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Erykah Badu - Gone Baby, Don't Be Long

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Pochi stimoli per curare il blog in questi giorni. Faccio un'eccezione solo per Fly-Lo che ha girato il suo secondo videoclip.

Stavolta ci si annoia un pochino, ma bisogna ammettere che visivamente l'animazione è straordinaria. Con due soli colori e tanta post-produzione (di Beeple, già regista del grandissimo video di "Kill Your Co-Workers") viene disegnato un paesaggio futuristico che sa di catena di montaggio aerospaziale. La testa di Erykah Badu scorre su un nastro trasportatore attraverso una fabbrica, mentre intorno veniamo incuriositi dal disegno degli elementi meccanici. Bellissimi effetti simil-pellicola e luci.

Il pezzo è R&B. Che altro vi devo dire. Troppo. Quasisufficienza strappata con le unghie.

Canzone 5.9
Video 7.2


Iron And Wine - Tree By The River

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Il primo video tratto da "Kiss Each Other Clean", il nuovo album di Iron And Wine, è diretto da Tim Rutili dei Califone.
Proprio così, Tim è anche un regista. Forse non ve ne siete accorti, ma All My Friends Are Funeral Singers è stato presentato al Sundance Film Festival l'anno scorso, proprio di questi tempi. Dicono sia influenzato da David Lynch, che originalità. Attualmente su IMDB vanta un punteggio di 5.3 e, se nonostante questo vi fa voglia, ecco il trailer.

Il video per "Tree By The River" racconta una storia d'amore attraverso la proiezione di una serie di Super 8 su pareti di legno, corpi nudi e altre superfici non convenzionali. Discorsi banali su pelle e pellicola. Di solito appena vedo immagini sgranate e vintage da Super 8 faccio \(^0^)/, che è un'emoticon di giubilo insegnatami da Barry. Stavolta mantengo un po' di snobismo dovuto al fatto che Tim Rutili è un musicista che si reinventa film-maker, mentre se il regista fosse stato un perfetto sconosciuto probabilmente ci avrei creduto di più.

La canzone è boh. Troppo pop. Già al precedente The Sheperd's Dog avevo arricciato il naso. Qua si conferma l'idea che Sam Beam non abbia voglia di fare quello che io vorrei facesse. Ovvero il cantautore voce e chitarra. O perlomeno del folk.

Canzone 5.2
Video 6.5


The Thermals - Never Listen To Me

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Vi ricordate otto anni fa quando Movimenta era la meglio webzine, voi scaricavate solo i due generi che vi piacevano veramente e gli album d'esordio erano davvero folgoranti? Oggi è tutto un gioco stanco dove occorre pomparsi a vicenda per non perdere il desiderio, e invece di alzarci in piedi ci accontentiamo di battere un piede per terra da seduti.
A quei tempi i Thermals infilavano un brano perfetto dopo l'altro, sia sui tempi vivaci che sugli andanti. Avevamo imparato More Parts Per Million a memoria perchè lo ascoltavamo tutti i giorni, e ogni volta era un piacere vedere che non ci facevano perdere nemmeno un secondo in cazzate. Era tutto lì e subito. C'era una volta il punk.
Nel 2010 non è più così: invece che due secondi ce ne vogliono addirittura venti per arrivare al cantato; il volume delle chitarre si abbassa per far spazio alle strofe; i tempi sono lenti per non dire morti; nessuno ha più voglia di gridare. Che mestizia.
"Never Listen To Me" inzia con un giro di basso che sembra un pezzo di Lenny Kravitz, poi Hutch Harris dice piano due cose, cazzeggia un po' con la chitarra e il ritornello non arriva mai. Prima del cambio di tonalità c'è una specie di assolo (!). La melodia è esibita, mentre un tempo serviva a contraddire il suono. Dura 4 minuti e 30 secondi... Piuttosto compratevi un'altra copia di More Parts Per Million ("Brace And Break" e "I Know The Pattern" per convincervi).

Il video è sentimentale e nostalgico, girato in 8 e 16 mm su pellicole Kodachrome scadute. Ritrae i Thermals che suonano e cantano a Cathedral Park, Portland, mentre delle tipe ballano in controluce, quasi fosse il tramonto. Metafore della vita.
Dirige Lance Bangs, già regista di "No Culture Icons" e "Now You See" (oltre che di mille cose di Pavement, Sonic Youth, etc.).

Canzone 5.5
Video 6.7


Crystal Castles feat. Robert Smith - Not In Love

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Tre giorni fa Alice Glass si è rotta una caviglia a Tokyo.

Prima di scrivere ho cercato foto di Alice Glass nuda per voi. Non ho trovato niente. Il meglio è questa foto dove ha il pannolone. Grazie alla ricerca sono finito su questo blog qua.

Robert Smith è il mio musicista preferito di sempre, temo.

Due anni fa ho visto i Crystal Castles dal vivo a Miami. Mi sembravano fastidiosissimi.

I tre tizi che hanno diretto il video si chiamano Nic Brown, David James e Stephen James. In arte Video Marsh. Questo è il trailer di un loro film che uscirà nel 2011. Hanno fatto anche il video di "Odessa" per Caribou.

L'album da cui è tratto questo pezzo l'ho ascoltato e non mi è parso fastidioso. Però una perdita del tempo sì. Diciamo per il 75% del tempo.

Alice Glass ha 22 anni.

La canzone è la cover di un pezzo dei Platinum Blonde, un gruppo new wave canadese che dieci mesi fa è entrato nella Canadian Music and Broadcast Industry Hall of Fame. Il loro chitarrista si chiamava Sergio Galli (ieri e oggi). Guardate e ascoltate l'originale qua.

Il voto di Pitchfork all'album? 8.5.

"Not In Love" è decisamente il mio pezzo preferito, seguito da "Suffocation" e "Celestica". Tutte uguali. Purtroppo sul disco il pezzo è diverso e non c'è Robert Smith. Questa è la single version. Nell'album version la voce fa schifo.

Il video è fatto di confuse immagini in sovrimpressione.

Canzone 6.5 (single version)
Video 5.5

Hercules & Love Affair - My House

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L'attesissimo (non da me) secondo album del duo newyorchese Hercules & Love Affair esce esattamente fra tre settimane ed è già prenotabile qui di fianco su Amazon (paraculismi).
Il primo album, omonimo, non era pane per i miei denti, ma un perchè ce l'aveva. Non chiedetemi quale, non lo so. Magari la voce di Antony. Magari i suoni vintage, il sapore settantiano. Oppure le divagazioni più astratte.
Questo nuovo primo singolo il perchè non ce l'ha, a meno che non sentiate la nostalgia delle compilation Hit Mania Dance della prima metà degli anni '90. Non siamo così distanti dai suoni del 2008, ma ancora il 9.1 su Pitchfork non c'è stato e io mi permetto di fare lo sbruffone. Perderò la credibilità quando mi beccherete a ballarla. La voce fuori tempo massimo è di Shaun J. Wright, uno sconosciuto notato da Andy Butler in mezzo al pubblico di suo concerto in virtù delle sue treccine alla Rick James. Dice Butler: "That guy is who we're playing the show for tonight, because he looks like he gets it like no one else gets it". Benissimo, I don't get it.

Invece il video sì, lo capisco. Le immagini coincidono con le note. Sono da primi anni '90 i movimenti, gli effetti visivi, il montaggio, costumi, ambientazione... Tutto. Un tocco geniale sono i break pubblicitari, le pause e i disturbi analogici della trasmissione. Lo so, sono incoerente: qua col video colgo l'ironia, lì con la musica sono in imbarazzo per quello che mi sembra reazionario. Facciamocene una ragione.
Dirige Price James, che se ho capito bene è questo qua.

Canzone 5.2
Video 7.8


Grinderman - Evil

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Il Vampyroteuthis Infernalis, meglio conosciuto come calamaro vampiro, è un cefalopode dal sangue blu che vive nelle profondità prive di luce degli oceani temperati e tropicali. Si ciba prevalentemente di crostacei di piccole dimensioni, si difende emettendo nuvole di muco bluastro luminescente e, che io sappia, non è ancora diventato protagonista di un film della Asylum (bisognerebbe chiedere ai 400 calci).
È invece il protagonista di questo video dei Grinderman girato da John Hillcoat, il regista di The Proposition e The Road. Non so il calamaro, ma io mi offenderei a essere preso come soggetto per un video che si chiama "Male". A meno che non sia una trappola e l'australiano ci stia dicendo che in realtà il Male è il co-protagonista, un canarino arancione che ruota la testa come Linda Blair nell'Esorcista. In questo caso il video mi starebbe anche simpatico. Ma poi mostra il calamaro che si rivolta come un guanto e noi pensiamo "oh no, allora è veramente lui il cattivo". Bastardo, John Hillcoat: lui si è solo rifugiato nella "posizione ad ananas", nella quale "inverte la sua tunica sopra il corpo, presentando una forma apparentemente più grossa e molto più scura coperta di cirri innocui ma apparentemente minacciosi" (da Wikipedia). Insomma, si è spaventato. E rimane totalmente inoffensivo essendo lungo massimo 30 cm, tentacoli compresi.
Per concludere, il più squallido caso di strumentalizzazione di un calamaro vampiro a cui io abbia mai assistito. Il Male siete voi.

Per la cronaca, video e canzone sono pallosi, nonostante i 2 minuti e 59 secondi (salvo il primo perchè un po' suggestivo lo è). Complimenti.

Canzone 5.4
Video 6.2


Oh No Ono - The Tea Party

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E torniamo a parlare di Danimarca dopo la digressione su Skive nel post su Mind, Drips dei Neon Indian. Divertente quel post, eh?
Stavolta invece che a Skive andiamo ad Aalborg, che a differenza della prima almeno qualche volta l'abbiamo sentita nominare. Coppa UEFA, secondo me. Da Aalborg provengono gli Oh No Ono, che come monicker mi piace, sa di negazione della tipa di John Lennon. Eggs, l'album da cui è tratta "The Tea Party", ricorda vagamente gli Animal Collective, dove il "vagamente" ha da intendersi come "gli piacerebbe" (oltre che come "poco, ma l'ho letto in una recensione"). Se infatti la musica è fatta da strutture pop su cui si innestano deviazioni psichedeliche, qui il suono e gli effetti non sono abbastanza devianti, c'è fin troppa melodia (a volte stucchevole) e le tracce di Animal Collective si riducono ai filtri applicati alla voce altissima del cantante. Gli episodi più riusciti rimangono allora i più quadrati: questa per esempio mi piace tanto, giusto per ricordarvi che i suoni ottantiani mi fregano sempre.

Anche il video è derivativo degli AC: vi ricordate "Who Could Win A Rabbit"? Anche qui ci sono pupazzi su ruote, anche qui uno cade. Ma mentre là c'era la violenza, qua c'è emarginazione e moto da cross. Insomma, tutto un po' moscio. Diretto da Tobias Stretch.

Canzone 5.3 (l'album è meglio)
Video 6.1