David Lynch - Good Day Today + I Know

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Forse non avevate sentito la notizia, ma poco più di un mese e mezzo fa sono usciti due singoli di David Lynch. No, non il leader del movimento neonazista American Front, bensì quello che fa i film in California. E che è amico di neonazisti. Vabbè, se non avete sentito neanche quella notizia (qui il video), cosa ci state a fare su Internet?
Tornando a noi, il David Lynch a cui vogliamo bene ha pubblicato due singoli electro attraverso l'etichetta indipendente Sunday Best Recordings.
La cosa strana è che sono anche belli. "Good Day Today" ha il suono di sintetizzatore proprio come piace a me, soffice ed elegante tipo i Booka Shade. "I Know" invece è un blues elettronico che coniuga il Nick Cave eroinomane con, boh, Tricky? Niente di trascendentale, però di roba più brutta di questa e fatta da gente che lo fa per lavoro, ne esce parecchia.
Non è la prima volta che Lynch fa cose in ambito musicale (come non pensare a quel capolavoro che è Dark Night Of The Soul?), ma stavolta la cosa ha un nonsoche di più serio. Tipo che se l'anno prossimo invece che al Festival di Venezia lo trovassi a Dissonanze non mi stupirei.

Ma veniamo al dunque.
Per entrambi i pezzi, David Lynch, che con la telecamera ci sa fare, ha chiesto al Web attraverso concorso di girargli i video. La competizione ha premiato due videomaker su 450 iscrizioni. Arnold De Parscau e Tamar Drachli oltre alla gloria imperitura hanno vinto 2000 sterline.

1. Arnold De Parscau - Good Day Today


Arnold, che è uno studente 22enne, ha girato il video con una Canon EOS 5D (economica, eh?) e altro materiale preso in prestito a scuola. Il video è (forse un po' banalmente, visto che la scelta è stata compiuta proprio dal regista di Eraserhead) derivativo: i simboli freudiani, la mostruosità della famiglia, la materializzazione dell'inconscio, la permeabilità tra reale e inconscio... Tutto molto lynchiano. C'è la violenza, manca solo il sesso (manca davvero?). Insomma, il video è fatto benissimo e contrappunta perfettamente la regolarità e apparente ordinarietà del brano musicale. Ribadisco: stupisce la scelta... Allora tanto valeva girarselo da soli, no, David?

Canzone 6.4
Video 8.1


2. Tamar Drachli - I Know


Forse leggermente meno lynchiano il video di "I Know". Non so leggere l'ebraico, ma questo dovrebbe essere il suo sito. Israeliana 28enne, Tamar ha girato il video su una Canon EOS 7D per risparmiare (le tirano dietro, io ne ho 5) e con sola luce naturale. Pazzesco cosa si riesca a fare con una macchina fotografica nel 2010.
La regia è più complessa, fatta di movimenti con la camera a mano, close-up, dettagli, continui tagli del montaggio e cambi di ritmo. Trama metacinematografica, dove un uomo cerca di riportare indietro con un telecomando la donna che l'ha lasciato. Anche il possesso del corpo da parte del medium è molto lynchiano, e nel video le scene in questo senso più estreme sono le migliori. Fantastico.

Canzone 7.0 (anche se lui ha una voce veramente orribile)
Video 8.6


Shugo Tokumaru - Linne

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"Il comunismo è il potere sovietico più l'elettrificazione di tutto il paese", diceva un grand'uomo.
Siamo certi di rispettare il suo pensiero se decliniamo la frase come "la musica bella è la musica più l'elettronificazione" (insomma, per riassumere: Lenin-musica elettronica sì; Thatcher-musica elettronica no).
Il primo corollario è: "Il theremin è potere sovietico più musica più elettronificazione". So che quest'ultima è una brutta parola, ma in compenso il theremin è un bellissimo strumento. Il mondo ne deve l'invenzione a Lev Sergeevič Termen, pietroburghese che ai tempi della Rivoluzione la pensava proprio come Lenin (per il quale ebbe l'occasione di suonare al Cremlino nel 1922).
Tutto questo serve a giustificare storicamente questo principio critico: se in una canzone c'è il theremin, questa prende automaticamente uno 0.7 di voto in più.

In "Linne" di Shugo Tokumaru c'è, e quindi quella che sarebbe una canzone non particolarmente inventiva, un po' lagnosa e circa 1 minuto troppo lunga, riesce comunque a strappare un 6.7 grazie ai mirabili secondi che vanno da 1:44 a (mi pare) 2:06, e che salvano il pezzo nell'ultima parte cantata dopo la pausa. Canzone malinconica, ma non particolarmente memorabile. Tratta da Port Authority, pubblicato su Souterrain Transmissions.

Il video disegna silhouette nere su sfondo dai colori autunnali. Un bambino, mentre gioca il suo cane, salta in una pozza d'acqua e si perde in un mondo sommerso. Quando si risveglia porta ancora il mare negli occhi (che poesia!). E quando il piano cambia di tonalità e lui poggia la mano sul capo del bassotto, io piango.

Canzone 6.7
Video 6.9


Altro - Ninja Tune XX Documentary

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Quando nel 1986 vivevo a Londra e ancora lavoravo al mercato del pesce di Billingsgate Market, uscivo spesso con Matt e Jonathan, due sfigati conosciutisi da poco e diventati amici perchè condividevano l'ambizione di diventare Dj. Erano tempi duri, soprattutto perchè alla Thatcher non piaceva l'elettronica e trovare qualcuno che ti producesse un disco era quasi impossibile. Si parla tanto dei minatori, ma non è che a noi andasse molto meglio. Mi ricordo che spesso parlavamo della necessità di fondare un'etichetta indipendente, ma poi io tornai in Italia e mi dedicai ad altro, tipo la scuola elementare.
Loro invece ci provarono davvero, prima con la Ahead Of Our Time, che come il nome suggerisce non andava bene per l'epoca, e poi nel 1990 con la Ninja Tune. Oggi la Ninja Tune ha 20 21 anni ed è un'istituzione sacra (al pari della Warp fondata l'anno precedente). Ci pubblica gente come Amon Tobin, Mr. Scruff, i Jaga Jazzist, la Cinematic Orchestra... Con un rooster così è normale montarsi la testa e infatti a nome Ninja Tune sono usciti addirittura libri e dvd.
Per festeggiare l'anniversario sono stati pubblicati una compilation e un box contenente tantissime cosine desiderabilissime, sono stati registrati mix (gratuitamente prelevabili su Soundcloud) e infine sono state organizzate feste.

Il documentario qua sopra è girato durante il party celebrativo tenutosi il 2 ottobre scorso a Londra (oltre a me era invitata a suonare un sacco di gente che non vi elenco ma che potete trovare sul sito dedicato). Ci sono interviste ai protagonisti, spezzoni di performance live e un sacco di foto e memorabilia che descrivono meglio di qualsiasi altra cosa questi 20 anni di musica ai massimi livelli.
Chicca per gli appassionati, un po' inutile per gli altri.
Però se vi siete scordati di fargli gli auguri potete almeno darci un'occhiata.


Destroyer - Kaputt

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Sono emozionatissimo, stavolta mi sa che arrivo sul pezzo prima di tutti.
Il risultato è che non so neanche cosa dire. E se lo dico balbetto. Infine, Kaputt, l'album in uscita a fine gennaio su Merge Records, è già leakkato (che brutta parola...) fuoriuscito (quasi) filtrato (no) trapelato (vabbè) e l'hanno ascoltato tutti tranne me.
Visto che siete così bravi, fatelo voi il mio lavoro: è bello l'album?
Vabbè, questa era facile, Dan Bejar non sbaglia mai. Rispondete a quest'altra: come mai il titolo dell'album? Buio totale?
Viene da Kaputt di Curzio Malaparte. Minchia, che cultura che c'ho.
Con quanti musicisti Dan Bejar porterà l'album in tour?
No, di più. Di più. Otto.
E infine, come suona quest'album?
Come Barry-White-meets-New-Order, giusto. Ok, questa è più soggettiva, accetto anche le vostre risposte (ammetto anche di aver sentito qualcosina sul tubo). La title-track è proprio così, col basso funky, i saxofoni e gli arrangiamenti ariosi da grossa produzione soul e i suoni elettronici da new wave. Tanta roba, tutta piacente.

Il video ha i colori filtrati molto retrò, tante belle ragazze, luce abbagliante e un protagonista indimenticabile che sembra le versione sfigata del Corey Feldman dei bei tempi. Man mano che andiamo avanti le immagini si fanno più surreali, com'è giusto che sia per accompagnare il pastiche musicale dei Destroyer. Il palloncino è la ciliegina sulla torta. Non so chi sia il regista, ma appena lo scopro giuro che ve lo faccio sapere.

Canzone 7.3
Video 7.4


Numero6 - Maledetta

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Allegra e sbarazzina questa "Maledetta". Si parte con gran ritmo, tra batteria e dialogo di fiati, poi dopo due battute subito la strofa, ultra-orecchiabile e accattivante. Poi io ho già usato troppi aggettivi e allora dico che il ritornello mi delude un pochino, troppo italiano, troppa melodia. Nel complesso, però, si spera un giorno di diventare vecchi e portar la moglie o il marito in balera a ballare delle cose così, rimembrando i bei tempi che furono. O no? Forse fin troppo ritmo, rischia di uscire l'anca. Vabbè, "danzeremo come dei coglioni", come cantano loro.
Dicono che i Numero6 abbiano un talento assoluto per scrivere grandi canzoni pop, ma dicono anche che l'album I Love You Fortissimo sia troppo ripetitivo e prevedibile. Giudicate da soli:


Stefano Bozzetta riprende (bene) i Numero6 che suonano. Due tizi hanno la maschera.
Nient'altro da aggiungere.
Ah sì, che qui potete scaricare "Maledetta" gratis (in cambio di un tweet). Fatelo.

Canzone 7.2
Video 4.6


Joan As Police Woman - The Magic

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Qualche settimana fa ho concesso dignità di autore di questo blog a Barry, che è un ragazzo intelligente ma non si applica. Gli avevo dato carta bianca e suggerito un paio di video che io non avevo voglia di fare. Barry invece, dopo 10 minuti di entusiasmo, ha preferito continuare a postare le cose che scopriva su Facebook. Furbo.
E adesso che mi son tolto il sassolino dalla scarpa, mi vendico pure. Questo video l'avrebbe sicuramente voluto fare lui che ha addirittura Joan Wasser tra i likes di Facebook. Invece lo faccio io che tra i likes non ce l'ho, e i motivi per cui le voglio bene sono più che altro i suoi gradi di separazione (zero) con altre persone. Due in particolare: Jeff Buckley e Ben Perowsky.
Lei è bravissima, per carità, però le canzoni che conosco si contano sulle dita di una mano, massimo una e mezza. Ce n'erano un paio cazzute (di canzoni, non di mani/dita) che mi deliziavano, ma non ho mai approfondito oltre. Una è questa, l'altra non la trovo.

Questa nuova "The Magic" è il primo singolo tratto dall'album The Deep Field, in uscita fra tre settimane su PIAS. Lei racconta il disco in una bella serie di video (uno, due e tre), grazie alla quale scopriamo che il secondo motivo per cui lei mi piaceva, ovvero Ben Perowksy, non c'è più. Al suo posto c'è Parker Kindred (chicazz'è?, ho pensato). Si parte col piede sbagliato...
Per fortuna la canzone "spacca", come direi se avessi dieci anni di meno. Si basa su un semplice sincopato di basso e batteria, funky senza strafare, su strofe vagamente ruffiane verso certo pop da classifica e su un delizioso tappetino Wurlitzer. Le fughe soul del ritornello risolvono le giornate. C'è pure del graziosissimo sporco verso la parte "assoli". Molto orecchiabile. Brava Giovanna, brava.

Il video è praticamente perfetto. Ci sono tutti gli elementi necessari per realizzare un video perfetto, che come Barry potrebbe spiegarvi, sono fondamentalmente uno: i culturisti seminudi.
Come se non bastasse, qui fanno anche cose bellissime: testare gli ammortizzatori di una Volkswagen dell'84, fare la pedicure a Joan, pettinarla e inchiodare dei pesci ai quadri. Surreale e divertentissimo. Dirige Ben Reed.

Canzone 7.4
Video 8.6