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Moby - Sevastopol

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Leggo su Spinner che il 17 maggio corrente anno uscirà il nuovo album di Richard Melville Hall, al secolo Moby. Si chiamerà Destroyed e lui lo definisce "broken down melodic electronic music for empty cities at 2 a.m". Che poesia!

In anteprima sul suo sito si trova un EP gratuito contenente tre tracce, per ciascuna delle quali è stato girato un video. "Sevastopol", la prima, è un brano strumentale dal sapore un po' retrò, con base techno bella metallica e tanto synth che espande il suono (se volete qua potete ammirare un po' della sua strumentazione). Mi piace.

Il video è girato da Moby stesso in 36 ore di viaggio New York-São Paulo-New York. Nulla di che, ma per stavolta ci va bene così.

Canzone 7.7
Video 6.0


J. Dilla: Still Shining Documentary

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James Dewitt Yancey è morto cinque anni fa esatti per arresto cardiaco. Soffriva di porpora trombotica trombocitopenica, un raro disordine del sistema circolatorio caratterizzato dalla coagulazione spontanea di piastrine e conseguente formazione di microtrombi nei vasi sanguigni di dimensioni più ridotte; il tutto complicato da lupus.
Aveva pubblicato da pochi giorni Donuts, (forse) il suo capolavoro.

Tre giorni fa sarebbe stato il suo trentasettesimo compleanno e per l'occasione il filmmaker Brian Atkins ha pubblicato su web un "documentario" realizzato a partire dal 2006, dal suo funerale. Sul suo tumblr Atkins scrive
This is not a “J.Dilla 101” documentary.
Non sono d'accordo: se Dilla è conoscibile attraverso il suo ultimo disco (non postumo), e lo è, allora è anche conoscibile attraverso questo tributo dedicato a chi già lo conosceva. Come Donuts è una raccolta di frammenti "sperimentali" (cosa in J Dilla non lo è?) prodotti a partire dal soul della sua infanzia a Detroit, così questo Still Shining è un collage di frammenti. C'è Dilla che parla, Dilla che suona, Bilal che parla di Dilla, Common che parla di Dilla, Questlove che parla di Dilla, Pete Rock che parla di Dilla, Erykah Badu che parla di Dilla, etc...

Io vorrei tantissimo scrivere un bel pezzo chilometrico su di lui, sul perchè sia così influente, sul perchè ce ne riempiamo così tanto la bocca anche noi che altro hip hop non ne ascoltiamo. Vorrei capire se mi piace perchè capisco il suono o se capisco il suono perchè mi piace. E se il suono di J Dilla sia veramente da capire o se sia meglio un ascolto che non lo segmenti nelle sue parti soul, funk, electro... Vorrei sapere tutto questo e vorrei dirvelo.

Ma ve lo dicono meglio loro che l'hanno amato e hanno lavorato con lui: Common, che guarda Dilla mettere su un LP e pensa "I'm blessed" per averlo come produttore (minuto 29:05); Questlove, che vi spiega la complessità di un beat di J Dilla (18:46); Moni Love, che semplicemente descrive la sua musica dicendo "whenever you listen to a Jay Dee beat you get the feelgood" e vi dà una dimostrazione di cosa "the feelgood" sia (8:05). E, a costo di essere patetici, ve lo fanno capire sua madre e sua figlia che al funerale tengono insieme il tempo di un suo beat (35:31).

Oppure, come dice un altro tizio a metà video, "let the music speak for itself": "Workinonit".

Suuns - Pie IX

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Non ho mai ben capito la storia dell'NSFW, o forse non ho mai conosciuto un posto di lavoro in cui fosse lecito perdere tempo guardando videoclip o pagine web sexually related, purchè non si vedano esplicitamente i capezzoli, le vulve e i peni.
Perchè di questo si tratta: due persone che fanno sesso vestite, senza inquadrature sui genitali, sono contenuto safe for work. O sbaglio?

Beh, qui fate attenzione, si vedono delle tette nude.

Quel porcellone di Frédérique Bérubé, l'uomo dal nome contenente il maggior numero di accenti acuti del mondo, realizza un video a immagini intermittenti rigorosamente in bianco e nero, dove una ragazza nuda si muove sensualmente mentre i Suuns suonano.

L'effetto è ossessivo e si sposa perfettamente con l'alienante ritmo di "Pie IX", un pezzo Suicidiano se non fosse che sopra al disturbante tappeto elettronico si stendono "veri strumenti" (batteria e chitarra elettrica).
Zeroes QC, debutto su Secretly Canadian, è un album discontinuo, il cui suono non si è ancora fatto organico, e tra le sue 11 tracce si alternano esperimenti post punk e pezzi più compiutamente indie rock.

Canzone 7.3
Video 6.8


I'm From Barcelona - Get In Line

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Giuro che volevo scrivere una cosa tipo: "quando è troppo è troppo". Oppure: "basta, c'è un limite a tutto".
Invece vincono loro.

Da giovane compravo Metal Shock e mi ricordo che un giorno Gianluca Grazioli mi convinse a comprare qualche disco death metal scrivendo "in Svezia hanno il segreto della melodia".
Aveva ragione, e vale anche per gli I'm From Barcelona. Il nuovo disco Forever Today esce il 19 aprile su Mute Records.

Video inutile.

Canzone 8.2
Video 5.0


Crystal Fighters - At Home

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Dopo circa mezza giornata a pensare che si trattasse dei Crystal Castles, ho capito che no, erano degli altri. Mi ha fregato il fermo immagine Vimeo: ero convinto fosse la regazzina in copertina sull'ultimo disco del duo americano.
I Fighters invece sono cinque, vengono dalla Spagna e sono così freschi da non avere ancora una pagina Wikipedia. Vitaminic li definisce rivelazione e vi regala i biglietti per i loro concerti in Italia, oltre che un picture disc (non vorrei suggerire inquietanti paragoni, ma anche Adolf Hitler faceva i picture disc: eccone uno).
Ma bando alle ciance: i Crystal Fighters fanno elettronica con strumenti baschi e sintetizzatori. Il loro disco d'esordio Star Of Love è disponibile in streaming su Soundcloud. Altrimenti potete ammirarne l'eclettismo in questa live performance da Jools Holland.
[Piccola digressione scevra di giudizi. Jools Holland è stato fondatore e tastierista degli Squeeze ("Cool For Cats", per rinfrescarvi la memoria), poi artista solista, poi presentatore televisivo di uno show musicale su BBC Two, secondo canale nazionale britannico. Vi invito a guardare la lista di ospiti del programma in 19 anni di attività e poi a pensare alla RAI.]

"At Home" è un pezzo melodico, quasi troppo, le cui sonorità anni 80 prevalgono sulla matrice "indiepop coi cori". Probabilmente la cosa più lontana dai miei gusti dell'intero album. Meglio le cose electro-techno oppure quelle latine, e il bello è che le due cose non sono mutualmente esclusive ("Follow", "Plage").

Nel video, girato con perizia, i cinque spagnoli vagano per una casa abbandonata facendo sfoggio delle loro facce, una dall'espressione più furba dell'altra (scherzo, i mentalmente disabili sono solo due). Ridono e giocano nel giardino, rompono oggetti e lanciano bastoni nello stagno... Ah, l'irrefrenabile desiderio di gettare cose nell'acqua: chi me lo sa spiegare? Poi trovano un tesoro in una cassa e proprio quando la aprono la telecamera si ritira pudicamente dietro un angolo. Chissà cos'era la nebbiolina bianca che fuoriusciva.
Dai, passabile. Dirige Ferry Gouw, illustratore, musicista e videomaker indonesiano dal curriculum già invidiabile avendo lavorato con Simian Mobile Disco, Bloc Party, Bryan Ferry, Vampire Weekend...

Canzone 6.1
Video 6.8


Bilal - Levels

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Dall'acclamatissimo terzo album di Bilal, il video di "Levels", diretto dall'acclamatissimo Flying Lotus (anche-conosciuto-come Steven Ellison).
Avendo appena ascoltato per la terza volta di seguito Airtight's Revenge, il disco di cui sopra, ve lo dico: ci sono alte probabilità che possa essere uno dei vostri dischi dell'anno 2010. Diciamo che è il lato luminoso di Cosmogramma, poichè partendo dalla stessa matrice J Dilliana (Bilal è parte dei Soulquarians) si concentra sulle forme più convenzionali per realizzare una gemma neo soul, mentre Fly-Lo aveva portato il suono oltre i suoi limiti.
"Levels" è uno dei pezzi più sperimentali e, probabilmente per questo, il mio preferito. Tanta elettronica, il basso di Thundercat-Stephen Brunner, distorsioni, riverberi, ritmo percussivo e accordi jazz di pianoforte. Tutto quel che c'è nell'ampio spettro tra il bebop e l'avanthop. E ribadisco che stiamo parlando di un disco soul. Capolavoro.

Il video si ispira esplicitamente a quello girato da Special Problems per Mmm Hmm di Flying Lotus, trait d'union principale la presenza di Thundercat in entrambi i pezzi. Il bassista ricompare anche nel video con lo stesso copricapo pellerossa. Il paesaggio "spaziale" è simile ma i toni fricchettoni-psichedelici, quasi non fossero sufficienti nel primo video, sono qui calcati all'inverosimile, tanto che si fa fatica a scorgere la produzione dietro la post-produzione. Avant-visionario.

Ah, qui potete ascoltare il remix firmato Fly-Lo e qui quello a firma KenBts. che compaiono sull'EP di Levels.

Canzone 9.1 (il mio primo voto oltre il 9!)
Video 7.5

Led Bib - Is That A Woodblock?

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Voi non potete immaginare la gioia nello scovare finalmente un Video Jazz.
Giorni, settimane, mesi passati a setacciare la rete alla ricerca di qualcosa che sia allo stesso tempo meritevole, nuovo e cazzuto. Invece niente. In mezzo all'indiepoprock e l'electrosynthhouse c'è poco altro, e gli esemplari jazz sono più rari di una mosca bianca.

Che poi, ve lo dico, io l'indiepoprock lo ascolto solo per poter umiliare quelli che nel 2010 mi dicono "ah, ho scoperto un tizio che si chiama Soj.. Stev.. Sufjan Stevens". Giuro, è successo due mesi fa. Metti che non ascolto più niente e che fra tre mesi non posso ferire con sprezzante condiscendenza un amico che scopre in ritardo James Blake.
Con l'electrosynthhouse il discorso è simile: serve per stare al passo con quelli che la ascoltano davvero ed evitare di essere umiliato per contrappasso.
Il 90% del tempo, però, ascolto Ken Vandermark e William Parker. E Matthew Shipp.
Solo che loro i video non li fanno. Il che è una cosa logica e razionale, se si pensa ai meccanismi di commercializzazione del jazz e al mercato che ha. E io nel frattempo soffro in silenzio, al massimo guardo un'intervista qui e uno spezzone di concerto là.

Oggi però festeggio: in occasione dell'uscita (fra due settimane) del quinto album Bring Your Own, i Led Bib hanno fatto un video. Non è la prima volta, in verità: un anno e mezzo fa era comparso quest'altro ad accompagnare un pezzo di Sensible Shoes, l'album finalista al Mercury Prize 2009 che ha regalato loro un po' di meritata celebrità (si fa per dire).
I Led Bib hanno un suono freschissimo, che a solide basi tra rock, jazz e funk (basso invece che contrabbasso) sovrappone i suoni elettronici e noise della tastiera. A dominare il tutto, l'interplay unico dei due alto-saxofonisti, fatto di tanti unisoni e tanti ostinati. Il risultato è jazz eccitante, avventuroso e libero senza che ci sia bisogno di sfociare nella free improvisation.

Però. Non sono pienamente convinto della scelta di questo pezzo per il video: temo che l'assalto in grande stile d'apertura si interrompa troppo presto (30 secondi!), e che l'ascoltatore rischi di perdersi nel magma elettrico da cui emerge l'assolo di sax (contradditoriamente "classico"). Per avere forme più rassicuranti occorre aspettare altri due minuti, quando charleston e basso prendono a incalzarci dimostrando ottimamente le qualità dinamiche del quintetto. La chiusura riprende il tema inziale, ma ci lascia un vago senso di insoddisfazione perchè si conclude altrettanto rapidamente. Forse "Is That A Woodblock?" è un pezzo dall'equilibrio troppo azzardato per fare da biglietto da visita per l'album.

Il video è un'animazione dai diversi stili, difficile da descrivere, ma ben calibrata sui ritmi del brano. Non un capolavoro, tuttavia interessante per la varietà di tecniche e per qualche trovata visiva. Realizzato da Yui Hamagashira, animatrice giapponese trapiantata a Londra che si diletta pure come illustratrice e fotografa.

Canzone 7.5 (sarebbe un 8 se non fossi in disaccordo con la scelta)
Video 7.2

Bag Raiders - Sunlight

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Scommetto che stamattina vi siete svegliati con un tarlo che vi rodeva nel cervello: "ma che fine avrà fatto Dan Black, quello con le magliette da marinaio che cantava 'Who Said' dei Planet Funk?", vi chiedevate.
Ecco la risposta.
Dopo i dimenticabili The Servant, l'inglese ha fatto le cose in proprio, raccogliendo successi a me non pervenuti (e a voi?): un brano "Singolo Gratuito della Settimana" su iTunes UK nel 2009; un altro "Singolo della Settimana" in America a fine dello stesso anno; una collaborazione con Kid Cudi; concerti al SXSW e al Lollapalooza; nomination agli MTV Music Awards per il video di "Symphonies".
Ma soprattutto ha ottenuto fama come peggior photobomber di sempre. Guardate questa patetica galleria in cui Dan Black non riesce a rovinare delle fotografie neanche quando il tutto è una messa in scena per farglielo fare.

Quindi la cosa migliore che ha fatto in questi ultimi otto anni sembrerebbe essere stata il cantare questa "Sunlight", bel brano electro-dance-house prodotto dal duo di dj australiani Bag Raiders (qui ritratti mentre bevono decine di birre allo stadio). "Sunlight" è il secondo singolo tratto dall'album d'esordio omonimo, pubblicato dall'etichetta di Sidney Modular People (o Recordings, non ho ancora capito). Sembra un remix house dei Cut Copy. Quindi tanti buoni sentimenti e tanta estate. Spiagge, ma australiane invece che baleariche.
#cosecheseleascoltialmattinopotrebberomettertidibuonumoreperilrestodellagiornata

Il video, nel suo piccolo, ha conquistato frotte di fan sull'internet. Sia perchè è perfetto: bella la sceneggiatura, ineccepibile la fotografia, splendido il titolo di testa, indovinatissimi i colori, carino lo scimpanzè.
Sia perchè il tutto è evidentemente hipster.
Ma soprattutto perchè la co-protagonista sapiens-sapiens è bellissima e cinematografica come Scarlet Johansson quando la filmava Sofia Coppola. Non riesco a scoprire come si chiama, perdonatemi.
Dirigono Fleur and Manu.

Canzone 7.1
Video 8.4


Crystal Castles feat. Robert Smith - Not In Love

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Tre giorni fa Alice Glass si è rotta una caviglia a Tokyo.

Prima di scrivere ho cercato foto di Alice Glass nuda per voi. Non ho trovato niente. Il meglio è questa foto dove ha il pannolone. Grazie alla ricerca sono finito su questo blog qua.

Robert Smith è il mio musicista preferito di sempre, temo.

Due anni fa ho visto i Crystal Castles dal vivo a Miami. Mi sembravano fastidiosissimi.

I tre tizi che hanno diretto il video si chiamano Nic Brown, David James e Stephen James. In arte Video Marsh. Questo è il trailer di un loro film che uscirà nel 2011. Hanno fatto anche il video di "Odessa" per Caribou.

L'album da cui è tratto questo pezzo l'ho ascoltato e non mi è parso fastidioso. Però una perdita del tempo sì. Diciamo per il 75% del tempo.

Alice Glass ha 22 anni.

La canzone è la cover di un pezzo dei Platinum Blonde, un gruppo new wave canadese che dieci mesi fa è entrato nella Canadian Music and Broadcast Industry Hall of Fame. Il loro chitarrista si chiamava Sergio Galli (ieri e oggi). Guardate e ascoltate l'originale qua.

Il voto di Pitchfork all'album? 8.5.

"Not In Love" è decisamente il mio pezzo preferito, seguito da "Suffocation" e "Celestica". Tutte uguali. Purtroppo sul disco il pezzo è diverso e non c'è Robert Smith. Questa è la single version. Nell'album version la voce fa schifo.

Il video è fatto di confuse immagini in sovrimpressione.

Canzone 6.5 (single version)
Video 5.5

Stereo Total - Tour De France & Violent Love

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Dopo ben nove giorni di latitanza, eccomi di ritorno con una anzi due chicche. Essendo questo un periodo di merda avevo a chiesto a Barry di prendere le redini del blog, ma niente. Se n'è andato a Berlino. Vuole andare al Berghain, pur essendo ormai in età da pensione. Bah.

Le chicche sono due video stile Concerts-À-Emporter che ritraggono una performance degli Stereo Total in Messico, realizzata per il blog Me Hace Ruido (="Io Faccio Rumore") in occasione del concerto del gruppo a Città del Messico. Confido che sappiate cosa siano i Concerts di cui sopra, ma, nel caso vi sfugga, sono sessioni improvvisate per strada a Parigi, ogni settimana realizzate da un artista diverso, registrate in presa diretta da Vincent Moon e pubblicate su La Blogoteque. Ve ne parlerò meglio. Intanto avete tempo per recuperare qui.
I video di Me Hace Ruido sono lontani dalla cura formale dei francesi, ma i risultati giustificano l'operazione: ogni sessione di questo tipo produrrà sempre performance diverse e uniche.
Basta guardare qui sopra e sotto per accorgersene. I due pezzi in questione sono suonati con strumentazione ridotta all'osso, per usare un eufemismo: uno dei requisiti era usare una rivista come sola percussione. È bello vedere qualcuno che sa rendere con così poco.

La prima canzone è una cover di "Tour De France" dei Kraftwerk (guardate il video originale coi quattro crucchi che pedalano), un brano che adoro e che suona meravigliosamente in questa versione (elettro)acustica. Ditemi voi se non è amabile, con la melodia fischiettata all'unisono, gli ansimi, l'attitudine e le occhiate di Brezel... Io me lo scoperei. Lei, invece, non so se l'avete riconosciuta: è la mia professoressa di matematica delle medie.
Sul disco le basi sono le elettroniche e il pezzo è leggermente meno bello.


Il secondo brano, Violent Love, non compare come il precedente sull'ultimo cd Baby Ouh!, almeno non nella versione europea (Disko B). Compare invece sull'LP, o sulla versione USA (Kill Rock Stars). Altra cover, stavolta di un classico blues di Willie Dixon. Qui in Messico, solo chitarra, è quasi una filastrocca horror dove la prof di matematica vuole far sesso violento e francese con me. Brr.

Canzoni 8.0 (perchè la prima mi fa letteralmente impazzire e la seconda, comunque piacevole, non può tirar giù il voto più di tanto)
Video 7.0 (perchè non sono niente di che, ma tra location e Stereo Total io sorrido tantissimo)

Hercules & Love Affair - My House

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L'attesissimo (non da me) secondo album del duo newyorchese Hercules & Love Affair esce esattamente fra tre settimane ed è già prenotabile qui di fianco su Amazon (paraculismi).
Il primo album, omonimo, non era pane per i miei denti, ma un perchè ce l'aveva. Non chiedetemi quale, non lo so. Magari la voce di Antony. Magari i suoni vintage, il sapore settantiano. Oppure le divagazioni più astratte.
Questo nuovo primo singolo il perchè non ce l'ha, a meno che non sentiate la nostalgia delle compilation Hit Mania Dance della prima metà degli anni '90. Non siamo così distanti dai suoni del 2008, ma ancora il 9.1 su Pitchfork non c'è stato e io mi permetto di fare lo sbruffone. Perderò la credibilità quando mi beccherete a ballarla. La voce fuori tempo massimo è di Shaun J. Wright, uno sconosciuto notato da Andy Butler in mezzo al pubblico di suo concerto in virtù delle sue treccine alla Rick James. Dice Butler: "That guy is who we're playing the show for tonight, because he looks like he gets it like no one else gets it". Benissimo, I don't get it.

Invece il video sì, lo capisco. Le immagini coincidono con le note. Sono da primi anni '90 i movimenti, gli effetti visivi, il montaggio, costumi, ambientazione... Tutto. Un tocco geniale sono i break pubblicitari, le pause e i disturbi analogici della trasmissione. Lo so, sono incoerente: qua col video colgo l'ironia, lì con la musica sono in imbarazzo per quello che mi sembra reazionario. Facciamocene una ragione.
Dirige Price James, che se ho capito bene è questo qua.

Canzone 5.2
Video 7.8


Blondes - Virgin Pacific

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Come quasi tutti gli esordienti di questi tempi i Blondes sono due e fanno elettronica. Metà fa dubstep. Loro invece fanno elettronica leggera, quadrata, un po' atmosferica. Chiamiamola dance intima, perchè è fatta sì per ballare ma più che altro con gli amici nella propria cameretta. Oppure d'estate sul patio, ma quando c'è ancora luce. Se io esagero, figuratevi che la loro etichetta li pubblicizza così: "this is probably the closest anyone has gotten to translating the shape of a heart into electronic wave forms". Dance da ascoltare senza fretta.

Camilla Padgitt-Coles si occupa del video, suscitando nel mio cuore a forma di onda elettronica emozioni contrastanti. Ieri, quando l'ho visto, riflettevo così:
"Ma pensa se sei davanti alla tv, capiti per caso su MTV, scopri che c'è un programma con un'ottima programmazione di musica elettronica e all'improvviso il telecomando si rompe mentre parte questo video... Cosa fai? Tiri le testate contro il televisore finchè non sfondi il vetro dello schermo e arrivi al tubo catodico?
Oggi sono meno incarognito e penso che i presupposti qui sopra fossero sbagliati: perchè cazzo un video/pezzo del genere dovrebbe passare su MTV? Il contesto è diverso. Occorrerà piuttosto pensare a un locale minimal-fusion con poca luce, dove i colori e le bande televisive rischiarino il giusto. O magari ai visual di un live-set sognante. E allora viva le immagini di Camilla Parker-Bowles o comecazzosichiama, che parlano proprio di spiagge, alberghi bianchi e mari e cieli dello stesso colore. Insomma, di balearic sound.

Canzone 7.3
Video 7.1


Mount Kimbie - Before I Move Off

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Dopo estenuanti trattative, nella serata di ieri Barry si è deciso a firmare il contratto. Gli ho dovuto alzare i premi: adesso se una sua recensione riceverà più di 500 accessi unici, guadagnerà un bonus di 150 euro, da aggiungersi allo stipendio mensile di 3250 €. Contratto a tempo determinato, scade fra 6 mesi, ma ho diritto di prelazione sugli altri blog per rinnovo. Parla dei Mount Kimbie, che volevo farlo io perchè sono anche uno dei miei dischi dell'anno. Vabbè, in qualche modo mi vendicherò.
Trevor


I Mount Kimbie sono un duo londinese (io convinto che fosse uno fino a ieri) sul quale si potrebbe disquisire allegramente di come, in un modesto scantinato di casa, si siano messi a produrre splendidi pezzi, pregni dell'atmosfera urbana della City, dell'umidità mista a smog che si respira nelle strade, etc. Praticamente la storia di tutti gli artisti dub di Londra tra i 17 e i 24 anni.
Dopo aver pubblicato un paio di EP arrivano al loro primo album Crooks and Lovers che diventa subito uno dei (miei) dischi dell'anno.
Cosa fanno i Mount Kimbie? Fanno dubstep con influenze techno minimal. Fanno ambient e dubstep. Vanno oltre, fanno post-dub, come a molti piace far notare. Fanno pre-dub! Sì, ho letto pure questo.
Ve la dico io la verità, che ce l'ho qui in tasca.
I Mount Kimbie suonano un genere di elettronica che parte chiaramente da matrici dub, ma che trova in se stessa e nella sua predisposizione al mutamento, al sapersi rinnovare, la ragione d'essere. In quanto tale, è un'evoluzione di ciò che era prima. Inutile quindi classificare ciò che non vuole essere classificato. Al massimo riconoscergli di aver fatto qualcosa di riuscito, nella speranza di non dover mai usare quell'inutile parola "experimental". Al loro prossimo album, se ne saranno capaci, reinventeranno il genere, o faranno un mega flop, ripetendosi negli schemi del già sentito altrove.

Il video.
Un viaggio che va dalla Cina al Giappone per passare in mezzo ad altri posti orientali che non ho riconosciuto, fino ad arrivare a New York, attraverso una rutilante sequenza di foto che, perfettamente in sintonia con la musica, compongono un puzzle di colori, volti, luoghi, situazioni, sequenze stop-motion. Davvero notevole la quantità di scatti, alcuni poi sono davvero fighissimi.

Canzone 7.1
Video 7.6

David Lynch - Good Day Today + I Know

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Forse non avevate sentito la notizia, ma poco più di un mese e mezzo fa sono usciti due singoli di David Lynch. No, non il leader del movimento neonazista American Front, bensì quello che fa i film in California. E che è amico di neonazisti. Vabbè, se non avete sentito neanche quella notizia (qui il video), cosa ci state a fare su Internet?
Tornando a noi, il David Lynch a cui vogliamo bene ha pubblicato due singoli electro attraverso l'etichetta indipendente Sunday Best Recordings.
La cosa strana è che sono anche belli. "Good Day Today" ha il suono di sintetizzatore proprio come piace a me, soffice ed elegante tipo i Booka Shade. "I Know" invece è un blues elettronico che coniuga il Nick Cave eroinomane con, boh, Tricky? Niente di trascendentale, però di roba più brutta di questa e fatta da gente che lo fa per lavoro, ne esce parecchia.
Non è la prima volta che Lynch fa cose in ambito musicale (come non pensare a quel capolavoro che è Dark Night Of The Soul?), ma stavolta la cosa ha un nonsoche di più serio. Tipo che se l'anno prossimo invece che al Festival di Venezia lo trovassi a Dissonanze non mi stupirei.

Ma veniamo al dunque.
Per entrambi i pezzi, David Lynch, che con la telecamera ci sa fare, ha chiesto al Web attraverso concorso di girargli i video. La competizione ha premiato due videomaker su 450 iscrizioni. Arnold De Parscau e Tamar Drachli oltre alla gloria imperitura hanno vinto 2000 sterline.

1. Arnold De Parscau - Good Day Today


Arnold, che è uno studente 22enne, ha girato il video con una Canon EOS 5D (economica, eh?) e altro materiale preso in prestito a scuola. Il video è (forse un po' banalmente, visto che la scelta è stata compiuta proprio dal regista di Eraserhead) derivativo: i simboli freudiani, la mostruosità della famiglia, la materializzazione dell'inconscio, la permeabilità tra reale e inconscio... Tutto molto lynchiano. C'è la violenza, manca solo il sesso (manca davvero?). Insomma, il video è fatto benissimo e contrappunta perfettamente la regolarità e apparente ordinarietà del brano musicale. Ribadisco: stupisce la scelta... Allora tanto valeva girarselo da soli, no, David?

Canzone 6.4
Video 8.1


2. Tamar Drachli - I Know


Forse leggermente meno lynchiano il video di "I Know". Non so leggere l'ebraico, ma questo dovrebbe essere il suo sito. Israeliana 28enne, Tamar ha girato il video su una Canon EOS 7D per risparmiare (le tirano dietro, io ne ho 5) e con sola luce naturale. Pazzesco cosa si riesca a fare con una macchina fotografica nel 2010.
La regia è più complessa, fatta di movimenti con la camera a mano, close-up, dettagli, continui tagli del montaggio e cambi di ritmo. Trama metacinematografica, dove un uomo cerca di riportare indietro con un telecomando la donna che l'ha lasciato. Anche il possesso del corpo da parte del medium è molto lynchiano, e nel video le scene in questo senso più estreme sono le migliori. Fantastico.

Canzone 7.0 (anche se lui ha una voce veramente orribile)
Video 8.6


Altro - Ninja Tune XX Documentary

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Quando nel 1986 vivevo a Londra e ancora lavoravo al mercato del pesce di Billingsgate Market, uscivo spesso con Matt e Jonathan, due sfigati conosciutisi da poco e diventati amici perchè condividevano l'ambizione di diventare Dj. Erano tempi duri, soprattutto perchè alla Thatcher non piaceva l'elettronica e trovare qualcuno che ti producesse un disco era quasi impossibile. Si parla tanto dei minatori, ma non è che a noi andasse molto meglio. Mi ricordo che spesso parlavamo della necessità di fondare un'etichetta indipendente, ma poi io tornai in Italia e mi dedicai ad altro, tipo la scuola elementare.
Loro invece ci provarono davvero, prima con la Ahead Of Our Time, che come il nome suggerisce non andava bene per l'epoca, e poi nel 1990 con la Ninja Tune. Oggi la Ninja Tune ha 20 21 anni ed è un'istituzione sacra (al pari della Warp fondata l'anno precedente). Ci pubblica gente come Amon Tobin, Mr. Scruff, i Jaga Jazzist, la Cinematic Orchestra... Con un rooster così è normale montarsi la testa e infatti a nome Ninja Tune sono usciti addirittura libri e dvd.
Per festeggiare l'anniversario sono stati pubblicati una compilation e un box contenente tantissime cosine desiderabilissime, sono stati registrati mix (gratuitamente prelevabili su Soundcloud) e infine sono state organizzate feste.

Il documentario qua sopra è girato durante il party celebrativo tenutosi il 2 ottobre scorso a Londra (oltre a me era invitata a suonare un sacco di gente che non vi elenco ma che potete trovare sul sito dedicato). Ci sono interviste ai protagonisti, spezzoni di performance live e un sacco di foto e memorabilia che descrivono meglio di qualsiasi altra cosa questi 20 anni di musica ai massimi livelli.
Chicca per gli appassionati, un po' inutile per gli altri.
Però se vi siete scordati di fargli gli auguri potete almeno darci un'occhiata.


Sam Prekop - The Silhouettes

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Qualche mese fa Sam Prekop dei Sea and Cake se n'è uscito con un terzo album solista che non aveva niente a che fare coi due precedenti. Fissando come regole quelle di: 1) niente vocals; 2) niente chitarre; 3) niente battiti, ha registrato 9 brani elettronici difficilmente catalogabili. Il suono è quasi esclusivamente quello di un sintetizzatore modulare e quindi il materiale è fondamentalmente improvvisazione riarrangiata da Prekop nei mesi invernali dello scorso anno. Album sperimentale, ma curiosamente accessibile perchè percorso da trame necessariamente da seguire e ricostruire. Non aspettatevi niente come "The Silhouettes", però: il grosso dell'album è più astratto, più droneggiante e glitcheggiante; le "melodie" si sviluppano quando meno ce lo si aspetta.

Il video è di delicatezza rara. Jordan Kim dirige un'animazione caratterizzata da colori pastello sfumati con naturalezza, dove la cura e il rigore delle forme realizzano un capolavoro di design. La trama è infantilmente poetica e adorabile, oltre che misurata sulla musica. Piacerà sicuramente a Sam Prekop che è anche un pittore.

Canzone 7.3
Video 8.1


!!! - Jamie My Intentions Are Bass

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Un po' in ritardo, ma bel video per una band a cui volevamo tanto bene.
Non è plurale maiestatis, è che scommetto che sette anni fa anche voi pensavate fossero la cosa più fica del pianeta. Vi ricordate i bei tempi di Me And Giuliani Down By The Schoolyard? Beh, riascoltatevela lo stesso.
Con gli anni l'hype è calato e quest'ultimo Strange Weather, Isn't It, chi è che l'ha veramente cagato? Non io. Poi però capita di vedere questo video e ci si pente. "Jamie My Intentions Are Bass" è ancora il meglio che c'è in giro nel dance-punk-funk. Sarò felice di essere smentito, se ne siete in grado.

Il video è abbastanza impeccabile. Si apre con dei titoli di testa fantastici e poi segue il cantante nella sua ricerca di Jamie, nel cui vaso vuole piantare i suoi fiori. Di solito sono moralista e non sopporto la sessualità maschilista del 75% dei video, ma qua mi diverto e apprezzo l'ironia e la maestria del regista Saman Keshavarz. Grandissimi la gestione degli spazi e il montaggio che permettono prima un finto piano sequenza e poi ritmo e forza nelle allusioni sessuali. Belli anche colori, costumi e ambientazione anni '60.

Canzone 7.5
Video 7.8


Neon Indian - Mind, Drips

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Questo ormai l'avrete già visto e sentito tutti. Avrete anche già letto dei sintetizzatori video e del fatto che in quest'occasione vengono usati per la prima volta. Al massimo io posso dirvi che potete ordinarli su questo sito, che il tizio che l'ha girato si chiama Lars Larsen e che in Danimarca c'è un calciatore che ha il suo stesso nome.
Questo calciatore gioca nello Skive IK, squadra di Skive, cittadina di circa 20.000 abitanti situata nel bel mezzo della penisola dello Jutland. Se volete andarci vi consiglio di cercare un volo per Aarhus che si trova a soli 90 km da Skive.
Ok, non c'entra.
È che a me gli effetti col sintetizzatore di questo video non dicono niente. La cosa che mi emoziona di più è il buco nel letto. Poi magari fra 100 anni Lars Larsen varrà come i fratelli Lumière. Lars Larsen l'artista multimediale, non il calciatore.

La canzone non mi dispiace e l'album da cui è tratta è stato giudicato uno dei migliori dell'anno, ma si parla dell'anno scorso. Io non l'ho neanche sentito. Ormai è troppo tardi.
Mi sento inadeguato.

Canzone 6.4
Video 5.2


P.S.
Se volete sapere qualcosa dell'album leggetene qui o qui.

Daft Punk - Derezzed

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Dal film più atteso dell'anno, la colonna sonora più attesa dell'anno. Realizzata dal gruppo più atteso di sempre: in 17 anni di carriera i Daft Punk hanno pubblicato solamente tre dischi in studio ed era dal 2006 che non usciva qualcosa.
Quest'ultimo album non l'ho sentito, così come non ho visto il film (esce fra un mese in Italia e la settimana prossima nel resto del mondo), ma sono così affezionato al Tron originale che non sarò minimamente oggettivo: video e canzone sono capolavori.
No, scherzo.
Diciamo innanzitutto che l'operazione è abbastanza facile, tipo un rigore a porta vuota: il Tron originale è un cult che ha influenzato i due fin da quando erano bambini; il nuovo potrebbe essere il film più costoso della storia del cinema ed è chiaramente fatto apposta per loro (o viceversa?). E infatti video e canzone non deludono, complice la durata inferiore ai 3 minuti.
La canzone non sorprende, è la loro classica electro-house e non vediamo l'ora di sentirla sui dancefloor di tutto il mondo. (In realtà io sono vecchio, stanco e a ballare non ci vado più.)

Il video invece sorprende, perchè all'estetica fighetta e luccicante di Tron: Legacy preferisce quella di Tron. I due dj entrano da Flynn's, inseriscono due gettoni in un videogame chiamato "Derezzed" e si ritrovano nei paesaggi in primitiva computer grafica del film dell'82. Giusto tributo alle visioni che 30 anni fa hanno lasciato segni nell'immaginario più profondi di quanto mai potrà fare il nuovo film.

Canzone 7.0
Video 7.6
(per la scelta)

Flying Lotus - Zodiac Shit

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La Warp forse non è più l'etichetta più cool del mondo, l'IDM ormai puzza un po' di stantio e Aphex Twin ha 40 anni. Ma nonostante le trenodie cantate in rete, almeno due dei dischi migliori di quest'anno sono pubblicati da loro: Gonjasufi (che a me non ha fatto impazzire) e l'ultimo Flying Lotus. Cosmogramma non è perfetto, ma è un mirabile viaggio multidirezionale che tocca hip-hop, free-jazz, house, funk e chi più ne ha più ne metta. Impossibile estrarne "canzoni", anche se la presenza di Thom Yorke parrebbe suggerire il contrario. Tra sampling di scuola J Dilla e massiccia presenza di strumenti suonati dal vivo, l'album significa molto di più della somma delle sue parti.
"Zodiac Shit" da sola non descrive abbastanza. Suona come un collage alla Dj Shadow, ovvero una solida base ritmica che viene espansa da un campionamento orchestrale.

Il video replica perfettamente la continua mutevolezza del suono, la sua costruzione, il suo continuo rimandare ad altro, dentro o fuori i confini del disco. Le animazioni di Adam Fuchs, in arte Lilfuchs, raccontano uno zodiaco animale in cui tutto è diverso da se stesso, in cui linee e colori si piegano e modificano per descrivere paesaggi mentali. Così come fanno i dischi di Steven Ellison, in arte Flying Lotus.

Canzone 8.3 (perchè frammento del disco)
Video 7.5