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Moby - Sevastopol

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Leggo su Spinner che il 17 maggio corrente anno uscirà il nuovo album di Richard Melville Hall, al secolo Moby. Si chiamerà Destroyed e lui lo definisce "broken down melodic electronic music for empty cities at 2 a.m". Che poesia!

In anteprima sul suo sito si trova un EP gratuito contenente tre tracce, per ciascuna delle quali è stato girato un video. "Sevastopol", la prima, è un brano strumentale dal sapore un po' retrò, con base techno bella metallica e tanto synth che espande il suono (se volete qua potete ammirare un po' della sua strumentazione). Mi piace.

Il video è girato da Moby stesso in 36 ore di viaggio New York-São Paulo-New York. Nulla di che, ma per stavolta ci va bene così.

Canzone 7.7
Video 6.0


Suuns - Pie IX

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Non ho mai ben capito la storia dell'NSFW, o forse non ho mai conosciuto un posto di lavoro in cui fosse lecito perdere tempo guardando videoclip o pagine web sexually related, purchè non si vedano esplicitamente i capezzoli, le vulve e i peni.
Perchè di questo si tratta: due persone che fanno sesso vestite, senza inquadrature sui genitali, sono contenuto safe for work. O sbaglio?

Beh, qui fate attenzione, si vedono delle tette nude.

Quel porcellone di Frédérique Bérubé, l'uomo dal nome contenente il maggior numero di accenti acuti del mondo, realizza un video a immagini intermittenti rigorosamente in bianco e nero, dove una ragazza nuda si muove sensualmente mentre i Suuns suonano.

L'effetto è ossessivo e si sposa perfettamente con l'alienante ritmo di "Pie IX", un pezzo Suicidiano se non fosse che sopra al disturbante tappeto elettronico si stendono "veri strumenti" (batteria e chitarra elettrica).
Zeroes QC, debutto su Secretly Canadian, è un album discontinuo, il cui suono non si è ancora fatto organico, e tra le sue 11 tracce si alternano esperimenti post punk e pezzi più compiutamente indie rock.

Canzone 7.3
Video 6.8


Led Bib - Is That A Woodblock?

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Voi non potete immaginare la gioia nello scovare finalmente un Video Jazz.
Giorni, settimane, mesi passati a setacciare la rete alla ricerca di qualcosa che sia allo stesso tempo meritevole, nuovo e cazzuto. Invece niente. In mezzo all'indiepoprock e l'electrosynthhouse c'è poco altro, e gli esemplari jazz sono più rari di una mosca bianca.

Che poi, ve lo dico, io l'indiepoprock lo ascolto solo per poter umiliare quelli che nel 2010 mi dicono "ah, ho scoperto un tizio che si chiama Soj.. Stev.. Sufjan Stevens". Giuro, è successo due mesi fa. Metti che non ascolto più niente e che fra tre mesi non posso ferire con sprezzante condiscendenza un amico che scopre in ritardo James Blake.
Con l'electrosynthhouse il discorso è simile: serve per stare al passo con quelli che la ascoltano davvero ed evitare di essere umiliato per contrappasso.
Il 90% del tempo, però, ascolto Ken Vandermark e William Parker. E Matthew Shipp.
Solo che loro i video non li fanno. Il che è una cosa logica e razionale, se si pensa ai meccanismi di commercializzazione del jazz e al mercato che ha. E io nel frattempo soffro in silenzio, al massimo guardo un'intervista qui e uno spezzone di concerto là.

Oggi però festeggio: in occasione dell'uscita (fra due settimane) del quinto album Bring Your Own, i Led Bib hanno fatto un video. Non è la prima volta, in verità: un anno e mezzo fa era comparso quest'altro ad accompagnare un pezzo di Sensible Shoes, l'album finalista al Mercury Prize 2009 che ha regalato loro un po' di meritata celebrità (si fa per dire).
I Led Bib hanno un suono freschissimo, che a solide basi tra rock, jazz e funk (basso invece che contrabbasso) sovrappone i suoni elettronici e noise della tastiera. A dominare il tutto, l'interplay unico dei due alto-saxofonisti, fatto di tanti unisoni e tanti ostinati. Il risultato è jazz eccitante, avventuroso e libero senza che ci sia bisogno di sfociare nella free improvisation.

Però. Non sono pienamente convinto della scelta di questo pezzo per il video: temo che l'assalto in grande stile d'apertura si interrompa troppo presto (30 secondi!), e che l'ascoltatore rischi di perdersi nel magma elettrico da cui emerge l'assolo di sax (contradditoriamente "classico"). Per avere forme più rassicuranti occorre aspettare altri due minuti, quando charleston e basso prendono a incalzarci dimostrando ottimamente le qualità dinamiche del quintetto. La chiusura riprende il tema inziale, ma ci lascia un vago senso di insoddisfazione perchè si conclude altrettanto rapidamente. Forse "Is That A Woodblock?" è un pezzo dall'equilibrio troppo azzardato per fare da biglietto da visita per l'album.

Il video è un'animazione dai diversi stili, difficile da descrivere, ma ben calibrata sui ritmi del brano. Non un capolavoro, tuttavia interessante per la varietà di tecniche e per qualche trovata visiva. Realizzato da Yui Hamagashira, animatrice giapponese trapiantata a Londra che si diletta pure come illustratrice e fotografa.

Canzone 7.5 (sarebbe un 8 se non fossi in disaccordo con la scelta)
Video 7.2

Bag Raiders - Sunlight

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Scommetto che stamattina vi siete svegliati con un tarlo che vi rodeva nel cervello: "ma che fine avrà fatto Dan Black, quello con le magliette da marinaio che cantava 'Who Said' dei Planet Funk?", vi chiedevate.
Ecco la risposta.
Dopo i dimenticabili The Servant, l'inglese ha fatto le cose in proprio, raccogliendo successi a me non pervenuti (e a voi?): un brano "Singolo Gratuito della Settimana" su iTunes UK nel 2009; un altro "Singolo della Settimana" in America a fine dello stesso anno; una collaborazione con Kid Cudi; concerti al SXSW e al Lollapalooza; nomination agli MTV Music Awards per il video di "Symphonies".
Ma soprattutto ha ottenuto fama come peggior photobomber di sempre. Guardate questa patetica galleria in cui Dan Black non riesce a rovinare delle fotografie neanche quando il tutto è una messa in scena per farglielo fare.

Quindi la cosa migliore che ha fatto in questi ultimi otto anni sembrerebbe essere stata il cantare questa "Sunlight", bel brano electro-dance-house prodotto dal duo di dj australiani Bag Raiders (qui ritratti mentre bevono decine di birre allo stadio). "Sunlight" è il secondo singolo tratto dall'album d'esordio omonimo, pubblicato dall'etichetta di Sidney Modular People (o Recordings, non ho ancora capito). Sembra un remix house dei Cut Copy. Quindi tanti buoni sentimenti e tanta estate. Spiagge, ma australiane invece che baleariche.
#cosecheseleascoltialmattinopotrebberomettertidibuonumoreperilrestodellagiornata

Il video, nel suo piccolo, ha conquistato frotte di fan sull'internet. Sia perchè è perfetto: bella la sceneggiatura, ineccepibile la fotografia, splendido il titolo di testa, indovinatissimi i colori, carino lo scimpanzè.
Sia perchè il tutto è evidentemente hipster.
Ma soprattutto perchè la co-protagonista sapiens-sapiens è bellissima e cinematografica come Scarlet Johansson quando la filmava Sofia Coppola. Non riesco a scoprire come si chiama, perdonatemi.
Dirigono Fleur and Manu.

Canzone 7.1
Video 8.4


That Fucking Tank - Mr Blood

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Abbiamo già spiegato in occasione del video di Joan As Police Woman che all'interno del genere "video musicale" c'è un sottogenere non abbastanza stimato, di cui non ci stancheremo mai di parlare: quello "video musicale con culturista seminudo". Potete considerare tutti i post estranei all'argomento come contorno rispetto al focus del blog.

Perchè ci piacciono i video di questo tipo?
Perchè riteniamo il corpo del culturista uno dei segni più fruttuosamente polisemici della musicovideografia contemporanea (e in generale della cinematografia). In particolare, ci interessa il corpo maschile palestrato come critica e parodia della mercificazione e sessualizzazione del corpo femminile, proprio all'interno del genere "video musicale". Senza voler fare del moralismo d'accatto, diciamolo: non se ne può più di tette e culi. E non per i problemi ideologici che sottende quel tipo di immagine, ma per la saturazione a cui si è giunti. Non c'è più nulla da aggiungere.
C'è invece tanto da aggiungere sul corpo maschile palestrato. A noi piace il rovesciamento delle gerarchie maschio-femmina e vestito-svestito. Ci piace l'ambiguità sessuale prodotta dall'iperbolizzazione del mascolino. Ci piace il culturismo come modificazione, come coltivazione, come autoformazione; come allegoria biopolitica della "cura del Sè" foucaultiana. Ci piace lo scarto, la sorpresa, gli effetti che questo corpo sa ancora produrre.

Prendiamo il video qua sopra.
Tralasciamo i dettagli tipo ambientazione, fotografia, recitazione ed effetti speciali... Pensiamo invece:
- al bombardamento di immagini sessualizzate dell'inizio;
- alla costrizione e all'impotenza infantile davanti allo schermo multiplo;
- al corpo maschile ipertrofico che produce orgasmicamente le immagini;
- alla sessualizzazione degli oggetti a cui è ridotta la famigliola del mondo esterno;
- alla dilatazione dello sguardo (la famigliola) di fronte al corpo libero dalla mercificazione (il furgone);
- alla ribellione che avviene tramite fuga dentro lo schermo prima, e femminilizzazione del corpo poi;
- alla contro-eiaculazione che termina la produzione di immagini;
- infine, alla "maternità" rivoluzionaria che chiude il video, in un'utopia dove il corpo si sottrae all'identificazione di genere.

Ok, sono un sacco di fregnacce, ma il video è fantastico.
Non perfetto. Per esempio non mi convincono alcune soluzioni formali forse un po' acerbe, oppure la sensazione di "troppo didascalico". Ma il gran ritmo e l'originalità della visione sostengono l'opera. Diretto e prodotto da JakOMat (Jack King e Matt Green).

Mi perdonino i That Fucking Tank, ma di loro so veramente pochissimo. So che sono in tour, proprio in questo momento, con gli italiani In Zaire (Claudio Rocchetti + GI Joe). Sono un duo inglese chitarra (accordata baritonalmente) e batteria, e suonano tra math (non troppo) e noise (non troppo) rock. Strumentale. Pare che dal vivo spacchino. "Mr Blood" è tratta da Tanknology, album del 2009 uscito su Gringo Record (ma non temete, il video è davvero nuovissimo).

Canzone 7.3
Video 8.5


Blondes - Virgin Pacific

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Come quasi tutti gli esordienti di questi tempi i Blondes sono due e fanno elettronica. Metà fa dubstep. Loro invece fanno elettronica leggera, quadrata, un po' atmosferica. Chiamiamola dance intima, perchè è fatta sì per ballare ma più che altro con gli amici nella propria cameretta. Oppure d'estate sul patio, ma quando c'è ancora luce. Se io esagero, figuratevi che la loro etichetta li pubblicizza così: "this is probably the closest anyone has gotten to translating the shape of a heart into electronic wave forms". Dance da ascoltare senza fretta.

Camilla Padgitt-Coles si occupa del video, suscitando nel mio cuore a forma di onda elettronica emozioni contrastanti. Ieri, quando l'ho visto, riflettevo così:
"Ma pensa se sei davanti alla tv, capiti per caso su MTV, scopri che c'è un programma con un'ottima programmazione di musica elettronica e all'improvviso il telecomando si rompe mentre parte questo video... Cosa fai? Tiri le testate contro il televisore finchè non sfondi il vetro dello schermo e arrivi al tubo catodico?
Oggi sono meno incarognito e penso che i presupposti qui sopra fossero sbagliati: perchè cazzo un video/pezzo del genere dovrebbe passare su MTV? Il contesto è diverso. Occorrerà piuttosto pensare a un locale minimal-fusion con poca luce, dove i colori e le bande televisive rischiarino il giusto. O magari ai visual di un live-set sognante. E allora viva le immagini di Camilla Parker-Bowles o comecazzosichiama, che parlano proprio di spiagge, alberghi bianchi e mari e cieli dello stesso colore. Insomma, di balearic sound.

Canzone 7.3
Video 7.1


Mount Kimbie - Before I Move Off

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Dopo estenuanti trattative, nella serata di ieri Barry si è deciso a firmare il contratto. Gli ho dovuto alzare i premi: adesso se una sua recensione riceverà più di 500 accessi unici, guadagnerà un bonus di 150 euro, da aggiungersi allo stipendio mensile di 3250 €. Contratto a tempo determinato, scade fra 6 mesi, ma ho diritto di prelazione sugli altri blog per rinnovo. Parla dei Mount Kimbie, che volevo farlo io perchè sono anche uno dei miei dischi dell'anno. Vabbè, in qualche modo mi vendicherò.
Trevor


I Mount Kimbie sono un duo londinese (io convinto che fosse uno fino a ieri) sul quale si potrebbe disquisire allegramente di come, in un modesto scantinato di casa, si siano messi a produrre splendidi pezzi, pregni dell'atmosfera urbana della City, dell'umidità mista a smog che si respira nelle strade, etc. Praticamente la storia di tutti gli artisti dub di Londra tra i 17 e i 24 anni.
Dopo aver pubblicato un paio di EP arrivano al loro primo album Crooks and Lovers che diventa subito uno dei (miei) dischi dell'anno.
Cosa fanno i Mount Kimbie? Fanno dubstep con influenze techno minimal. Fanno ambient e dubstep. Vanno oltre, fanno post-dub, come a molti piace far notare. Fanno pre-dub! Sì, ho letto pure questo.
Ve la dico io la verità, che ce l'ho qui in tasca.
I Mount Kimbie suonano un genere di elettronica che parte chiaramente da matrici dub, ma che trova in se stessa e nella sua predisposizione al mutamento, al sapersi rinnovare, la ragione d'essere. In quanto tale, è un'evoluzione di ciò che era prima. Inutile quindi classificare ciò che non vuole essere classificato. Al massimo riconoscergli di aver fatto qualcosa di riuscito, nella speranza di non dover mai usare quell'inutile parola "experimental". Al loro prossimo album, se ne saranno capaci, reinventeranno il genere, o faranno un mega flop, ripetendosi negli schemi del già sentito altrove.

Il video.
Un viaggio che va dalla Cina al Giappone per passare in mezzo ad altri posti orientali che non ho riconosciuto, fino ad arrivare a New York, attraverso una rutilante sequenza di foto che, perfettamente in sintonia con la musica, compongono un puzzle di colori, volti, luoghi, situazioni, sequenze stop-motion. Davvero notevole la quantità di scatti, alcuni poi sono davvero fighissimi.

Canzone 7.1
Video 7.6

David Lynch - Good Day Today + I Know

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Forse non avevate sentito la notizia, ma poco più di un mese e mezzo fa sono usciti due singoli di David Lynch. No, non il leader del movimento neonazista American Front, bensì quello che fa i film in California. E che è amico di neonazisti. Vabbè, se non avete sentito neanche quella notizia (qui il video), cosa ci state a fare su Internet?
Tornando a noi, il David Lynch a cui vogliamo bene ha pubblicato due singoli electro attraverso l'etichetta indipendente Sunday Best Recordings.
La cosa strana è che sono anche belli. "Good Day Today" ha il suono di sintetizzatore proprio come piace a me, soffice ed elegante tipo i Booka Shade. "I Know" invece è un blues elettronico che coniuga il Nick Cave eroinomane con, boh, Tricky? Niente di trascendentale, però di roba più brutta di questa e fatta da gente che lo fa per lavoro, ne esce parecchia.
Non è la prima volta che Lynch fa cose in ambito musicale (come non pensare a quel capolavoro che è Dark Night Of The Soul?), ma stavolta la cosa ha un nonsoche di più serio. Tipo che se l'anno prossimo invece che al Festival di Venezia lo trovassi a Dissonanze non mi stupirei.

Ma veniamo al dunque.
Per entrambi i pezzi, David Lynch, che con la telecamera ci sa fare, ha chiesto al Web attraverso concorso di girargli i video. La competizione ha premiato due videomaker su 450 iscrizioni. Arnold De Parscau e Tamar Drachli oltre alla gloria imperitura hanno vinto 2000 sterline.

1. Arnold De Parscau - Good Day Today


Arnold, che è uno studente 22enne, ha girato il video con una Canon EOS 5D (economica, eh?) e altro materiale preso in prestito a scuola. Il video è (forse un po' banalmente, visto che la scelta è stata compiuta proprio dal regista di Eraserhead) derivativo: i simboli freudiani, la mostruosità della famiglia, la materializzazione dell'inconscio, la permeabilità tra reale e inconscio... Tutto molto lynchiano. C'è la violenza, manca solo il sesso (manca davvero?). Insomma, il video è fatto benissimo e contrappunta perfettamente la regolarità e apparente ordinarietà del brano musicale. Ribadisco: stupisce la scelta... Allora tanto valeva girarselo da soli, no, David?

Canzone 6.4
Video 8.1


2. Tamar Drachli - I Know


Forse leggermente meno lynchiano il video di "I Know". Non so leggere l'ebraico, ma questo dovrebbe essere il suo sito. Israeliana 28enne, Tamar ha girato il video su una Canon EOS 7D per risparmiare (le tirano dietro, io ne ho 5) e con sola luce naturale. Pazzesco cosa si riesca a fare con una macchina fotografica nel 2010.
La regia è più complessa, fatta di movimenti con la camera a mano, close-up, dettagli, continui tagli del montaggio e cambi di ritmo. Trama metacinematografica, dove un uomo cerca di riportare indietro con un telecomando la donna che l'ha lasciato. Anche il possesso del corpo da parte del medium è molto lynchiano, e nel video le scene in questo senso più estreme sono le migliori. Fantastico.

Canzone 7.0 (anche se lui ha una voce veramente orribile)
Video 8.6


Destroyer - Kaputt

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Sono emozionatissimo, stavolta mi sa che arrivo sul pezzo prima di tutti.
Il risultato è che non so neanche cosa dire. E se lo dico balbetto. Infine, Kaputt, l'album in uscita a fine gennaio su Merge Records, è già leakkato (che brutta parola...) fuoriuscito (quasi) filtrato (no) trapelato (vabbè) e l'hanno ascoltato tutti tranne me.
Visto che siete così bravi, fatelo voi il mio lavoro: è bello l'album?
Vabbè, questa era facile, Dan Bejar non sbaglia mai. Rispondete a quest'altra: come mai il titolo dell'album? Buio totale?
Viene da Kaputt di Curzio Malaparte. Minchia, che cultura che c'ho.
Con quanti musicisti Dan Bejar porterà l'album in tour?
No, di più. Di più. Otto.
E infine, come suona quest'album?
Come Barry-White-meets-New-Order, giusto. Ok, questa è più soggettiva, accetto anche le vostre risposte (ammetto anche di aver sentito qualcosina sul tubo). La title-track è proprio così, col basso funky, i saxofoni e gli arrangiamenti ariosi da grossa produzione soul e i suoni elettronici da new wave. Tanta roba, tutta piacente.

Il video ha i colori filtrati molto retrò, tante belle ragazze, luce abbagliante e un protagonista indimenticabile che sembra le versione sfigata del Corey Feldman dei bei tempi. Man mano che andiamo avanti le immagini si fanno più surreali, com'è giusto che sia per accompagnare il pastiche musicale dei Destroyer. Il palloncino è la ciliegina sulla torta. Non so chi sia il regista, ma appena lo scopro giuro che ve lo faccio sapere.

Canzone 7.3
Video 7.4


Numero6 - Maledetta

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Allegra e sbarazzina questa "Maledetta". Si parte con gran ritmo, tra batteria e dialogo di fiati, poi dopo due battute subito la strofa, ultra-orecchiabile e accattivante. Poi io ho già usato troppi aggettivi e allora dico che il ritornello mi delude un pochino, troppo italiano, troppa melodia. Nel complesso, però, si spera un giorno di diventare vecchi e portar la moglie o il marito in balera a ballare delle cose così, rimembrando i bei tempi che furono. O no? Forse fin troppo ritmo, rischia di uscire l'anca. Vabbè, "danzeremo come dei coglioni", come cantano loro.
Dicono che i Numero6 abbiano un talento assoluto per scrivere grandi canzoni pop, ma dicono anche che l'album I Love You Fortissimo sia troppo ripetitivo e prevedibile. Giudicate da soli:


Stefano Bozzetta riprende (bene) i Numero6 che suonano. Due tizi hanno la maschera.
Nient'altro da aggiungere.
Ah sì, che qui potete scaricare "Maledetta" gratis (in cambio di un tweet). Fatelo.

Canzone 7.2
Video 4.6


Joan As Police Woman - The Magic

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Qualche settimana fa ho concesso dignità di autore di questo blog a Barry, che è un ragazzo intelligente ma non si applica. Gli avevo dato carta bianca e suggerito un paio di video che io non avevo voglia di fare. Barry invece, dopo 10 minuti di entusiasmo, ha preferito continuare a postare le cose che scopriva su Facebook. Furbo.
E adesso che mi son tolto il sassolino dalla scarpa, mi vendico pure. Questo video l'avrebbe sicuramente voluto fare lui che ha addirittura Joan Wasser tra i likes di Facebook. Invece lo faccio io che tra i likes non ce l'ho, e i motivi per cui le voglio bene sono più che altro i suoi gradi di separazione (zero) con altre persone. Due in particolare: Jeff Buckley e Ben Perowsky.
Lei è bravissima, per carità, però le canzoni che conosco si contano sulle dita di una mano, massimo una e mezza. Ce n'erano un paio cazzute (di canzoni, non di mani/dita) che mi deliziavano, ma non ho mai approfondito oltre. Una è questa, l'altra non la trovo.

Questa nuova "The Magic" è il primo singolo tratto dall'album The Deep Field, in uscita fra tre settimane su PIAS. Lei racconta il disco in una bella serie di video (uno, due e tre), grazie alla quale scopriamo che il secondo motivo per cui lei mi piaceva, ovvero Ben Perowksy, non c'è più. Al suo posto c'è Parker Kindred (chicazz'è?, ho pensato). Si parte col piede sbagliato...
Per fortuna la canzone "spacca", come direi se avessi dieci anni di meno. Si basa su un semplice sincopato di basso e batteria, funky senza strafare, su strofe vagamente ruffiane verso certo pop da classifica e su un delizioso tappetino Wurlitzer. Le fughe soul del ritornello risolvono le giornate. C'è pure del graziosissimo sporco verso la parte "assoli". Molto orecchiabile. Brava Giovanna, brava.

Il video è praticamente perfetto. Ci sono tutti gli elementi necessari per realizzare un video perfetto, che come Barry potrebbe spiegarvi, sono fondamentalmente uno: i culturisti seminudi.
Come se non bastasse, qui fanno anche cose bellissime: testare gli ammortizzatori di una Volkswagen dell'84, fare la pedicure a Joan, pettinarla e inchiodare dei pesci ai quadri. Surreale e divertentissimo. Dirige Ben Reed.

Canzone 7.4
Video 8.6


Sam Prekop - The Silhouettes

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Qualche mese fa Sam Prekop dei Sea and Cake se n'è uscito con un terzo album solista che non aveva niente a che fare coi due precedenti. Fissando come regole quelle di: 1) niente vocals; 2) niente chitarre; 3) niente battiti, ha registrato 9 brani elettronici difficilmente catalogabili. Il suono è quasi esclusivamente quello di un sintetizzatore modulare e quindi il materiale è fondamentalmente improvvisazione riarrangiata da Prekop nei mesi invernali dello scorso anno. Album sperimentale, ma curiosamente accessibile perchè percorso da trame necessariamente da seguire e ricostruire. Non aspettatevi niente come "The Silhouettes", però: il grosso dell'album è più astratto, più droneggiante e glitcheggiante; le "melodie" si sviluppano quando meno ce lo si aspetta.

Il video è di delicatezza rara. Jordan Kim dirige un'animazione caratterizzata da colori pastello sfumati con naturalezza, dove la cura e il rigore delle forme realizzano un capolavoro di design. La trama è infantilmente poetica e adorabile, oltre che misurata sulla musica. Piacerà sicuramente a Sam Prekop che è anche un pittore.

Canzone 7.3
Video 8.1


!!! - Jamie My Intentions Are Bass

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Un po' in ritardo, ma bel video per una band a cui volevamo tanto bene.
Non è plurale maiestatis, è che scommetto che sette anni fa anche voi pensavate fossero la cosa più fica del pianeta. Vi ricordate i bei tempi di Me And Giuliani Down By The Schoolyard? Beh, riascoltatevela lo stesso.
Con gli anni l'hype è calato e quest'ultimo Strange Weather, Isn't It, chi è che l'ha veramente cagato? Non io. Poi però capita di vedere questo video e ci si pente. "Jamie My Intentions Are Bass" è ancora il meglio che c'è in giro nel dance-punk-funk. Sarò felice di essere smentito, se ne siete in grado.

Il video è abbastanza impeccabile. Si apre con dei titoli di testa fantastici e poi segue il cantante nella sua ricerca di Jamie, nel cui vaso vuole piantare i suoi fiori. Di solito sono moralista e non sopporto la sessualità maschilista del 75% dei video, ma qua mi diverto e apprezzo l'ironia e la maestria del regista Saman Keshavarz. Grandissimi la gestione degli spazi e il montaggio che permettono prima un finto piano sequenza e poi ritmo e forza nelle allusioni sessuali. Belli anche colori, costumi e ambientazione anni '60.

Canzone 7.5
Video 7.8


Benoît Pioulard - Lasted

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Se non sapete chi è Thomas Meluch, in arte Benoît Pioulard, avete scaricato-comprato-ascoltato gli album sbagliati negli ultimi anni. In particolare avete segato di brutto gli ascolti del 2006, anno in cui è uscito il suo primo album su Kranky Records, Précis. "Triggering Back" fu il mio pezzo di quei 12 mesi.
Adesso avete l'occasione di essere un po' più tempestivi con Lasted, terza fatica giunta dopo un paio di settepollici. Altro capolavoro, coniuga come nient'altro forze centrifughe e centripete: da una parte l'intimismo e l'introspezione di un cantautorato a bassa fedeltà, fatto di registrazioni casalinghe e di semplici accordi folk; dall'altra, le fughe verso i paesaggi sonori continuamente evocati da field recordings, droni, suoni trovati.. Pop e musique concrète, uno la morte dell'altra.
La title-track in questione è uno dei pezzi più orecchiabili del disco e bisogna concentrarsi per cogliere i rumori (altrove dominanti) di fondo che ne moltiplicano la trama.

Il video è diretto da Church & Steak, duo di filmmaker(s) (non so mai se usare la esse per i plurali se sto scrivendo in italiano.. cosa dice la Crusca?) composto da Josh Lowman e Rinee Shah. È ispirato a La Jetée (se non sapete cos'è, avete segato di brutto le vostre visioni nel 1962), ma se questo non l'avessi letto non me ne sarei accorto. In ogni caso, è un corto d'animazione in bianco e nero, colto e suggestivo a sufficienza.

Canzone 7.2
Video 7.6


Radio Dept - Never Follow Suit

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Altra canzone da un album che non ho ascoltato, nonostante loro mi piacciano molto. A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa sto a farci qui sopra?
Stavolta almeno vedrò di rimediare, visto che Pitchfork, NME, PopMatters, Indie For Bunnies e Drowned In Sound (troppa fatica mettere i link) giudicano Clinging To A Scheme con voti superiori all'8/10.
Quello che posso dire è che i suoni sono sempre quelli: voci da dream pop svedese, chitarre alla Sarah Records, molta nostalgia ottantiana e un po' di sana attitudine DIY che rende il tutto intimo come una cameretta dai colori pastello. I ritmi vagamente dub sorprendono per un attimo, poi tutto quadra. Come succede sempre coi Radio Dept., "Never Follow Suit" è un pezzo così delicato da conquistarti con l'aumentare del numero di ascolti. Credo di essere a 5 in questo momento.

Il video, girato da Jens Henricson, è fatto di dissolvenze e sfocature che non si risolvono e di inquadrature che tendono all'astrazione della forma. I colori sono perfetti e l'atmosfera risulta giustamente eterea, ma le immagini in negativo verso la fine non mi convincono. Compitino.

Canzone 7.1
Video 5.5


Hauschka - The Key (Children)

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"The Key" è il nome del cortometraggio, "Children" il nome del brano tratto dall'ultimo album di Hauschka. Pubblicato due mesi fa su FatCat Records, non è ancora entrato in mio possesso. Quindi non so cosa dirvi. Ah no, fermi tutti, sta in streaming su SoundCloud!

Hauschka - Foreign Landscapes by Hauschkamusic
Bello, eh? Fino a un mese fa non sapevo neanche cosa fosse un blog e adesso, guardatemi! Multimediale! Spero solo che il tutto non sia troppo pesante...
Tornando ad Hauschka: mentre scrivo ascolto il disco e la prima reazione è di stupore. Correggetemi se sbaglio, ma Hauschka non era solo pianoforte preparato? Qui invece c'è un'intera orchestra. Bello, ma io preferivo qualcosa di più minimale, al massimo un paio d'archi. Le sperimentazioni sul piano si ritirano sul fondo e diventano giusto una nota di colore, non più la sostanza del suono. Ascoltate "Early In The Park" o "Kouseiji" per capire cosa ricordavo. De gustibus, in fondo questo Foreign Landscapes rimane un disco di valore, più complesso e maturo dei precedenti.

"The Key" è girato da Jeff Desom ed è molto simpatico. Il viaggio della ragazza col pianoforte si sposa perfettamente con l'incedere incalzante di "Children"; bene la recitazione; suggestivi i paesaggi; sempre interessanti inquadrature e movimenti. Sorrido. :)

Canzone 7.0
Video 8.0


Daft Punk - Derezzed

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Dal film più atteso dell'anno, la colonna sonora più attesa dell'anno. Realizzata dal gruppo più atteso di sempre: in 17 anni di carriera i Daft Punk hanno pubblicato solamente tre dischi in studio ed era dal 2006 che non usciva qualcosa.
Quest'ultimo album non l'ho sentito, così come non ho visto il film (esce fra un mese in Italia e la settimana prossima nel resto del mondo), ma sono così affezionato al Tron originale che non sarò minimamente oggettivo: video e canzone sono capolavori.
No, scherzo.
Diciamo innanzitutto che l'operazione è abbastanza facile, tipo un rigore a porta vuota: il Tron originale è un cult che ha influenzato i due fin da quando erano bambini; il nuovo potrebbe essere il film più costoso della storia del cinema ed è chiaramente fatto apposta per loro (o viceversa?). E infatti video e canzone non deludono, complice la durata inferiore ai 3 minuti.
La canzone non sorprende, è la loro classica electro-house e non vediamo l'ora di sentirla sui dancefloor di tutto il mondo. (In realtà io sono vecchio, stanco e a ballare non ci vado più.)

Il video invece sorprende, perchè all'estetica fighetta e luccicante di Tron: Legacy preferisce quella di Tron. I due dj entrano da Flynn's, inseriscono due gettoni in un videogame chiamato "Derezzed" e si ritrovano nei paesaggi in primitiva computer grafica del film dell'82. Giusto tributo alle visioni che 30 anni fa hanno lasciato segni nell'immaginario più profondi di quanto mai potrà fare il nuovo film.

Canzone 7.0
Video 7.6
(per la scelta)

Patrick Kelleher & His Cold Dead Hands - Wintertime's Doll

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Questo video ve lo posto per due motivi: il primo, che è una bella canzone; il secondo, che mi ha fatto così male agli occhi che ho pensato fosse giusto vendicarmi su qualcun altro. Sì, perchè è girato giocando sulla mescolanza additiva di colori e sembra di star guardando un film 3D negli anni 80 senza occhialini blu-rossi. Mi riporta indietro nel tempo fino a quando da piccolo andavo a Gardaland a guardare i documentari sottomarini nel cinema tridimensionale. Se andate sulla pagina di Gardaland su Wikipedia lo trovate ancora, fra le attrazioni rimosse.. Nostalgia. Grazie, Sophie Gateau, per avermi regalato un momento d'infanzia.

Dicevo che è bella anche la canzone. "Wintertime's Doll" sta su You Look Cold, disco d'esordio di Patrick Kelleher uscito nel 2009 su Osaka Recordings. È un pezzo folk-tronico, tutto metronomo digitale e violini straziati. Ottimo.

Canzone 7.3
Video 6.8


The Tallest Man On Earth - Love Is All

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L'uomo più alto sulla Terra è Kristian, uno svedese residente nella cittadina di Leksand (5.000 abitanti). Uno si aspetta che a vivere in Svezia in un posto del genere non si possa che suonare ambient alla Biosphere, invece Kristian suona chitarra/banjo e canta sgraziatamente come un country-folk singer anni 60. Pare un po' Sam Beam.
"Love Is All" sta su The Wild Hunt ed è così bella e intensa che sembra già un classico.

Il video è di Johan Stolpe, che se ho capito bene ha semplicemente comprato delle pellicole Super 8 da un tizio finlandese e ci ha ricavato quello che potete vedere. Direi che sono i filmini della vacanze di una famiglia scandinava quarant'anni fa. Molto tenero.
(come non sopporto i video dove suonano, così mi faccio fregare dall'otto millimetri)

Canzone 7.7
Video 7.0


Sia - I'm In Here

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Ieri gironzolavo per Vimeo quando all'improvviso ho visto che Devin Sarno aveva commentato un video di David Altobelli. «Amazing, David!», c'era scritto. E allora ho deciso di guardarlo anch'io.
«E chi cazzo sono Devin Sarno e David Altobelli?», direte voi. Rispondo: Devin Sarno è un musicista e compositore exp-ambient-cazzi&mazzi; David Altobelli è proprio quello che ha fatto il video in questione. Tutto questo mi serviva per poter parlare di Nels Cline, che ha fatto un disco con Devin Sarno e io un giorno ve ne parlerò.
No, scherzo. Serviva per introdurre Sia, che fino a ieri non sapevo chi fosse. Oggi ho scoperto che è una "Australian soulful jazz-styled pop singer and songwriter". O meglio, quella che canta in "Somersault" degli Zero 7. Se non l'avesse fatto non parlerei neanche di lei, ma quel pezzo lì, quand'era uscito When It Falls, l'avevo messo in tutte le compilation possibili e immaginabili. «Che romantico», direte voi. Eh sì.
Pure questa "I'm In Here" starebbe bene in una compilation, una di quelle tristissime che regalate alle migliori amiche di cui ormai siete visibilmente innamorati, o ai migliori amici di cui ormai siete visibilmente innamorate. Dice infatti, "Can't you hear my call? / Are you coming to get me now? / I've been waiting for / you to come rescue me, / I need you to hold, / all of the sadness I can not, / living inside of me". Lacrime. Purtroppo questa bella versione acustica non sta sull'album, dove invece compare quest'altra. Non male, ma non la metterei nella compilation di cui sopra: è pop becero.

Il video piazza la soulful australiana tutta sola su un aereo verso l'ora del tramonto. Lei non lo sa, ma nessuno lo sta pilotando. Oltretutto qualcosa sta andando a fuoco alle sue spalle e il fumo lentamente invade la cabina. Brutta roba.

Canzone 7.0 (acustica)
Video 6.5 (non così amazing, David)