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I'm From Barcelona - Get In Line

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Giuro che volevo scrivere una cosa tipo: "quando è troppo è troppo". Oppure: "basta, c'è un limite a tutto".
Invece vincono loro.

Da giovane compravo Metal Shock e mi ricordo che un giorno Gianluca Grazioli mi convinse a comprare qualche disco death metal scrivendo "in Svezia hanno il segreto della melodia".
Aveva ragione, e vale anche per gli I'm From Barcelona. Il nuovo disco Forever Today esce il 19 aprile su Mute Records.

Video inutile.

Canzone 8.2
Video 5.0


PJ Harvey - The Words That Maketh Murder

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Scusate, mi ero perso la notizia: ogni traccia dal nuovo album di Polly Jean Harvey avrà un video d'accompagnamento. A saperlo subito avrei dedicato un post anche al video del primo pezzo, The Last Living Rose, uscito ormai oltre un mese fa. Ma poichè non mi aveva detto molto avevo deciso di tralasciare (il video, non il brano).

Ora, però, val la pena di interpretare quelle immagini come tessere di un puzzle che si completerà quando ne avremo tutti e dodici i pezzi. Tanti sono i cortometraggi che il fotografo Seamus Murphy ha girato nel corso di un viaggio di 5.000 miglia (son tante, fateci caso) attraverso l'Inghilterra. Si compone allora una cartografia fotografica che alle immagini aggiunge pochissimo suono, pochi movimenti e zero effetti. Lo stile è quello del reportage, ottenuto tramite l'approccio al suo paese come se fosse terra straniera da parte di un fotogiornalista di fama internazionale, celebre per il suo lavoro in Aghanistan e Medio Oriente. Murphy è vincitore di sei World Press Photo Awards e di un World Understanding Award. Qua potete scoprire il suo lavoro e qua potete leggere un'introduzione ai dodici cortometraggi. Visioni di rara limpidezza.

Della musica di Polly potrei parlarne per ore, ovviamente da un punto di vista personale. Vi racconterei di quanto io sia spontaneamente maschilista in musica, e di come le artiste/musiciste femmine che mi piacciono davvero si contino sulle dita delle mani di un monco. Che ci posso fare? Polly è tra di loro (altrimenti mica tiravo fuori questo discorso). Probabilmente sta pure più in alto delle altre, ma dovrei pensarci su un po'.
Vi racconterei anche di come l'ho ascoltata la prima volta con Nick Cave, di come mi sono innamorato di lei attraverso la fidanzata delle superiori, del sesso con To Bring You My Love, etc. Però stamattina ho altre cose da fare. Vi basti il numero qua sotto. Facciamo che vale anche per "The Last Living Rose".

Ah, solo due cose.
La prima: John Parish, Mick Harvey, Mark Ellis.
La seconda: non fate confusione, lo strumento che suona Polly è un autoharp, non uno zither.

Canzone 8.3
Video 8.0
(l'opera complessiva)

Stereo Total - Tour De France & Violent Love

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Dopo ben nove giorni di latitanza, eccomi di ritorno con una anzi due chicche. Essendo questo un periodo di merda avevo a chiesto a Barry di prendere le redini del blog, ma niente. Se n'è andato a Berlino. Vuole andare al Berghain, pur essendo ormai in età da pensione. Bah.

Le chicche sono due video stile Concerts-À-Emporter che ritraggono una performance degli Stereo Total in Messico, realizzata per il blog Me Hace Ruido (="Io Faccio Rumore") in occasione del concerto del gruppo a Città del Messico. Confido che sappiate cosa siano i Concerts di cui sopra, ma, nel caso vi sfugga, sono sessioni improvvisate per strada a Parigi, ogni settimana realizzate da un artista diverso, registrate in presa diretta da Vincent Moon e pubblicate su La Blogoteque. Ve ne parlerò meglio. Intanto avete tempo per recuperare qui.
I video di Me Hace Ruido sono lontani dalla cura formale dei francesi, ma i risultati giustificano l'operazione: ogni sessione di questo tipo produrrà sempre performance diverse e uniche.
Basta guardare qui sopra e sotto per accorgersene. I due pezzi in questione sono suonati con strumentazione ridotta all'osso, per usare un eufemismo: uno dei requisiti era usare una rivista come sola percussione. È bello vedere qualcuno che sa rendere con così poco.

La prima canzone è una cover di "Tour De France" dei Kraftwerk (guardate il video originale coi quattro crucchi che pedalano), un brano che adoro e che suona meravigliosamente in questa versione (elettro)acustica. Ditemi voi se non è amabile, con la melodia fischiettata all'unisono, gli ansimi, l'attitudine e le occhiate di Brezel... Io me lo scoperei. Lei, invece, non so se l'avete riconosciuta: è la mia professoressa di matematica delle medie.
Sul disco le basi sono le elettroniche e il pezzo è leggermente meno bello.


Il secondo brano, Violent Love, non compare come il precedente sull'ultimo cd Baby Ouh!, almeno non nella versione europea (Disko B). Compare invece sull'LP, o sulla versione USA (Kill Rock Stars). Altra cover, stavolta di un classico blues di Willie Dixon. Qui in Messico, solo chitarra, è quasi una filastrocca horror dove la prof di matematica vuole far sesso violento e francese con me. Brr.

Canzoni 8.0 (perchè la prima mi fa letteralmente impazzire e la seconda, comunque piacevole, non può tirar giù il voto più di tanto)
Video 7.0 (perchè non sono niente di che, ma tra location e Stereo Total io sorrido tantissimo)

Ariel Pink's Haunted Graffiti - Round & Round

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Non so da dove partire per parlare del video-barra-la-canzone qui sopra. Principalmente per il fatto che ho appena scoperto che è La Canzone Dell'Anno secondo Pitchfork, il che nel mondo dell'indie equivale a un Golden Globe come migliore attore nel mondo del cinema. Oppure a finire Persona dell'Anno sul Time nel mondo delle persone. Oppure chi più ne ha più ne metta.
E non so cosa dire perchè "Round And Round" mi sembra un po' sottotono per piazzarsi in testa alla classifica dei cento pezzi più belli di un intero anno. Cazzo, è tanta roba.
Fermi però, io sottotono lo intendo in senso letterale, non figurato. La canzone (e l'intero disco) è fatta di suoni soffusi, bassi volumi, toni vagamente confidenziali, ritmi rilassati... Uso i puntini di sospensione per convincervi ulteriormente... Quello che mi stupisce è come una gemma così delicata, così sobria, possa avere a che fare con Kanye West e LCD Soundsystem e batterli per conquistare il gradino più alto del podio. Lei ha quest'aria un po' disinteressata da b-side, non gliene frega niente delle vostre classifiche. Saranno rigurgiti di gelosia indie adolescenziale, ma io non son contento che sia stata trattata così.
Adesso la ritroverete in playlist tra l'hip-hop e l'electro e qualcuno che la sente fuori contesto dirà "insipida".
Verrà remixata, la metteranno nei club e le piste si svuoteranno.
Le folle si ritroveranno fuori la sede di Pitchfork a protestare coi forconi.
Ok, troppo apocalittico, però insomma ci siamo capiti, no? Il discorso del perchè mi faceva strano. Ecco.
Pezzo strepitoso, album strepitoso.

E il video è eèpoeééf, come direbbe un mio amico per mostrare la sua approvazione. L'ha girato Wayne Coyne con l'iPhone. Cioè, proprio come dire "vaffanculo al video di Kanye West da 35 minuti". Poi questa gente qua ha aggiunto il rumore visivo (consigliano di scaricare da Vimeo per apprezzare meglio). Nel video oltre al gruppo che suona c'è il latte materno donato da trenta donne ad Ariel Pink. È tutto così intimo che quasi mi emoziono. Sì, avevo detto che non mi piacevano i video coi musicisti ma qui siamo l'occhio e il braccio di Wayne Coyne.

Canzone 8.3
Video 7.2


Flying Lotus - Zodiac Shit

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La Warp forse non è più l'etichetta più cool del mondo, l'IDM ormai puzza un po' di stantio e Aphex Twin ha 40 anni. Ma nonostante le trenodie cantate in rete, almeno due dei dischi migliori di quest'anno sono pubblicati da loro: Gonjasufi (che a me non ha fatto impazzire) e l'ultimo Flying Lotus. Cosmogramma non è perfetto, ma è un mirabile viaggio multidirezionale che tocca hip-hop, free-jazz, house, funk e chi più ne ha più ne metta. Impossibile estrarne "canzoni", anche se la presenza di Thom Yorke parrebbe suggerire il contrario. Tra sampling di scuola J Dilla e massiccia presenza di strumenti suonati dal vivo, l'album significa molto di più della somma delle sue parti.
"Zodiac Shit" da sola non descrive abbastanza. Suona come un collage alla Dj Shadow, ovvero una solida base ritmica che viene espansa da un campionamento orchestrale.

Il video replica perfettamente la continua mutevolezza del suono, la sua costruzione, il suo continuo rimandare ad altro, dentro o fuori i confini del disco. Le animazioni di Adam Fuchs, in arte Lilfuchs, raccontano uno zodiaco animale in cui tutto è diverso da se stesso, in cui linee e colori si piegano e modificano per descrivere paesaggi mentali. Così come fanno i dischi di Steven Ellison, in arte Flying Lotus.

Canzone 8.3 (perchè frammento del disco)
Video 7.5


Maximum Balloon - Groove Me

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Maximum Balloon è David Andrew Sitek, ovvero colui che vi ha fatto piangere e ballare con l'electrorock-soulfunk (o qualcosa del genere) dei TV On The Radio, dove suona tutto tranne le corde vocali. Quest'anno ha pensato di fare un album che non necessiti di suonabilità dal vivo, ma che anzi sia perfetto per il dancefloor. E lo è, perchè mette l'accento sull'electro, ricoprendo le canzoni di strati di sintetizzatori.
"Groove Me" è l'opener del disco, comincia con un beat notturnissimo e, poichè Sitek non suona le corde vocali neanche qua, ci canta Theophilus London, soulrapper di Brooklyn. Poi si aggiungono le chitarrine funk, un po' di colore coi synth e sul ritornello anche gli ottoni, al che non ci si può esimere dallo scuotere testa e chiappe con enorme piacere. Gran singolo.

Carlos Lopez Estrada
dirige il video e si diverte con gli effetti in Chroma Key (il green-screen, dai): prima piazza Teofilo dentro una lavatrice, poi sui panni stesi e infine sulla felpa di Davide. Si finisce in bellezza coi due protagonisti che brindano felici con un liquido color-felpa. Qui c'è il making of.

Canzone 8.2
Video 6.7