le hanno dedicato. Queste e altre cose le ho lette a commento della recensione del suo ultimo album Bioy su Rockit. Io l'album non l'ho ascoltato e vi dico che non ho neanche intenzione di farlo ("Piece Of Moon" non me la fa venire), però lei l'ho vista suonare qualche anno fa all'Arteria di Bologna e mi era sembrata meglio della media (italiana), che non sarà un complimentone ma è meglio che niente.
"Piece Of Moon" è ricca di idee e soluzioni non necessariamente originali ma meglio della media. Suona tutto lei. Come Bert Spazzacamino. Non è vero, dal vivo ha la band. Peccato. Il pezzo (di luna) sa comunque di irrisolto, non c'è troppa sostanza sotto.

Il video è un collage di immagini animate, fotografie e brevi riprese montate caoticamente (non so da chi). Il risultato è un po' kitsch, ma poi penso che non mi va mai bene niente, e allora diciamo che è psichedelico. Meglio della media, insomma.

Che in Italia però è abbastanza bassa.

Canzone 6.6
Video 6.2


Suuns - Pie IX

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Non ho mai ben capito la storia dell'NSFW, o forse non ho mai conosciuto un posto di lavoro in cui fosse lecito perdere tempo guardando videoclip o pagine web sexually related, purchè non si vedano esplicitamente i capezzoli, le vulve e i peni.
Perchè di questo si tratta: due persone che fanno sesso vestite, senza inquadrature sui genitali, sono contenuto safe for work. O sbaglio?

Beh, qui fate attenzione, si vedono delle tette nude.

Quel porcellone di Frédérique Bérubé, l'uomo dal nome contenente il maggior numero di accenti acuti del mondo, realizza un video a immagini intermittenti rigorosamente in bianco e nero, dove una ragazza nuda si muove sensualmente mentre i Suuns suonano.

L'effetto è ossessivo e si sposa perfettamente con l'alienante ritmo di "Pie IX", un pezzo Suicidiano se non fosse che sopra al disturbante tappeto elettronico si stendono "veri strumenti" (batteria e chitarra elettrica).
Zeroes QC, debutto su Secretly Canadian, è un album discontinuo, il cui suono non si è ancora fatto organico, e tra le sue 11 tracce si alternano esperimenti post punk e pezzi più compiutamente indie rock.

Canzone 7.3
Video 6.8


Crystal Fighters - At Home

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Dopo circa mezza giornata a pensare che si trattasse dei Crystal Castles, ho capito che no, erano degli altri. Mi ha fregato il fermo immagine Vimeo: ero convinto fosse la regazzina in copertina sull'ultimo disco del duo americano.
I Fighters invece sono cinque, vengono dalla Spagna e sono così freschi da non avere ancora una pagina Wikipedia. Vitaminic li definisce rivelazione e vi regala i biglietti per i loro concerti in Italia, oltre che un picture disc (non vorrei suggerire inquietanti paragoni, ma anche Adolf Hitler faceva i picture disc: eccone uno).
Ma bando alle ciance: i Crystal Fighters fanno elettronica con strumenti baschi e sintetizzatori. Il loro disco d'esordio Star Of Love è disponibile in streaming su Soundcloud. Altrimenti potete ammirarne l'eclettismo in questa live performance da Jools Holland.
[Piccola digressione scevra di giudizi. Jools Holland è stato fondatore e tastierista degli Squeeze ("Cool For Cats", per rinfrescarvi la memoria), poi artista solista, poi presentatore televisivo di uno show musicale su BBC Two, secondo canale nazionale britannico. Vi invito a guardare la lista di ospiti del programma in 19 anni di attività e poi a pensare alla RAI.]

"At Home" è un pezzo melodico, quasi troppo, le cui sonorità anni 80 prevalgono sulla matrice "indiepop coi cori". Probabilmente la cosa più lontana dai miei gusti dell'intero album. Meglio le cose electro-techno oppure quelle latine, e il bello è che le due cose non sono mutualmente esclusive ("Follow", "Plage").

Nel video, girato con perizia, i cinque spagnoli vagano per una casa abbandonata facendo sfoggio delle loro facce, una dall'espressione più furba dell'altra (scherzo, i mentalmente disabili sono solo due). Ridono e giocano nel giardino, rompono oggetti e lanciano bastoni nello stagno... Ah, l'irrefrenabile desiderio di gettare cose nell'acqua: chi me lo sa spiegare? Poi trovano un tesoro in una cassa e proprio quando la aprono la telecamera si ritira pudicamente dietro un angolo. Chissà cos'era la nebbiolina bianca che fuoriusciva.
Dai, passabile. Dirige Ferry Gouw, illustratore, musicista e videomaker indonesiano dal curriculum già invidiabile avendo lavorato con Simian Mobile Disco, Bloc Party, Bryan Ferry, Vampire Weekend...

Canzone 6.1
Video 6.8


Iron And Wine - Tree By The River

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Il primo video tratto da "Kiss Each Other Clean", il nuovo album di Iron And Wine, è diretto da Tim Rutili dei Califone.
Proprio così, Tim è anche un regista. Forse non ve ne siete accorti, ma All My Friends Are Funeral Singers è stato presentato al Sundance Film Festival l'anno scorso, proprio di questi tempi. Dicono sia influenzato da David Lynch, che originalità. Attualmente su IMDB vanta un punteggio di 5.3 e, se nonostante questo vi fa voglia, ecco il trailer.

Il video per "Tree By The River" racconta una storia d'amore attraverso la proiezione di una serie di Super 8 su pareti di legno, corpi nudi e altre superfici non convenzionali. Discorsi banali su pelle e pellicola. Di solito appena vedo immagini sgranate e vintage da Super 8 faccio \(^0^)/, che è un'emoticon di giubilo insegnatami da Barry. Stavolta mantengo un po' di snobismo dovuto al fatto che Tim Rutili è un musicista che si reinventa film-maker, mentre se il regista fosse stato un perfetto sconosciuto probabilmente ci avrei creduto di più.

La canzone è boh. Troppo pop. Già al precedente The Sheperd's Dog avevo arricciato il naso. Qua si conferma l'idea che Sam Beam non abbia voglia di fare quello che io vorrei facesse. Ovvero il cantautore voce e chitarra. O perlomeno del folk.

Canzone 5.2
Video 6.5


The Thermals - Never Listen To Me

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Vi ricordate otto anni fa quando Movimenta era la meglio webzine, voi scaricavate solo i due generi che vi piacevano veramente e gli album d'esordio erano davvero folgoranti? Oggi è tutto un gioco stanco dove occorre pomparsi a vicenda per non perdere il desiderio, e invece di alzarci in piedi ci accontentiamo di battere un piede per terra da seduti.
A quei tempi i Thermals infilavano un brano perfetto dopo l'altro, sia sui tempi vivaci che sugli andanti. Avevamo imparato More Parts Per Million a memoria perchè lo ascoltavamo tutti i giorni, e ogni volta era un piacere vedere che non ci facevano perdere nemmeno un secondo in cazzate. Era tutto lì e subito. C'era una volta il punk.
Nel 2010 non è più così: invece che due secondi ce ne vogliono addirittura venti per arrivare al cantato; il volume delle chitarre si abbassa per far spazio alle strofe; i tempi sono lenti per non dire morti; nessuno ha più voglia di gridare. Che mestizia.
"Never Listen To Me" inzia con un giro di basso che sembra un pezzo di Lenny Kravitz, poi Hutch Harris dice piano due cose, cazzeggia un po' con la chitarra e il ritornello non arriva mai. Prima del cambio di tonalità c'è una specie di assolo (!). La melodia è esibita, mentre un tempo serviva a contraddire il suono. Dura 4 minuti e 30 secondi... Piuttosto compratevi un'altra copia di More Parts Per Million ("Brace And Break" e "I Know The Pattern" per convincervi).

Il video è sentimentale e nostalgico, girato in 8 e 16 mm su pellicole Kodachrome scadute. Ritrae i Thermals che suonano e cantano a Cathedral Park, Portland, mentre delle tipe ballano in controluce, quasi fosse il tramonto. Metafore della vita.
Dirige Lance Bangs, già regista di "No Culture Icons" e "Now You See" (oltre che di mille cose di Pavement, Sonic Youth, etc.).

Canzone 5.5
Video 6.7


Shugo Tokumaru - Linne

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"Il comunismo è il potere sovietico più l'elettrificazione di tutto il paese", diceva un grand'uomo.
Siamo certi di rispettare il suo pensiero se decliniamo la frase come "la musica bella è la musica più l'elettronificazione" (insomma, per riassumere: Lenin-musica elettronica sì; Thatcher-musica elettronica no).
Il primo corollario è: "Il theremin è potere sovietico più musica più elettronificazione". So che quest'ultima è una brutta parola, ma in compenso il theremin è un bellissimo strumento. Il mondo ne deve l'invenzione a Lev Sergeevič Termen, pietroburghese che ai tempi della Rivoluzione la pensava proprio come Lenin (per il quale ebbe l'occasione di suonare al Cremlino nel 1922).
Tutto questo serve a giustificare storicamente questo principio critico: se in una canzone c'è il theremin, questa prende automaticamente uno 0.7 di voto in più.

In "Linne" di Shugo Tokumaru c'è, e quindi quella che sarebbe una canzone non particolarmente inventiva, un po' lagnosa e circa 1 minuto troppo lunga, riesce comunque a strappare un 6.7 grazie ai mirabili secondi che vanno da 1:44 a (mi pare) 2:06, e che salvano il pezzo nell'ultima parte cantata dopo la pausa. Canzone malinconica, ma non particolarmente memorabile. Tratta da Port Authority, pubblicato su Souterrain Transmissions.

Il video disegna silhouette nere su sfondo dai colori autunnali. Un bambino, mentre gioca il suo cane, salta in una pozza d'acqua e si perde in un mondo sommerso. Quando si risveglia porta ancora il mare negli occhi (che poesia!). E quando il piano cambia di tonalità e lui poggia la mano sul capo del bassotto, io piango.

Canzone 6.7
Video 6.9


Cocoon - Oh My God

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Occhio, questi sono francesi.
Per di più sono più giovani di me. Di solito non ci bado o non mi capita di leggerlo, e quindi credo di essere ancora in tempo per sfondare. Un adolescente, tipo. Invece non lo sono e non so neanche suonare quindi forse è meglio che basta. Come nel calcio, che la metà dei giocatori di serie A avrà meno di 25 anni. Io invece ho iniziato tre mesi fa. Faccio il portiere in una squadra della peggior divisione del campionato amatoriale CSI. Sono bravissimo, eh, però ormai in serie A non ci arrivo più.
Così come un disco come questi Cocoon ormai non lo faccio. Pazienza, anche se quest'album è già disco d'oro in Francia. Suonano canzoncine semplici semplici: due accordi arpeggiati, la ragazzina che preme sette tasti di pianoforte (in 3 minuti), gli archi dietro che glieli ha arrangiati qualcun altro, le melodie già sentite e risentite. E la produzione delle grandi occasioni.
Vorrei stroncare, insomma. Però funziona, mi sa che il disco finisce che lo consumo volentieri.

Il video non ho ancora deciso. Mi piacciono i disegni? No, non tanto. Però non trovo che nel complesso tratteggi una desolazione efficacissima? Già. E l'animazione che praticamente non esiste? Quella mi urta un po'. Però il panda che sgranocchia bambù al drive-in? Gli voglio bene. E quindi? Sei e mezzo. Diretto da lui e lui.

Canzone 6.8
Video 6.5


Grinderman - Evil

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Il Vampyroteuthis Infernalis, meglio conosciuto come calamaro vampiro, è un cefalopode dal sangue blu che vive nelle profondità prive di luce degli oceani temperati e tropicali. Si ciba prevalentemente di crostacei di piccole dimensioni, si difende emettendo nuvole di muco bluastro luminescente e, che io sappia, non è ancora diventato protagonista di un film della Asylum (bisognerebbe chiedere ai 400 calci).
È invece il protagonista di questo video dei Grinderman girato da John Hillcoat, il regista di The Proposition e The Road. Non so il calamaro, ma io mi offenderei a essere preso come soggetto per un video che si chiama "Male". A meno che non sia una trappola e l'australiano ci stia dicendo che in realtà il Male è il co-protagonista, un canarino arancione che ruota la testa come Linda Blair nell'Esorcista. In questo caso il video mi starebbe anche simpatico. Ma poi mostra il calamaro che si rivolta come un guanto e noi pensiamo "oh no, allora è veramente lui il cattivo". Bastardo, John Hillcoat: lui si è solo rifugiato nella "posizione ad ananas", nella quale "inverte la sua tunica sopra il corpo, presentando una forma apparentemente più grossa e molto più scura coperta di cirri innocui ma apparentemente minacciosi" (da Wikipedia). Insomma, si è spaventato. E rimane totalmente inoffensivo essendo lungo massimo 30 cm, tentacoli compresi.
Per concludere, il più squallido caso di strumentalizzazione di un calamaro vampiro a cui io abbia mai assistito. Il Male siete voi.

Per la cronaca, video e canzone sono pallosi, nonostante i 2 minuti e 59 secondi (salvo il primo perchè un po' suggestivo lo è). Complimenti.

Canzone 5.4
Video 6.2


Oh No Ono - The Tea Party

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E torniamo a parlare di Danimarca dopo la digressione su Skive nel post su Mind, Drips dei Neon Indian. Divertente quel post, eh?
Stavolta invece che a Skive andiamo ad Aalborg, che a differenza della prima almeno qualche volta l'abbiamo sentita nominare. Coppa UEFA, secondo me. Da Aalborg provengono gli Oh No Ono, che come monicker mi piace, sa di negazione della tipa di John Lennon. Eggs, l'album da cui è tratta "The Tea Party", ricorda vagamente gli Animal Collective, dove il "vagamente" ha da intendersi come "gli piacerebbe" (oltre che come "poco, ma l'ho letto in una recensione"). Se infatti la musica è fatta da strutture pop su cui si innestano deviazioni psichedeliche, qui il suono e gli effetti non sono abbastanza devianti, c'è fin troppa melodia (a volte stucchevole) e le tracce di Animal Collective si riducono ai filtri applicati alla voce altissima del cantante. Gli episodi più riusciti rimangono allora i più quadrati: questa per esempio mi piace tanto, giusto per ricordarvi che i suoni ottantiani mi fregano sempre.

Anche il video è derivativo degli AC: vi ricordate "Who Could Win A Rabbit"? Anche qui ci sono pupazzi su ruote, anche qui uno cade. Ma mentre là c'era la violenza, qua c'è emarginazione e moto da cross. Insomma, tutto un po' moscio. Diretto da Tobias Stretch.

Canzone 5.3 (l'album è meglio)
Video 6.1

Baustelle - Gomma

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Molto veloce che poi devo andare a cena.
A dieci anni di distanza i Baustelle ripubblicano Sussidiario Illustrato Della Giovinezza, il loro primo disco autoprodotto e ormai introvabile. Nel frattempo loro sono diventati famosi (ok, perchè a me i primi due dischi non dispiacevano) e antipatici. Sono insopportabili perfino le loro pagine Wikipedia: "come traspare dal titolo, si tratta di un album molto intimistico, quasi un concept album, che raccoglie canzoni espressive di un'adolescenza torbida, ironica, appassionata, romantica e tutta italiana", c'è scritto a proposito del Sussidiario. Perbacco, che enciclopedia!
Il problema è che hanno avuto la bella idea di reincidere due pezzi per l'occasione, e "Gomma" è uno di questi. Quello che c'era di interessante dieci anni (la new wave) è scomparso, il suono è inutile, banale, inoffensivo. Allora meglio Biagio Antonacci.

Il video di Dandaddy ritrae gente che canticchia "Gomma" sotto la doccia. Probabilmente è questa la dimensione artistica a cui i Baustelle aspirano. Contenti loro..

Canzone 3.5
Video 6.2


Tame Impala - Expectation

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Ieri dicevo che non mi piacciono i video dove la gente suona, oggi lo ribadisco. È mia ferma convinzione che sia meglio pensare ad altro, a meno che tu non sia Michel Gondry e abbia effettivamente una qualche idea per movimentare la performance. Che poi non è vero, non bisogna per forza essere Michel Gondry. È sufficiente dire «magari ci penso altri tre minuti», quando si decide di girare un video musicale con le riprese del gruppo che suona. In questo caso Clemens Habicht ci ha pensato altri due minuti e 50 secondi e se n'è uscito con la trovata della telecamera a 360 gradi, della foresta appena fuori da Parigi e dei bengala per fare luce rossa di notte. Mmh, non lo so se è abbastanza.. Direi che si salva perchè intonato con la psichedelia dei Tame Impala.

"Expectation" è uno dei pezzi più concreti di un grande debut album, Innerspeaker, che a fine dell'anno sarà sicuramente presente in molte top ten. Uscito a maggio su Modular Recordings è un disco un po' derivativo, dal sound fortemente sessantiano, ma capace di durezza stoner-rock e di melodie WayneCoyniane. Assolutamente da ascoltare per intero. La mia preferita? Forse "The Bold Arrow Of Time".

Canzone 6.8
Video 6.0


Patrick Kelleher & His Cold Dead Hands - Wintertime's Doll

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Questo video ve lo posto per due motivi: il primo, che è una bella canzone; il secondo, che mi ha fatto così male agli occhi che ho pensato fosse giusto vendicarmi su qualcun altro. Sì, perchè è girato giocando sulla mescolanza additiva di colori e sembra di star guardando un film 3D negli anni 80 senza occhialini blu-rossi. Mi riporta indietro nel tempo fino a quando da piccolo andavo a Gardaland a guardare i documentari sottomarini nel cinema tridimensionale. Se andate sulla pagina di Gardaland su Wikipedia lo trovate ancora, fra le attrazioni rimosse.. Nostalgia. Grazie, Sophie Gateau, per avermi regalato un momento d'infanzia.

Dicevo che è bella anche la canzone. "Wintertime's Doll" sta su You Look Cold, disco d'esordio di Patrick Kelleher uscito nel 2009 su Osaka Recordings. È un pezzo folk-tronico, tutto metronomo digitale e violini straziati. Ottimo.

Canzone 7.3
Video 6.8


Sia - I'm In Here

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Ieri gironzolavo per Vimeo quando all'improvviso ho visto che Devin Sarno aveva commentato un video di David Altobelli. «Amazing, David!», c'era scritto. E allora ho deciso di guardarlo anch'io.
«E chi cazzo sono Devin Sarno e David Altobelli?», direte voi. Rispondo: Devin Sarno è un musicista e compositore exp-ambient-cazzi&mazzi; David Altobelli è proprio quello che ha fatto il video in questione. Tutto questo mi serviva per poter parlare di Nels Cline, che ha fatto un disco con Devin Sarno e io un giorno ve ne parlerò.
No, scherzo. Serviva per introdurre Sia, che fino a ieri non sapevo chi fosse. Oggi ho scoperto che è una "Australian soulful jazz-styled pop singer and songwriter". O meglio, quella che canta in "Somersault" degli Zero 7. Se non l'avesse fatto non parlerei neanche di lei, ma quel pezzo lì, quand'era uscito When It Falls, l'avevo messo in tutte le compilation possibili e immaginabili. «Che romantico», direte voi. Eh sì.
Pure questa "I'm In Here" starebbe bene in una compilation, una di quelle tristissime che regalate alle migliori amiche di cui ormai siete visibilmente innamorati, o ai migliori amici di cui ormai siete visibilmente innamorate. Dice infatti, "Can't you hear my call? / Are you coming to get me now? / I've been waiting for / you to come rescue me, / I need you to hold, / all of the sadness I can not, / living inside of me". Lacrime. Purtroppo questa bella versione acustica non sta sull'album, dove invece compare quest'altra. Non male, ma non la metterei nella compilation di cui sopra: è pop becero.

Il video piazza la soulful australiana tutta sola su un aereo verso l'ora del tramonto. Lei non lo sa, ma nessuno lo sta pilotando. Oltretutto qualcosa sta andando a fuoco alle sue spalle e il fumo lentamente invade la cabina. Brutta roba.

Canzone 7.0 (acustica)
Video 6.5 (non così amazing, David)

Maximum Balloon - Groove Me

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Maximum Balloon è David Andrew Sitek, ovvero colui che vi ha fatto piangere e ballare con l'electrorock-soulfunk (o qualcosa del genere) dei TV On The Radio, dove suona tutto tranne le corde vocali. Quest'anno ha pensato di fare un album che non necessiti di suonabilità dal vivo, ma che anzi sia perfetto per il dancefloor. E lo è, perchè mette l'accento sull'electro, ricoprendo le canzoni di strati di sintetizzatori.
"Groove Me" è l'opener del disco, comincia con un beat notturnissimo e, poichè Sitek non suona le corde vocali neanche qua, ci canta Theophilus London, soulrapper di Brooklyn. Poi si aggiungono le chitarrine funk, un po' di colore coi synth e sul ritornello anche gli ottoni, al che non ci si può esimere dallo scuotere testa e chiappe con enorme piacere. Gran singolo.

Carlos Lopez Estrada
dirige il video e si diverte con gli effetti in Chroma Key (il green-screen, dai): prima piazza Teofilo dentro una lavatrice, poi sui panni stesi e infine sulla felpa di Davide. Si finisce in bellezza coi due protagonisti che brindano felici con un liquido color-felpa. Qui c'è il making of.

Canzone 8.2
Video 6.7


Uffie - Difficult

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Anche di lei non dovrebbe esserci bisogno di parlare: nel senso che, se uno ci pensa, non è bello parlare di una ragazzina di 23 anni nata a Miami ed emigrata a Parigi che a 19 anni ha firmato un contratto per la Ed Banger e da allora è la musa dei dj francesi di quel giro lì. Vabbè, ma sono io che rosico. E neanche vorrei essere la musa dei dj francesi. Poi comunque lei è già divorziata con un figlio, avrà i suoi problemi.
"Difficult" è il quarto singolo tratto da Sex Dreams and Denim Jeans, il suo primo e unico album che, uscito a giugno 2010, raccoglie anche pezzi pubblicati nel 2006. È prodotto da SebastiAn (e quindi i suoni sono notevoli), dura 2 minuti e 53 secondi (e quindi non fa in tempo ad annoiare pur essendo ripetitivo) ed è totalmente inoffensivo. Peccato, perchè sul disco ci son cose decisamente più interessanti: questa con Pharrell Williams, per esempio, oppure quest'altra prodotta da Mr. Oizo.

Il video è meglio, tiene desta l'attenzione con le continue variazioni. C'è Uffie che continua ad attraversare un corridoio di scuola, spingendo a terra ragazze con vinili in mano. A un certo punto compare Freddie Mercury. Il pavimento del corridoio è a scacchi. L'hanno diretto dei film-maker francesi chiamati AB/CD/CD.

Canzone 6.0
Video 6.4

Kid Cudi - Mojo So Dope

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Allora, di lui non abbiamo neanche bisogno di parlarne: l'abbiamo già amato per i singoli in compagnia delle superstar dell'indie (MGMT e Ratatat) o dell'electro (Crookers-remix e Guetta). Gli vogliamo bene perchè si mette le t-shirt dei Queen, gli occhiali da nerd e i jeans stretti. Adesso ha anche deciso di mollare l'hip-hop e darsi al rock, dopo aver venduto mezzo milione di copie del primo disco solo negli Stati Uniti e dopo aver già superato le 200.000 con Man on the Moon II: The Legend of Mr. Rager (uscito il 9 novembre).
Da quest'ultimo è tratta "Mojo So Dope", pezzo meno spumeggiante di altri singoli, ma ancora una volta stupefacente per la musicalità del rhyming e la semplicità degli arrangiamenti: tra tre accordi di pianoforte e un sample continuo di questo pezzo pop orchestrale, al secondo ascolto si è fregati. C'è poco da fare, è un furbacchione. Il resto del disco procede su toni simili, magari con più elettronica e qualche pezzo più movimentato. Forse leggermente inferiore al precedente, ma aspettiamo che salti fuori e diventi famosissimo un qualche remix da ballare, poi giudicheremo meglio. Intanto continuiamo ad ascoltarlo.

Il video non è male, si vede lui che fuma, beve le cose e le sputa, salta sul palco o nelle camere d'albergo o nei backstage. Insomma, Jason Goldwatch lo segue durante il tour. Niente di eccezionale, ma lo si guarda con affetto perchè pensiamo che sia la sua vita reale.
In realtà mancano i pezzi con la cocaina.
E poi c'ha il cappellino dei Cleveland Indians, mentre io tengo per i Baltimore Orioles. Un punto in meno.

Canzone 7.1
Video 6.3


P.S.
Scusate per aver detto "rhyming".

Eskmo - Cloudlight

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Eskmo è Brendan Angelides, un produttore di musica elettronica dal sound Warp-Planet Mu (ha pubblicato su tutte e due). Ha suonato con Flying Lotus, con Amon Tobin (> Eskamon). Sul suo sito si può ascoltare tutto l'album omonimo, uscito un mese e mezzo fa su Ninja Tune e contenente il singolo "Cloudlight". Meraviglioso ibrido tra dubstep e funksoul elettronico, tra Londra e la California, non si fa mancare proprio nulla: campanelline psichedeliche, synths sognanti, glitches, breakbeats e voci ansimanti. La copertina fa schifo.

Il video è carino, ci sono un sacco di luci (a volte un po' pacchiane), ci sono ceneri in una cassetta e ci sono i suoi baffi. È girato da Dugan O'Neal, che ha fatto anche questo video con Bigfoot che balla. Balla bene.

Canzone 7.2
Video 6.3